Land Rover Discovery, caccia aperta agli ultimi modelli
La casa inglese ha già annunciato l'arrivo della sua erede. Ma la serie attuale vola sul mercato: design unico, prezzo concorrenziale, elettronica appena rivista, motori 3000 V6 e nuovo cambio automatico a 8 marce i suoi segreti - Prezzi e schede - Foto
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In attesa dell'imminente presentazione del nuovo modello - che comunque non arriverà che a 2017 inotrato - sta andando letteralmente a ruba la Land Rover Discovery, fra l'altro recentemente aggiornata con una serie infinita di interventi. Succede sempre così in casa Land Rover e in casa Range: ad ogni annuncio del "cambio di cavallo" una sfilza di appassionati si mettono in fila per avere l'ultimissima versione prima che vada in pensione. Gli ultimi - clamorosi - casi hanno riguardato la Defender e la Range Rover, e la storia si sta ripendo con il Discovery.
Land Rover Discovery
D'altra parte va detto che la casa inglese "non molla mai" e prosegue senza sosta nell'aggiornamento dei suoi modelli: le ultime migliorie riescono sempre a dare quel tocco in più british che piace tanto agli appassionati. Per capire il discorso basta guardare proprio quello che è successo al Discovery, recentemente arricchito dalla possibilità di avere i sedili in pelle “Windsor Dual Tone” disponibili nella tonalità “Ebony/Cirrus”, le finiture in legno “Grand Black Lacquer”, il volante rivestito in pelle o il nuovo volante in legno di noce “Straight Grained” e pelle, con i relativi set di finitura in legno.
Il tutto senza dimenticare mai la meccanica visto che la gamma punta sulla nuovissima trasmissione automatica ZF a 8 rapporti presente su altri modelli della gamma, così come i motori: il 3.0 TDV6 da 211cavalli che registra consumi (dichiarati) pari a 7,8 litri per 100 km ed emissioni di CO2 di 207 g/km sul ciclo combinato oppure il 3.0 litri SDV6 da 249 cavalli che consuma 8 litri per 100 km ed emette 213 g/km di CO2. Insomma, nulla da invidiare agli ultimi modelli Land visto che la Discovery sfoggia - di serie su tutte le versioni - sia il selettore rotativo della trasmissione, comandi al volante e paddle, ed è possibile aggiungere come optional l’Adaptive Cruise Control che consente di mantenere in automatico la giusta distanza di sicurezza dal veicolo che precede.
Il che su strada riesce a fare la differenza nel segmento dei grandi 4x4: il Discovery si muove agile come una piuma, nonostante i 5 metri di lunghezza e la sensazione di gigantismo che il design squadrato non fa altro che sottolinere. Perfino la rumorosità è ben al di sotto di quanto ci si possa aspettare, segno evidente del continuo lavoro di affinamento fatto su questo modello.
In compenso lo spazio a bordo è davvero infinito, e non solo per i bagagli: pilota e passeggeri sembrano viaggiare in una gigantesca monovolume più che in una 4x4 (è uno dei vantaggi dell'altezza della macchina), mentre anche i due posti in più ricavati dalle poltroncine ripiegabili nel bagagliaio sono tutt'altro che risicate.
Al volante poi una bella mano arriva dalle “Land Rover InControl Apps”, sviluppate con i principali fornitori di App disponibili a livello mondiale e pensate per rendere l’esperienza a bordo di Discovery sempre più interattiva e sicura. App che si integrano nel sistema di infotainment della Discovery e portano le app per smartphone direttamente sul touchscreen montato nel veicolo, che ne controlla anche le funzioni.
Insomma un bel passo avanti per quanto rigiarda varie funzionalità, quali la navigazione satellitare, lo streaming multimediale, la radio internet ed i servizi di localizzazione dei veicoli, oltre alla connessione con i contatti, il calendario e la libreria musicale del singolo smartphone.
Infine un commento sul prezzo: il listino va da 47.900 mila euro in su. Per una macchina del genere (3000 V6) davvero poco, considerando che il più piccolo Discovery Sport (che può avere solo motori 2000) va da 41.900 mila euro in su. Ecco un altro elemento che spiega bene la caccia aperta alle ultime Discovery disponibili...