Motori

Venere, la limousine elettrica italo-cinese

Il debutto del prototipi al prossimo Salone di Ginevra, presso lo stand della casamadre LVCHI

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Una limousine elettrica metà cinese e metà italiana. La vedremo, insieme a tante altre novità. al prossimo Salone di Ginevra e precisamente nello stand LVCHI, costruttore nato appena due anni fa a Shangai e già abbastanza battagliero da chiudere una partnership con l’italiana I.DE.A Institute.
 
Il risultato di questa collaborazione ha un nome ben preciso: Venere: Una vera e propria ammiraglia con prestazioni da supercar, in sviluppo da luglio 2017 presso la  storica società piemontese che opera a livello mondiale dal 1978 su stile, modelleria, ingegneria e prototipia. Il progetto Venere è dunque la punta dell’iceberg di un piano di sviluppo che fa affidamento su una capacità produttiva che sarà pari a 550.000 auto nel 2023, e già a 100.000 auto nel 2019.
 
“Condividiamo con LVCHI Auto un approccio basato sulla concretezza, sull’idea che ‘First we prove, then we talk”, spiega Domenico Morali, presidente di I.DE.A. Institute. “Al Salone di Ginevra presenteremo un prototipo performante, frutto dei primi mesi di progettazione con prestazioni che saranno certificate dal CSI a febbraio. Quella che si vedrà a Ginevra sarà una vettura prestazionale, sintesi di innovazione, design e qualità costruttiva, che vogliamo sia il biglietto da visita di Venere sul mercato.
 
“Inoltre – prosegue Morali – LVCHI Auto si è dimostrata un partner affidabile con una chiara vocazione internazionale, che ha deciso di portare lo sviluppo dei suoi nuovi modelli a Torino, trovando in I.DE.A. Institute il partner ideale”.
 
LVCHI Auto avvierà la produzione a Torino e immetterà sul mercato Venere nel 2019, per poi introdurre un nuovo modello di Citycar elettrica, che consentirà al brand di posizionare sul mercato veicoli destinati a diverse fasce di clientela. Il piano di sviluppo prevede poi l’immissione sul mercato di piattaforme SUV, MPV e di una berlina elettrica ad alte prestazioni, Urano, presentata a Shangai l’8 gennaio scorso, tra il 2020 e il 2021.
 
Anche per la creazione e lo sviluppo della Citycar, LVCHI Auto ha scelto di avvalersi dell’abilità degli ingegneri di I.DE.A Institute, che sono già al lavoro per adattare su di essa le innovazioni tecnologiche applicate a Venere. Si tratterà di due tipologie di Citycar, una a 2 posti secchi e una a 4 posti, così da assecondare le necessità di chi desidera muoversi in città in automobile, ma con attenzione all’ambiente.
 
Tornando invece a Venere, il concetto che la caratterizza sotto il profilo strutturale è il telaio, cioè l’elemento centrale che è realizzato totalmente in composito, in sandwich in fibra di carbonio ed honeycomb, per conseguire le prestazioni di rigidezza torsionale e flessionale adeguate alle alte prestazioni attese combinate al contenimento del peso complessivo.
 
Questo telaio è realizzato in modo integrale, cioè utilizzando il anche tetto come componente strutturale collaborativo. Si tratta della prima vettura a quattro posti quattro porte con caratteristiche simili. A questo elemento centrale sono aggiunti i telai in alluminio di supporto del gruppo motopropulsore anteriore e posteriore.
 
Il powertrain elettrico è costituito da quattro motori elettrici, installati due sull’asse anteriore e due su quello posteriore uniti ad un differenziale per asse, in modo tale da realizzare un sistema di trazione integrale permanente. La scatola del differenziale contiene anche un cambio di velocità a due marce per ottimizzare la distribuzione di coppia e di potenza. L’autonomia di è assicurata da un pacco batteria Litio Ioni di 100 KWh, sviluppata tramite un progetto innovativo.
 
Il sistema di interfaccia con il guidatore ed i passeggeri è assicurato invece mediante la gestione delle funzioni su consolle sul tunnel del guidatore mediante un innovativo sistema touch screen che sostituisce il tradizionale “knob” (pomello) in uso fino ad oggi e permetterà di selezionare tutte le funzioni desiderate dal guidatore e dai passeggeri.