Sulla nuova "piccola" monovolume una trasmissione perfetta. Costa 15.500 euro, è lunga 4 metri ed è unica: difficile confrontarla con altre concorrenti. La Honda colpisce ancora - Foto
2 minuti di lettura
Dalla NS-X alla Jazz, dalla MotoGp alla Formula Indy: in termini culinari la Honda va dal finger food alla porchetta e non si nega davvero nulla, basta che ci sia un motore da qualche parte e via.
In questo delirio di motori, allestimenti, tecnologia e prestazioni, un posto al sole lo merita di sicuro la piccola Jazz: è da sempre una delle auto più vendute in Giappone e se i pignoli abitanti di Tokyo la scelgono in mezzo a mille concorrenti la faccenda va studiata e - possibilmente - capita.
Honda Jazz
Uno dei suoi punti di forza è di sicuro "l'anomalia di segmento": la Jazz è una piccola, una city car se volete, ma in realtà è lunga più di 4 metri e - soprattutto - è una pura monovolume. E questo da una parte rende difficile in confronto/prezzo con la concorrenza (costa 15.500 euro, pochi, tanti, boh?) e dall'altra regala uno spazio da record. In realtà più per pilota e passeggeri che per il bagagliaio che arriva fino a 1.314 litri ma parte da 354 litri. Tanti per il segmento, ma non straordinari in assoluto. In compenso dentro la Jazz si sale (e si viaggia) con grandissima comodità perché - va sempre ricordato - il comfort inizia dallo spazio. Qui poi ci sono in più i sedili morbidi, altra rarità in un mondo dell'auto che monta sempre più spesso panchine di marmo al posto delle poltrone.
Peccato che la seduta anteriore sia un po' corta ma è il prezzo da pagare per far stare comodissime le tre persone che viaggiano dietro. Su strada la Jazz non è comunque solo comoda: chi è abituato a lavorare in MotoGp con i cambi ci sa fare, si sa. E la hondina da città stupisce con un comando straordinario. Talmente maneggevole e bello da usare che scegliere l'automatico - peraltro CVT a variazione continua con quell'odioso rumore da ventilatore - sarebbe un delitto.
Fra l'altro la gamma motori prevede una piccola belva - il 1500 benzina da 130 Cv - e un più normale 1300 da 102 Cv: in entrambe le versioni il cambio manuale è l'accoppiata perfetta. Nel primo caso perché il 1300 sotto i 4000 giri è un po' "vuoto", nel secondo perché... Beh non c'è bisogno di spiegarlo: ritrovarsi a smanacciare con questo comando manuale da riferimento è pura goduria. Ma sono sensazioni "meccaniche" perché la Jazz è una macchina onesta, con una bella tenuta di strada. Niente di sportivo quindi.
L'amore per la meccanica, per la bella meccanica, traspare poi anche dal sistema di abbattimento dei sedili: con un clic scompaiono nel pianale, mentre un po' di attenzione in più per le finiture non avrebbe guastato, perché è vero che i materiali sono belli e soft-touch, ma da qualche parte spunta - orrore - una vite a vista. Ricca infine la dotazione di sicurezza attiva con il pachetto Advanced Driver Assist System che utilizza radar e telecamera e include Intelligent Assist per la velocità, Forward Collision Warning, Lane Departure Warning, riconoscimento della segnaletica stradale e sistema attivo di frenata City-Brake di serie.
E diverso da tutto il mondo il sistema multimediale che ha uno schermo touch lcd da 5 o 7 pollici, comandi al volante e sistema Honda Connect con accesso a internet, musica, traffico e news in tempo reale. Ma che richiede un po' di assuefazione per essere usato al meglio. Anzi, solo per essere usato.