Accelera come un razzo, è bella da guidare, tanto che il sistema "Autopilot" sembra inutile... Prezzi da 86 mila euro in su e autonomia record fino a 632 km Foto
4 minuti di lettura
"Accelerazione incredibile. Massima autonomia. Le auto più sicure di sempre": è questo lo slogan che compare, gigantesco, sulla home della Tesla, a cui andrebbe aggiunto però qualcosa anche sul glamour perché nonostante il marchio sia giovanissimo, in pochi anni si è conquistato un posto al sole fra i brand più sofisticati del pianeta.
Regina di questo mondo è di sicuro la Model S, ancora oggi punta di diamante dell'offerta della casa di Palo Alto, nonostante sia nata nel 2012 e il primo prototipo sia stato esposto al Salone dell'automobile di Francoforte del 2009: Franz von Holzhausen, lo stilista che l'ha disegnata (non lasciatevi ingannare dal nome, è nato nel Connecticut e vive a San Carlos, in California) ha fatto un eccellente lavoro e ancora oggi la Model S appare modernissima.
Il recente restyling (il muso è stato di fatto sigillato facendo sparire la fina mascherina) fra l'altro non ha inciso sulla forma e sugli stilemi originali con la Model S che appare bassa e filante: parabrezza molto inclinato, muso lungo, coda rastremata e quattro porte che sembrano sparire dietro un furbo andamento del padiglione tipico delle coupé.
Tesla nuova Model S
E se fino ad ora abbiamo parlato della Tesla senza dire una cosa fondamentale (è un'auto elettrica), il motivo è facile: la forza di questo brand è oggi talmente forte che tutti sanno che la marca americana fa solo auto a batteria. Dici Tesla, insomma, e pensi alle elettriche. Un altro primato per una macchina così giovane visto che Bmw, Mercedes e soci ci hanno messo invece 100 anni per costruire la loro immagine di marca premium.
Ed ecco la prima domanda: come ha fatto Tesla a salire nel Gotha dei motori in così poco tempo? Uno sguardo alla gamma vale più di mille discorsi: c'è la "75 D" con batteria da 75 kW, autonomia di 490 km, 225 km/h di velocità massima e 4,4 secondi per scattare da 0 a 100, con un listino di 86 mila euro. Poi c'è la 100D con batteria da 100 kW, 632 km autonomia, 250 orari di velocità massima e 4,3 secondi per passare da 0 a 100, al prezzo di 110 mila euro.
Quindi il mostro, la P100D da 150 mila euro, (quasi il doppio del modello base) che ha batteria da 100 kW ma 613 km di autonomia, 250 orari di velocità massima ed è capace di scattare da 0 a 100 in 2,7 secondi: nessuna Ferrari o Lamborghini riesce a fare altrettanto. Senza contare che questa è una comoda berlina cinque posti e che volendo può avere anche due strapuntini aggiuntivi nel gigantesco bagagliaio.
Ma è "salto culturale" che porta la Tesla nel mondo dei motori a fare la rivoluzione. In primo luogo fa sparire le maniglie (che escono dalla carrozzeria illuminandosi appena si avvicina alla macchina chi ha la chiave-trasponder a forma di mini-Model S in tasca) e il pulsante di accensione. Appena ci si siede al volante l'auto è pronta. Basta inserire il Drive e si parte. D'altra parte cosa altro potrebbe fare il proprietario che siede al posto guida se non voler guidare? Semplice e geniale.
E poi via anche tutti i pulsanti: ci sono solo quelli per i vetri elettrici sulla porta. Il resto è tutto nel maxi schermo centrale. Richiede (ovvio) un bel po' di assuefazione ma un navigatore satellitare così funzionale non si è mai visto prima in giro. Per non parlare della gestione del sistema multimediale. Solo il climatizzatore, infilato in quei menù, forse avrebbe meritato comandi esterni. Ma sono dettagli. Così come i comandi secondari (quelli del cambio al volante e quelli sulle porte per i vetri) di chiara origine Mercedes: per una macchina del genere forse la componentistica poteva essere dedicata e unica.
D'altra parte qui, "in sella" alla Tesla Model S, si pretende il massimo: il pannello porta di pelle con la maniglia nascosta nell'onda cromata è un capolavoro di funzionalità e design, così come il sedile e il posto guida. Ovvio quindi andare a cercare il pelo nell'uovo come la cintura di sicurezza che non è una piuma come nelle altre supercar o la spazzola del tergicristalli che sembra quella di una Panda. Ma, come dicevamo, sono dettagli. E stupisce il livello di dinamica raggiunto da chi ha fatto la messa a punto della Model S: la macchina ha un'inserimento in curva fulmineo, segue la traiettoria impostata con precisione e coerenza. E solo su alcuni tipi di sconnesso tira fuori il tipico "ballonzolio" delle auto elettriche. Per capirci, quella sensazione che si ha con le auto normali quando si viaggia a pieno carico.
Le accelerazioni, poi, sono fulminee, manco a dirlo. Ma più che lo 0-100 qui ha stupire è la prontezza con cui la Tesla schizza via da ogni velocità intermedia. Le cosiddette "riprese": da questo punto di vista è impossibile fare paragoni con nulla e la Model S fa apparire vecchie e lente anche le moderne V8 da 500 e passa cavalli.
Insomma, in sintesi, la Model S è davvero "bella" da guidare. E bisogna essere veramente scemi (o americani, ma a volte automobilisticamente parlando le due cose coincidono...) per farla funzionare in modalità di guida semi-autonoma: si rinuncia a una fetta enorme di godimento, che poi giustifica mettere in bilancio tanti soldi per comprare la macchina. Perché farlo allora? Mistero.
Ma il fascino della Tesla risiede anche in gadget strani, come ad esempio il filtro per l’aria HEPA in grado di rimuovere il 99,97% del particolato esausto e mantenere l’abitacolo pulito da pollini, batteri, virus e agenti inquinanti. C'è anche la modalità “difesa da armi biologiche” che “crea una pressione positiva all’interno dell’abitacolo e protegge i passeggeri". Oppure la modalità "Babbo Natale" che trasforma l'auto in una slitta per renne con musichette varie o quella che consente di trasformare il navigatore satellitare in un GPS per Marte. Si può anche disegnare a mano libera sul maxi schermo da 17'' o navigare su internet come se si avesse un maxi iPad piantato sul cruscotto. "Americanate", appunto, che finiscono solo per offuscare le qualità stradali di un'auto straordinaria, tutta da guidare.
Ah, dimenticavamo, e la ricarica? Poco importa: quando hai 400 e oltre km di autonomia nell'uso reale, il modo per tenere tutta la notte l'auto attaccata ad una spina prima o poi lo trovi. Quindi alla fine l’opportunità di ricaricare l’80% della batteria in 30 minuti con le colonnine Supercharger si può considerare anche un vezzo... Senza contare che una Model S finisce in mano ai ricchi. E i ricchi, si sa, hanno più tempo a disposizione della povera gente.