Motori

(ansa)

Salone di Parigi, show Ferrari nel mondo del lusso più estremo

La Sp Monza, nelle due versioni a uno e due posti, è, paradossalmente, la regina del Salone di Parigi. Ecco perché

1 minuti di lettura
PARIGI - Tanti modelli elettrici, ibridi ecologici, futuribili, come i lucertoloni della Renault che raccontano un mondo di mobilità da fantascienza, a guida autonoma anche nel trasporto collettivo. E, a fianco, un'auto non meno fantascientifica ma tutta proiettata, nello stile, al passato. La Ferrari Sp Monza, nelle due versioni a uno e due posti, è, paradossalmente, la regina del Salone di Parigi. Paradosso nel paradosso, sembra destinata ad aprire un nuovo filone nel mondo esclusivo delle supercar: l'avvento del lusso estremo.

L'ultima nata a Maranello ha un prezzo proibitivo: 1,6 milioni di euro. Viene prodotta in 499 esemplari che sono già stati tutti assegnati e praticamente venduti. Il che significa 800 milioni di fatturato garantito e circa 400 milioni di utile. Non male. Considerando che il fatturato annuo della casa di Maranello è di 3,4 miliardi e l'utile prima delle imposte nel 2017 è stato di un miliardo, è evidente che modelli come questo sono destinati ad avere un impatto notevole sui già floridi conti del Cavallino.

Anche se gli effetti della Sp Monza saranno diluiti sui bilanci di due anni, il contributo è molto significativo. Questo spiega perché la nuova auto è la prima di un nuovo filone nella gamma della Rossa, la serie del lusso estremo chiamata Icona. Poche auto a prezzi da favola e, soprattutto, per clienti scelti dal costruttore. Dunque, diventerà un privilegio poter spendere quasi due milioni di dollari per un'automobile che fuori dall'Europa non può nemmeno circolare. Perché la Monza è priva di parabrezza e in Usa, come in molti altri Paesi, non è omologabile. In particolare negli Stati Uniti non si può circolare con automobili prive di parasole. Così chi la acquista deve adattarsi a guidarla solo sui circuiti.

Ma non sono queste circostanze a fermare gli amanti del lusso estremo. I 499 proprietari delle Sp (non si sa ancora quanti hanno scelto il modello con due sedili e quanti la versione monoposto), sono stati individuati da Maranello tra i collezionisti che possiedono almeno una decina di Ferrari o che hanno dimostrato di poter diventare gli ambasciatori del brand più titolato al mondo. Il fascino è un'estetica da Formula uno degli anni Cinquanta con accessori adeguati. Nel prezzo è compreso infatti un abito da pilota di Loro Piana e accessori in pelle (casco compreso) di Berluti. Il vantaggio economico? Il lusso estremo si rivaluta nel tempo. Chi spende 1,6 milioni di euro oggi potrebbe ricavarne di più domani, rivendendo il suo gioiello.