Motori

Classe C cabrio, atto di forza Mercedes

Da una costola della C, una macchina venduta in quasi mezzo milione di pezzi l'anno, nasce una raffinata cabriolet. Scelta infinita di motori, cambio a 9 marce e la possibilità di cambiare a piaciemento il comportamento della macchina Foto

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Davanti ad una Classe C, la prima cosa a cui pensare è che è una "cosa" sfornata al ritmo di quasi mezzo milione di pezzi l'anno. Un numero incredibile per una macchina di lusso e che vale più di mille discorsi sulla "potenza" Mercedes. Non parliamo di cavalli, ma di forza, capacità costruttiva, valore del brand. Già perché la classe C era nata come piccola, sulle ceneri della 190, ma a colpi di innovazioni oggi è lunga 4,7 metri e soprattutto ha in gamma una fascinosa versione cabriolet che ha un listino da oltre 50 mila euro. Insomma una bestseller chic che lancia la casa di Stoccarda nel mondo dei primati costruttivi e strategici. Non va dimenticato infatti che fra i motivi del successo della Classe C c’è sicuramente il fatto di avere una gamma infinita con carrozzeria berlina e station-wagon, coupé e - appunto - cabriolet, senza dimenticare la versione high performance targata Amg.

E, ovviamente, fra i motivi del successo anche la forsennata ricerca di migliorie che hanno interessato proprio l'ultima versione: oltre a rifarsi il look la nuova Classe C è su un altro pianeta rispetto alle sue antenate rispetto alle dotazioni per il comfort, la sicurezza, l’infotainment e l’efficienza.
 
In attesa che arrivino gli immancabili motori elettrici infatti la nuova Classe C è stata equipaggiata con una inedita generazione di motori a benzina a quattro cilindri a cui si aggiungono, per le versioni da 1,5 litri C 200 e C 200 4Matic, dotate di un sistema a 48 volt supplementare con alternatore-starter azionato a cinghia.
 Alle prestazioni di base di questo propulsore (135 kW/184 Cv, 280 Nm), si somma la potenza aggiuntiva del motore elettrico 10 kW, e una coppia di 160 Nm.
 
Fra le finezza un posto al sole va di sicuro alla combinazione tra il sistema a 48 volt e l’EQ Boost che crea i presupposti per poter utilizzare funzioni aggiuntive (servono a ridurre ulteriormente il consumo di carburante e a incrementare l’agilità e il comfort). Ad esempio in fase di accelerazione l’EQ Boost supporta il motore da 135 kW (184 Cv) con 10 kW (14 Cv) aggiuntivi, colmando il ritardo del turbocompressore nel mettere a disposizione la piena pressione di sovralimentazione. Non solo:  l’assistenza fornita dal boost è utilizzata anche nei cambi marcia, per raggiungere più rapidamente il regime di rotazione idoneo del motore e accorciare i tempi di innesto delle marce. In fase di decelerazione l’alternatore-starter recupera l’energia cinetica e carica la batteria. Mentre la pompa dell’acqua viene azionata elettricamente e gestita mediante mappatura, adeguando il più possibile la potenza di raffreddamento al fabbisogno.
 
Enorme il lavoro sui diesel, in barba ai tanti detrattori, e non è un caso  che ha fatto il suo esordio mondiale sulla Classe C la nuova configurazione da 1,6 litri disponibile sui modelli C 180 d, C 200 d e C 220 d.
 
Quest'ultima vanta una bella potenza di 194 Cv e (consumo di carburante combinato 5,1-4,8 l/100 km, emissioni di CO2 combinate 136-126 g/km) e regala una fluidità di funzionamento straordinaria, che ben si adatta alla raffinata versione cabrio e si sposa alla perfezione con il nuovo cambio automatico a 9 marce. "Raffinata" perché grazie alla combinazione di frangivento automatico AIRCAP e riscaldamento per la zona della testa AIRSCARF la temperatura esterna e il vento vengono combattuti in modo perfetto e si viaggia con la capote abbassata in qualsiasi condizione. Anche quando si deve fare manovra visto che la visibilità posteriore non è delle migliori. Ma qui la telecamera (è di serie su tutte le versioni tranne quella "base") aiuta parecchio.

Per il resto il nuovo volante con pulsanti touch control, nonché la strumentazione completamente digitale a seconda dell'allestimento e i display più grandi (compresa la nuova generazione di sistemi per l'Infotainment) stravolgono il rapporto pilota auto che può "animare" l'intera strumentazione negli stili di visualizzazione «Classico», «Sportivo» e «Moderno».

A proposito di sport: il DYNAMIC BODY CONTROL consente di scegliere l'assetto più adatto al proprio stile di guida, arrivando a ribassare la macchina e modificare il comportamento dello sterzo, rendendolo più diretto. Questo sistema infatti si interfaccia continuamente con un altro, il l'AIR BODY CONTROL che regola continuamente le sospensioni a ruote indipendenti e che adatta l'assetto automaticamente alle diverse condizioni di carico, a prescindere da cosa faccia il pilota con le sue impostazioni. Roba da supercar. E pensare che c'è ancora chi considera la Classe C "piccola".