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Nuova Maserati Ghibli, che strani quei posti posteriori...

Al volante sembra una Gt purosangue ma è una maxi berlina con un bagagliaio da 500 litri. Tante le modifiche in chiave hi-tech, design rivisto ma stesso fascino di sempre Foto

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 Anno nuovo Ghibli nuova. La Maserati rilancia ancora e propone una delle novità più interessanti dell'ultimo periodo. Già perchè rendere più "moderna", piena di elettronica e di connessioni la famosa "GT da famiglia", senza snaturare il progetto iniziale fatto di fascino italiano e storia motoristica piena di passione regala alla Ghibli una seconda vita. Quella di poter competere ad armi pari nel settore hi-tech di sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) con le "altre" super tecnologiche ammiraglie.

Ovvio, già che c'erano a Modena non si sono lasciati sfuggire l'occasione di fare un ulteriore balzo in avanti sul fronte delle finiture (nuovi colori e nuovi cerchi in lega, pelle naturale “Pieno Fiore” con nuove raffinatezze e molto altro ancora) e della meccanica con una leva del cambio riprogettata.

Non solo: altra (bella) idea è stata quella di dare una doppia scelta ai clienti: gli allestimenti GranLusso e GranSport ora rendono la Ghibli una macchina double face. “Volevamo distinguere più chiaramente tra lusso e sportività e conferire esternamente alla vettura una doppia anima”, spiega Giovanni Ribotta, Head of Exterior Design. E si parte proprio dallo stile: "Il punto cruciale - continua Ribotta - è il paraurti anteriore che presenta un’ampia calandra “a muso di squalo” con listelli cromati e un inserto cromato nella parte superiore. La griglia concava, ispirata all’iconica concept car Alfieri, aggiunge un effetto tridimensionale al frontale della vettura.

La fascia inferiore del paraurti anteriore è stata disegnata per esaltare il carattere specifico di ogni allestimento. Il condotto aria frontale è aperto e più lineare sulla Ghibli base e sulla Ghibli GranLusso, con l’intento di sottolinearne eleganza e raffinatezza". Ed è solo uno degli elementi di stile: le due Ghibli poi hanno una miriade di dettagli diversi che si traducono comunque in un bel passo avanti anche dal punto di vista aerodinamico (dopo il restyling il Cx è di appena 0,29, cioè migliorato del 7% rispetto al valore di 0,31 del vecchio modello)

Detto questo come dicevamo l'abitacolo sfoggia finiture migliorate in ogni dettaglio e una plancia disegnata attorno al display da 8,4” del "Maserati Touch Control Plus che sul MY19 si avvale di una grafica aggiornata e di un upgrade del sistema di condizionamento. Per fortuna - ormai caso raro nel panorama attuale - contagiri e tachimetro rimangono belli analogici, senza quelle "falsità" digitali. Hanno lancette vere e sono di grandi dimensioni, tutto come un tempo, tutto come deve essere su una vera Maserati.

Grande attenzione anche allo stereo: di norma c'è un Harman Kardon da 280 W con otto altoparlanti. Ed è già un bel sentire. Ma sulla Ghibli GranLusso S e S Q4 c'è im impianto Premium Harman Kardon con 10 altoparlanti e amplificatore da 900 W. E volendo, anche il Premium Surround Sound Bowers & Wilkins: 15 altoparlanti, un amplificatore da 1.280 W e una perfetta configurazione del QuantumLogic Surround Sound.

Ogni Ghibli può includere la tecnologia WLAN opzionale che la trasforma in un efficiente hotspot Wi-Fi su ruote. Inserendo una scheda SIM nel router WLAN è possibile ricevere segnali Internet che possono essere ritrasmessi wireless.

Ma a proposito di "vera Maserati". Il benzina V6 Twin Turbo 3.0 litri  a iniezione diretta GDI, e il potente V6 turbodiesel di pari cilindrata, regalano prestazioni allineate a quanto ci si possa aspettare dal marchio: sia le versioni benzina da 350 Cv che quelle da 430 volano, riprendono con forza da qualsiasi regime e rendono la Ghibli molto divertente da guidare. Certo, rimane la stranezza che in famiglia Fca ci sia un'Alfa (la Giulia Quadrifoglio) più potente di una Ghibli, ma poco importa: qui i motori "cantano" come si deve e si sente davvero il fatto che questi V6 siano nati in collaborazione con Ferrari e costruiti nello stabilimento di Maranello.

La Ghibli prevede tre modalità di guida: Normal, Sport e I.C.E. (Increased Control & Efficiency). Quest’ultima, finalizzata a ridurre consumi, emissioni e rumore, permette una guida più fluida, disattiva la funzione di overboost del turbocompressore e tiene chiusi i flap di scarico della modalità Sport fino a 5.000 giri/minuto. Regola inoltre le cambiate per renderle più morbide, riducendo la coppia nel punto d’innesto di ogni marcia.

A proposito di suono: l'impianto di scarico ha valvole pneumatiche su ciascuna bancata, per mantenere il classico e ricco timbro dei propulsori del marchio. In modalità Normal, le valvole di bypass sono chiuse fino a 3.000 giri/minuto per assicurare un sound del motore confortevole e discreto proveniente dai quattro terminali di scarico sportivi.

Con la modalità Sport attiva, che accentua i parametri dinamici della vettura, le valvole si aprono e il flusso dei gas viene incanalato con forza e in brevissimo tempo nei terminali dei tubi di scarico, assicurando così massime prestazioni e l’inconfondibile sound elettrizzante del motore Maserati.

Dal punto di vista del suono il primato però va incredibilmente alla versione diesel: "suona" con un motore a benzina (e ovviamente va a gasolio) e come un V8 (e altrettanto ovviamente è un V6). Miracolo acustico. Falso ma bello. I cavalli qui sono 275 Cv (volendo per ridurre le tasse c'è la versione da 250) e le prestazioni garantiscono comunque belle accelerazioni. Non siamo sotti i 5 secondi delle possenti versioni a benzina ma un'accelerazione da 0-100 km/h di 6,3 secondi è comunque un bel primato.

Su strada la Ghibli dimostra subito quello che è: una sportiva di gran razza. Cambio velocissimo, sterzo preciso e quella bella sensazione - che rimane anche con le Q4 a trazione integrale - che la trazione posteriore spinga con la tipica forza all'uscita dalle curve.

La guida regala sensazioni sportive e il differenziale autobloccante a slittamento limitato meccanico di serie su tutte le versioni assicura sempre la migliore trazione in tutte le situazioni di guida. Così come le raffinate sospensioni (a quadrilatero con doppio braccio oscillante all’anteriore e multilink a cinque bracci al posteriore) riescono a fare la differenza nelle condizioni limite.

Potente anche la frenata (San Brembo colpisce ancora visto che a 100 km/h, le Ghibli S e S Q4 possono vantare uno spazio di frenata di soli 35 metri) e raffinato l'intervento del sistema IVC (Integrated Vehicle Control) che "mette le mani sul volante" solo in casi estremi. E' come se prevenisse - anziché limitarsi a correggere - quegli errori che portano alla perdita di controllo della vettura. Il pilota insomma non si accorge di nulla ma migliora la sicurezza attiva e la dinamica di guida. E allo stesso tempo va più forte e si diverte di più. Un trucchetto ripreso pari pari dalle cugine Ferrari.

Detto questo, girando la testa, a volte stupisce scoprire che la Ghibli abbia dei posti posteriori. E, soprattutto, un maxi bagagliaio da 500 litri. Al volante sembra una GT purosangue: ed è quello che conta perché chi paga qui guida. E quindi si diverte...