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Ferrari P80/C, un pezzo unico da 5 milioni

Se l'è fatto fare su misura dalla casa di Maranello un ricco collezionista: nasce sulla base della 488 da corsa ed ha un doppio "vestito": da pista e da sfilata Video - Foto

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Ecco la ricetta: prendete una 488 da corsa, elaboratela fino ai limiti della provocazione e condite il tutto con uno stile da hypercar senza troppe concessioni al passato. Si arriva così alla nuova Ferrari P80/C, un pezzo unico realizzato su misura dalla stessa casa di Maranello per un misterioso collezionista.

Ferrari P80/C, nuovo pezzo unico di Maranello


La macchina fa parte della nuova divisione Ferrari dei progetti "one-off", fatti su misura per i clienti più esigenti, a cui non basta mai nulla, neanche una Rossa personalizzata con il programma interno della casa. Si arriva così a dare input precisi al centro stile e al reparto progettazione, per avere un qualcosa di assolutamente unico.

Già la base di partenza è stata tutt'altro che banale: la 488 GT3 da gara che costa 630 mila euro, ha un motore V8 3900 biturbo da 550 Cv ed ha un passo più lungo della macchina di serie. Elemento fondamentale per avere maggiore libertà nell’impostazione dell’architettura della vettura che qui ha un aspetto ancora più sbilanciato in avanti (gli inglesi chiamano la cosa cab forward) con un enorme cofano posteriore, come sulle vetture sport prototipo di buona memoria.

Da qui si è partiti per rifare tutto. Il prezzo? Non è stato comunicato ufficialmente ma - secondo alcune indiscrezioni - siamo nell'ordine dei cinque milioni di euro.

Sulla P80/C un enorme lavoro è stato fatto dal Centro Stile Ferrari, sotto la direzione di Flavio Manzoni: hanno coordinato il team di Direzione Tecnica e le richieste del cliente, bizzarre ma fino ad un certo punto: voleva un prodotto nuovo, diverso dalle vetture della gamma Ferrari e ispirato alle sport prototipo. Senza grosse concessioni al passato.

Ma con grandi novità: per la prima volta su un pezzo unico la Ferrari oltre alla enorme ricerca di stile, ha messo in campo scrupolose verifiche aerodinamiche, condotte però con un approccio diverso, rispetto a quanto Ferrari abbia fatto in passato sulle vetture one-off.

Già perché la P80/C è una vettura da pista, fatta per andare forte senza regole da rispettare per correre in precisi campionati Fia. Quindi "mano libera" per raggiungere le massime prestazioni possibili.

"Lo sviluppo aerodinamico - spiegano infatti alla Ferrari - si è basato sull’esperienza acquisita con la 488 GT3, senza i vincoli imposti dai regolamenti internazionali. Lo splitter anteriore è specifico e, mentre la curva di espansione e i generatori di vortici del diffusore posteriore sono gli stessi usati sulla GT3, le superfici esterne sono specifiche per la P80/C. Il risultato si traduce in un miglioramento del 5% nell’efficienza complessiva, necessaria per sfruttare le capacità del motore la cui potenza non è limitata da restrittori".

E c'è anche molto del mondo della F1, visto che il profilo portante della macchina è ispirato direttamente alla T-Wing delle F1 del 2017: serve a far richiudere velocemente il flusso a valle creando un lunotto ‘virtuale’ molto corto e una bolla di separazione estremamente limitata.
 
Ovvio, con la P80/C non ci si può andare su strada (non è omologata), ma questo è un vantaggio perché non ci sono cose "inutili" come fanali, sistemi di sicurezza, dimensioni da rispettare e pedoni da salvare: normalmente nessuno passeggia per le piste. Stesso discorso per gli orsi polari da salvare: sui tracciati chiusi al traffico nessuno controlla le emissioni o consumi, quindi carta bianca anche qui.

Fra le stranezze il "doppio vestito" voluto dal cliente: uno per scendere in pista (con alettoni e ruote racing monodado) e una da esibizione, senza appendici aerodinamiche riportate, per valorizzare la purezza delle forme. E per passeggiare meglio sul famoso prato di Peabble Beach.