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Alpine A 110, il giocattolo è servito

Alpine A 110, il giocattolo è servito

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Semplice, leggera, pieni di richiami storici: l'Alpine A110 mette in campo una delle ricette più affascinanti dei nostri giorni. Già perché se il design è identico a quello del modello originale (siamo quasi ad una replica) poi la tecnica propone un raffinato telaio in alluminio e un motore derivato dalla grande serie (è quello della Megane), ossia un 1800 turbo ma da 252 Cv, in più piazzato in posizione centrale posteriore. Il tutto abbinato a sospensioni anteriore e posteriore a doppio triangolo e alla trazione posteriore.


Rivive così il mito di Jean Rédelé, quello che l'ha fondata, un geniale concessionario Renault di Dieppe, molto appassionato di corse e già brillante pilota: da una Renault 4 CV tirò fuori la prima Alpine (la A106), poi fu subito mito. E la conquista di traguardi impossibili come Rally di Montecarlo, Tour de Corse e - addirittura - Campionato mondiale Rally.

Sognare tutto questo al volante della A110 è facile, soprattutto se si sceglie la macchina di colore "Bleu Alpine", proprio quello di sempre. Nostalgia a parte, veniano alla tecnica: la A110 ferma l'ago della bilancia a quota 1080 kg. Un record assoluto reso possibile dalla scocca in alluminio e da una ricerca maniacale della leggerezza. Dai rivestimenti alle sospensioni, passando per il sedili monoscocca Sabelt da 13,1 kg.

Peccato che chi abbia realizzato questo capolavoro non abbia poi avuto il coraggio di estremizzare il concetto: qui ci sono  cose - per una macchina del genere - veramente inutili (sistema di navigazione satellitare, funzione smartphone replication di Alpine mySpin e due sistemi audio Focal). Nessuno vuole un'Alpine comoda. E nessuno la userà mai per i lunghi viaggi. Stesso discorso per altre due caretteristiche che stonano con il contesto: la strumentazione digitale e il freno a mano elettrico a pulsante. Quest'ultima caratteristica, per una macchina da rally, è quasi una mutilazione.

Ma sono finezze. Sulla Alpine A110 la guida rimane protagonita indiscussa di tutto. L'inserimento in curva è fulmineo, la prontezza dello sterzo e la velocità del cambio da record. Merito della struttura superleggera della A110, ma anche del baricentro bassissimo e della la perfetta distribuzione del peso: chi guida qui si diverte davvero. Il tutto senza disporre di una motore pazzesco perché alla fine - anche questa pura tradizione - l'Alpine è mossa da un semplice 4 cilindri turbo 1800 da 252 Cv. Le prestazioni dichiarate sono uno 0-100 di 4,5 secondi, ma poco importa. La maneggevolezza e i guizzi dell'Alpine fra le curve rendono questa piccola Gt unica.

E poi con le tre modalità di guida – Normal, Sport e Track – la A110 si configura alla perfezione sui gusti del cliente, pardon del pilota...