Motori

Opel Astra, i segreti dell’aerodinamica

Con un Cx di 0,26 Astra 5 porte e Sports Tourer si collocano ai vertici della categoria grazie alle specifiche soluzioni adottate dai progettisti

2 minuti di lettura
 
L’efficienza della nuova Astra non è dovuta esclusivamente alle motorizzazioni dotate di tecnologie di ultima generazione ma è frutto anche di accurati studi sull’aerodinamica, tant’è che proprio per le sue caratteristiche specifiche si pone come benchmark di questo importante parametro.
D’altronde la resistenza aerodinamica è particolarmente rilevante ai fini del contenimento dei consumi di carburante e la sua efficienza risulta così fondamentale nella riduzione le emissioni di CO2.
Astra 5 porte e Sports Tourer possono vantare un coefficiente di resistenza aerodinamica pari a 0,26 andando ad affiancare modelli iconici come Calibra e Insignia, tra le vetture più aerodinamiche mai prodotte dalla Opel.
La Calibra, ad esempio, ha vestito i panni di regina dell’aerodinamica per quasi trenta anni e grazie a un Cx di 0,26, la slanciata coupé mostrava apertamente tutta la sua capacità di penetrare il vento.
 
Il coefficiente di resistenza aerodinamica della nuova Astra è identico ed è stato ottenuto ottimizzando elementi che a prima vista risultano meno evidenti, utilizzando la galleria del vento dell’università di Stoccarda gestita dal Forschungsinstitut für Kraftfahrwesen und Fahrzeugmotoren (Istituto di ricerca di ingegneria automobilistica e motori).
Dagli studi effettuati risulta che un’auto produce dal 40 al 50% della propria resistenza aerodinamica totale nella zona intorno al sottoscocca, alle ruote e ai passaruota e proprio per questo motivo gli ingegneri Opel hanno deciso di puntare la loro attenzione su queste zone dando vita a una task force specifica interfunzione per sviluppare il nuovo shutter integrale attivo.
All’atto pratico, il dispositivo adottato dalla nuova Astra riduce ulteriormente il consumo di carburante chiudendo la parte superiore e quella inferiore della griglia.
 
“Tenendo in considerazione elementi termici, elettrici e aerodinamici, strategie di controllo intelligenti per aprire e chiudere le parti superiori e inferiori della griglia (anche in modo indipendente) è possibile guidare in modo estremamente efficiente nelle situazioni più disparate della vita reale – spiegano i progettisti – Per esempio, una riduzione del 10% della resistenza aerodinamica produce una riduzione dei consumi di carburante pari a circa il 2% nel Nuovo ciclo di guida europeo (Nedc), o fino al 5% quando si guida a 130 km/h.
La riduzione della resistenza aerodinamica raggiunta dallo shutter integrale attivo riduce le emissioni di CO2 di nuova Astra fino a 2,0 g/km”.
I vantaggi dello shutter integrale proseguono con i benefici termici, ritardando il raffreddamento dopo lo spegnimento del motore o accelerando il riscaldamento del motore in caso di partenze a freddo, un elemento che, in particolare nei mesi più freddi, offre vantaggi significativi per i consumi di carburante e il riscaldamento dell’abitacolo.
 
Al di là dell’apparente semplicità e logica della soluzione, lo shutter attivo integrale ha rappresentato una sfida impegnativa per progettisti e ingegneri, poiché in ballo c’erano altri elementi non di poco conto come l’estetica, l’architettura e la protezione dei pedoni, e poi ancora i rating assicurativi, le tipologie di motore e trasmissione e la loro gestione termica oltre, ovviamente, alle necessità di raffreddamento.
Per quanto riguarda invece gli interventi effettuati per migliorare il flusso dell’aria nel sottoscocca, sono state adottate soluzioni come la copertura sotto il motore e la trasmissione, i pannelli nella zona anteriore del pianale, lo scudo termico ampliato del serbatoio del carburante con funzione anche da deflettore dell’aria, l’altezza da terra ridotta fino a 10 mm (in base alla versione), e i bracci dell’asse posteriore di forma aerodinamica.
Complessivamente, l’ottimizzazione aerodinamica della nuova Astra ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 di 4,5 g al chilometro (ciclo Wltp), elemento di rilievo in considerazione che dal prossimo anno nell’Ue le vetture nuove dovranno avere una media delle emissioni di CO2 pari a 95 g/km. (m.r.)