BALOCCO - Si comincia con Renegade e Compass ed è il primo passo di Jeep sulla strada dell’elettrificazione. La scelta dei due modelli “made in Italy” non è casuale, per rispondere a una precisa tendenza dei mercati europei e puntare sui settori più popolari fra quelli occupati dallo specialista del fuoristrada.
Sia Renegade che Compass utilizzano la stessa piattaforma che comprende un motore-generatore collegato al propulsore termico, il pacco batterie disposto sotto il sedile posteriore e il motore elettrico con differenziale integrato che muove le ruote posteriori. Il risultato è una trazione integrale “mista” nella quale l’avantreno è collegato al 4 cilindri 1300 turbo (da 130 o 180 Cv) e il retrotreno all’elettrico che da parte sua ne eroga altri 60 Cv.
Si tratta quindi di due 4x4 “anomale” per la tradizione Jeep che fino ad ora ha privilegiato la trazione integrale meccanica e un esempio di come la propulsione ibrida possa essere interpretata e sviluppata dagli specialisti del fuoristrada. Anche queste versioni ibride plug-in infatti sono prodotte nelle rispettive versioni Trailhawk destinate al fuoristrada duro e puro.
I miracoli dell’elettronica e dell’evoluto sistema Select Terrain per le diverse modalità di guida (4WD Lock, 4WD Low, Hill descent control) hanno permesso di mantenere inalterate le possibilità di marcia in condizioni difficili in entrambi i modelli, con addirittura un piccolo vantaggio nelle situazioni più impegnative data la possibilità di gestire la potenza elettrica trasmessa alle ruote posteriori in modo ancora più immediato e preciso.
In modo analogo nella guida normale la trazione integrale offre l’ulteriore margine di sicurezza e di possibilità di controllo del comportamento delle vetture quando le condizioni di aderenza diventano critiche.
Su strada i vantaggi della propulsione ibrida in termini di efficienza (leggi riduzione dei consumi e delle emissioni) si affiancano alla possibilità di marciare in modalità esclusivamente elettrica grazie alle batterie ricaricabili. In questo caso la capacità di 11,4 kWh è compatibile con le necessità di un utilizzo urbano e l’autonomia indicata “fino a 50 km” risulta non troppo lontana dalla realtà anche nell’utilizzo normale. Interessante anche la possibilità di marciare in full-electric fino alla velocità di 130 km/h. I tempi di ricarica vanno dalle due alle 5 ore a seconda della potenza disponibile.
Il cambio è il nuovo doppia frizione a 6 marce del gruppo Fca, con possibilità di selezione automatica o manuale-sequenziale dei rapporti.
I 200 kg in più rispetto alle versioni con motorizzazione standard non influiscono sulla guida e nemmeno sulle prestazioni dato che la potenza massima disponibile (190 o 240 Cv) e la coppia e la prontezza di risposta del motore elettrico compensano più che adeguatamente permettendo fra l’altro di raggiungere i 200 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in soli 7,5 secondi.
Su cammino dell’elettrificazione Jeep la prossima fermata riguarderà la Wrangler per la quale è in sviluppo una soluzione ibrida plug-in ancora più orientata al fuoristrada.
Sia Renegade che Compass utilizzano la stessa piattaforma che comprende un motore-generatore collegato al propulsore termico, il pacco batterie disposto sotto il sedile posteriore e il motore elettrico con differenziale integrato che muove le ruote posteriori. Il risultato è una trazione integrale “mista” nella quale l’avantreno è collegato al 4 cilindri 1300 turbo (da 130 o 180 Cv) e il retrotreno all’elettrico che da parte sua ne eroga altri 60 Cv.
Si tratta quindi di due 4x4 “anomale” per la tradizione Jeep che fino ad ora ha privilegiato la trazione integrale meccanica e un esempio di come la propulsione ibrida possa essere interpretata e sviluppata dagli specialisti del fuoristrada. Anche queste versioni ibride plug-in infatti sono prodotte nelle rispettive versioni Trailhawk destinate al fuoristrada duro e puro.
I miracoli dell’elettronica e dell’evoluto sistema Select Terrain per le diverse modalità di guida (4WD Lock, 4WD Low, Hill descent control) hanno permesso di mantenere inalterate le possibilità di marcia in condizioni difficili in entrambi i modelli, con addirittura un piccolo vantaggio nelle situazioni più impegnative data la possibilità di gestire la potenza elettrica trasmessa alle ruote posteriori in modo ancora più immediato e preciso.
In modo analogo nella guida normale la trazione integrale offre l’ulteriore margine di sicurezza e di possibilità di controllo del comportamento delle vetture quando le condizioni di aderenza diventano critiche.
Su strada i vantaggi della propulsione ibrida in termini di efficienza (leggi riduzione dei consumi e delle emissioni) si affiancano alla possibilità di marciare in modalità esclusivamente elettrica grazie alle batterie ricaricabili. In questo caso la capacità di 11,4 kWh è compatibile con le necessità di un utilizzo urbano e l’autonomia indicata “fino a 50 km” risulta non troppo lontana dalla realtà anche nell’utilizzo normale. Interessante anche la possibilità di marciare in full-electric fino alla velocità di 130 km/h. I tempi di ricarica vanno dalle due alle 5 ore a seconda della potenza disponibile.
Il cambio è il nuovo doppia frizione a 6 marce del gruppo Fca, con possibilità di selezione automatica o manuale-sequenziale dei rapporti.
I 200 kg in più rispetto alle versioni con motorizzazione standard non influiscono sulla guida e nemmeno sulle prestazioni dato che la potenza massima disponibile (190 o 240 Cv) e la coppia e la prontezza di risposta del motore elettrico compensano più che adeguatamente permettendo fra l’altro di raggiungere i 200 km/h e accelerare da 0 a 100 km/h in soli 7,5 secondi.
Su cammino dell’elettrificazione Jeep la prossima fermata riguarderà la Wrangler per la quale è in sviluppo una soluzione ibrida plug-in ancora più orientata al fuoristrada.