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Mazda CX-30, show di idee

Design, interni, abitabilità, motori ibridi e divertimento di guida. La casa giapponese è sempre a caccia di personalità

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ROMA - C’era un tempo in cui le macchine giapponesi erano davvero diverse da quelle “nostre”: personalissime, piene di sigle strane e di idee. Geniali ovviamente. Erano gli anni della conquista, delle vetture contingentate sul mercato europeo e dei dazi. Poi arrivarono le fabbriche in Europa, i modelli disegnati e progettati per il nostro mercato e parte di questo fascino esotico è andato perso. Fino a quando la Mazda non ha deciso di rilanciare con orgoglio la propria origine nipponica. Ecco come si è arrivati a proporre sulla nuova CX-30 la filosofia orientale Jinba Ittai. Che significa? Se lo chiedi a loro la prendono larga, e ti spiegano che “guidare una Mazda disegna un sorriso sul tuo viso ogni volta che sei in viaggio. Le nostre auto non sono state progettate per andare da A a B, ma per il puro piacere di guida. Il legame fra te e la tua auto lo chiamiamo Jinba Ittai, come il legame fra un cavallo e il suo cavaliere”.
Applausi. La macchina meriterebbe di essere comprata solo per questo.

Poi c’è il Kodo Design, l’arte dell’uso dell’incenso, che si traduce in una carrozzeria “muscolosa con una solida struttura. Un’eleganza da cui traspare una grinta irresistibile”. O l’uso di artigiani Takumi che possono assottigliare il metallo fino al 20 % della larghezza di un capello umano, che hanno “una precisione e una competenza che è vitale per portare alla vita il nostro design KODO – Soul of Motion - l’anima del movimento”.
In ogni caso non è solo marketing: da qualunque lato guardi la nuova CX-30 scopri cose mai viste su altre auto. Come il muso a profilo inverso come quello della Ferrari Roma, ma qui con la parte superiore affilata come una lama (rimane un mistero come abbiano preso il massimo dei voti nella prova urto pedone, ma all’EuroNcap non sbagliano mai) o come l’arte dello “Yohaku”, il fascino degli spazi vuoti, il concetto alla base del design degli interni luminosi e spaziosi di CX-30. Da qui nasce la forma della plancia, unica perché è realizzata con elementi sovrapposti.

Il tutto senza dimenticare però cose semplici semplici che possono migliorare la vita degli automobilisti. Un esempio? Il nuovo accessorio Smart Cargo System, ossia la tavola del fondo del bagagliaio che si piega in 3 parti per essere utilizzata per creare la partizione più conveniente dello spazio di carico che comunque è di 430 litri, niente male per un crossover lungo 4.395 mm, largo 1.795 mm. Con una coda così spiovente e un muso tanto lungo.

Il segreto dell’abitabilità è insomma mascherato dal design: anche se non sembra la CX-30 è alta come un vero Suv: la bellezza di 1.540 mm... Per il resto gamma da modello generalista: trazione anteriore o integrale, cambio manuale o automatico, motori 1800 diesel da 116 Cv o benzina mild Hybrid da 122 o 179 Cv. Una ricca scelta che si traduce in prestazioni sempre brillanti, uno straordinario comfort di marcia realizzato con sospensioni (una rarità nel mondo dei Suv compatti) che non saltellano sulle buche e un eccellente cambio manuale, come vuole l'antica tradizione di marca.
I prezzi? Da 24.750 euro in su ma ci sono ecobonus fino a 5.000 euro e l’offerta di 2 tagliandi gratis con il Programma di Manutenzione Mazda Service Plus Essence. Un po’ di concretezza di questi tempi non guasta mai.