MILANO - Il nome non ha bisogno di presentazioni. Bizzarrini è uno dei nomi storici dell’automobilismo, quello di un tecnico di Livorno al quale si devono alcune delle più celebri sportive italiane. Dal tecnigrafo dell’ing. Giotto Bizzarrini da Livorno sono passate infatti auto del calibro delle Ferrari GTO e Testarossa, della Lamborghini 3500 GT e Miura, della Iso Grifo, fino alle spettacolari creazioni con il suo nome a partire dalla 5300 GT Strada.
Ceduto nel 1966, e da allora rimasto nel limbo dei marchi “che è un peccato perdere”, il brand è stato ora ripreso e tornerà a caratterizzare creature a quattro ruote di altissimo livello.
Gli artefici di questo recupero, come spesso accade, sono un gruppo di imprenditori esperti e appassionati, ma non si tratta di una start-up con più ambizioni che prospettive. Il team infatti vede raccolti Ulrich Bez, Christopher Shepperd, Janette Green e il finanziere Rezam Alroumi; in pratica lo stesso stato maggiore che ha guidato l’Aston Martin nell’ultimo periodo della gestione Ford e poi nella transizione verso la nuova proprietà.
Questa squadra di “veterani” di grande prestigio, tutti sperimentati e profondi conoscitori del mondo del lusso, ha creato la nuova società per l’utilizzo del classico marchio rosso con l’aquila e la scritta Bizzarrini Livorno e riproporlo con automobili degne della sua storia.
L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare automobili sportive esclusive, pensate per “una nuova generazione di collezionisti”, come dire quelli che vorrebbero avere nel proprio garage qualcosa di simile alla 5300 GT Strada di cui sono stati prodotti solo 133 esemplari.
Il risultato di questa iniziativa, rispettando i tempi tecnici, si dovrebbe vedere entro la fine del prossimo anno quando sarà presentato il primo concept; quello che già si sa è che la Bizzarrini sarà ancora un’auto rarissima e costosissima e che la distribuzione nei mercati che contano avverrà attraverso la rete di concessionari facenti capo al Pegasus Group di proprietà dello stesso Alroumi, che ha sedi a Londra, a Ginevra e in tutto il Medio Oriente.
Ceduto nel 1966, e da allora rimasto nel limbo dei marchi “che è un peccato perdere”, il brand è stato ora ripreso e tornerà a caratterizzare creature a quattro ruote di altissimo livello.
Gli artefici di questo recupero, come spesso accade, sono un gruppo di imprenditori esperti e appassionati, ma non si tratta di una start-up con più ambizioni che prospettive. Il team infatti vede raccolti Ulrich Bez, Christopher Shepperd, Janette Green e il finanziere Rezam Alroumi; in pratica lo stesso stato maggiore che ha guidato l’Aston Martin nell’ultimo periodo della gestione Ford e poi nella transizione verso la nuova proprietà.
Questa squadra di “veterani” di grande prestigio, tutti sperimentati e profondi conoscitori del mondo del lusso, ha creato la nuova società per l’utilizzo del classico marchio rosso con l’aquila e la scritta Bizzarrini Livorno e riproporlo con automobili degne della sua storia.
L’obiettivo dichiarato è quello di realizzare automobili sportive esclusive, pensate per “una nuova generazione di collezionisti”, come dire quelli che vorrebbero avere nel proprio garage qualcosa di simile alla 5300 GT Strada di cui sono stati prodotti solo 133 esemplari.
Il risultato di questa iniziativa, rispettando i tempi tecnici, si dovrebbe vedere entro la fine del prossimo anno quando sarà presentato il primo concept; quello che già si sa è che la Bizzarrini sarà ancora un’auto rarissima e costosissima e che la distribuzione nei mercati che contano avverrà attraverso la rete di concessionari facenti capo al Pegasus Group di proprietà dello stesso Alroumi, che ha sedi a Londra, a Ginevra e in tutto il Medio Oriente.