ROMA – E’ un po’ il sogno di tutti noi: montare in sella a una moto, sfrecciare nel traffico e sul più bello librarsi in volo lasciando il resto del mondo a faccia in su. Ebbene questo sogno sta per trasformarsi in realtà grazie a una piccola azienda francese, la Lazareth, che ha progettato un prototipo di motocicletta volante che funziona davvero. Realizzata in carbonio Kevlar, la LMV496 (si chiama così) monta un propulsore in grado di sprigionare la bellezza di 1300 Cavalli e 2800 N di spinta. Una mostruosità per un veicolo a due ruote, necessaria tuttavia per poter dare vita alle quattro turbine a reazione progettate dalla tedesca Jetcat, due al fianco della ruota anteriore e altre due accanto a quella posteriore.
Grazie a un pulsante rosso (che ricorda sfacciatamente quello della Aston Martin tramite cui James Bond si faceva catapultare fuori dalla macchina come un proiettile) le due turbine circolari che su strada seguono il senso delle ruote si posizionano orizzontalmente, come le eliche di un elicottero, facendo spiccare il volo alla LMV496. A quel punto sul cruscotto appariranno anche le classiche informazioni di volo, come altitudine, posizione e velocità. Stessa operazione per l’atterraggio: un volta toccata terra dolcemente (si spera) le quattro turbine si richiudono al fianco delle ruote, lasciando il pilota libero di proseguire la sua corsa sull’asfalto.
Peccato per la pochissima autonomia di volo, solo 10 minuti in virtù di un serbatoio di kerosene ancora troppo piccolo. E peccato anche per il prezzo, che si aggira intorno al mezzo milione di euro. Dei cinque esemplari realizzati dalla Lazareth ce ne sono ancora 4 disponibili, i numeri di serie #002 , #003 , #004 e #005.