Motori

Jaguar XF, l'effetto ibrido diesel che fa la differenza

Abbiamo provato la berlina inglese con motore 2.0 a gasolio: questo il resoconto
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ROMA - L’articolo sulla convenienza dei motori a gasolio ibridi per chi necessita di un’automobile da viaggio, ha trovato ispirazione nella prova lunga quasi duemila chilometri a bordo della Jaguar XF equipaggiata con il 2.0 turbo diesel mild hyrbrid da 204 cavalli di potenza.

L’elettrificazione “leggera” del quattro cilindri ha portato in dote i benefici omologativi riservati alle vetture ibride ed a parità di dimensioni, 25Cv in più rispetto alla precedente versione, a fronte di emissioni dichiarate di 130g di Co2 a chilometro. Com’è noto la tecnologia mild hybrid non permette di muoversi in elettrico ma le funzioni del sistema, prevedono una maggiore efficienza nello start stop, un lieve aiuto nelle partenze da fermo e fasi più estese in “veleggio” dove in pratica, si procede per inerzia sfruttando la morfologia del percorso quando possibile. Non essendoci inoltre pesanti pacchi batterie da trasportare, viaggiando a 130 orari il propulsore si assesta sui 1500 giri avvicinandosi ai 18km al litro che s’un automobile lunga quasi cinque metri e da 1800 kg di peso, è un ottimo valore.

L’autostrada è il contesto più adatto a vetture di questa categoria con motori ibridi leggeri e nel caso della Jaguar XF, è anche il momento migliore in cui percepire come la cancellazione attiva del rumore, crei specifici suoni dalla lunghezza d’onda opposta a quella di fruscii del vento o rotolamento degli pneumatici, al fine di rendere la permanenza a bordo ancora più quieta ed ovattata, e quindi riposante.

L’apporto della scienza e delle nuove tecnologie applicate al restyling della berlina inglese, risultano tangibili anche nell’operato del Pivi Pro completo di aggiornamenti on-line, e logiche a sfioro per lo schermo da 11,4” riposto al centro della plancia. Molto avanzato e dalle grafiche chiare e nitide, il supporto multimediale è reso più pratico dal “mirroring” per gli smartphone e da molte utili “scorciatoie” verso i menù dedicati a navigazione, musica, dati di bordo, clima, impostazioni, audio, ausili alla sicurezza.

Le operazioni del tachimetro digitale da 12,4”, avvengono invece attraverso i tasti sul volante ma fino a quando non ci si abitua al tipo di pressione richiesta, l’input non sempre viene captato dall’elettronica. Per ovviare a quanto sopra, è dunque necessario prendersi un po' di tempo - previa partenza - per entrare nelle logiche di funzionamento. Altro aspetto migliorabile è la sensibilità dei sensori adibiti al controllo del traffico circostante perché nei centri urbani moltocongestionati, gli allarmi suonano spesso e forte ogni qualvolta ci si avvicina a marciapiedi, pedoni, auto posteggiate, monopattini e bici.

A livello di percezioni, spazio e cura materica, gli interni della XF sono uno dei principali punti di forza del modello; l’abitacolo emana atmosfere classiche e lussuose con centrati rintocchi hi-tech che dal volante in pelle bicolore al tunnel in alluminio fino alla morbida pelle color crema dei sedili, coccolano e confortano gli occupanti con cromie armoniche e sensazioni di benessere diffuso. L’abitabilità per i passeggeri è ampia in tutte le direzioni, il tettuccio in vetro apribile aggiunge luce e salvo per un po' di rumorosità in accelerazione, la spinta del quattro cilindri duemila diesel collegato alle ruote posteriori attraverso il cambio automatico ad 8 rapporti, è fluida e dotata di 430nm di coppia per sorpassare in tempi relativamente brevi, e guidare in modo appena più sostenuto quando arrivano le curve.

Le modalità di marcia sono quattro (dynamic, confort, eco, pioggia&neve) e ciascuna di esse, dona alla Jaguar XF diverse caratteristiche inerenti ad erogazione, prontezza dello sterzo e rigidità delle molle. L’assetto è comunque accondiscendente con le buche senza eccedere in sofficità, e l’andatura sempre molto stabile oltre che rassicurante nelle risposte. I prezzi d’attacco della berlina di Coventry – che si posiziona in diretta concorrenza con le controparti tedesche di segmento E – partono da 56.000 euro ed oltre ai propulsori mild hybrid e le tecnologie di bordo, gli interventi del restyling hanno interessato anche la carrozzeria (fari al Led, griglia e paraurti inediti), divenuta più slanciata, attuale ed elegante.