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La Golf ibrida che mantiene le promesse

La Golf ibrida che mantiene le promesse
Il nostro test alla guida della GTE plug-in, efficiente come prestazione e consumi, sia in citta che autostrada
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Con un modello venduto ogni 45 secondi sin dal 1974, scrivere che la Volkswagen Golf sia sempre attuale, è quasi un’ovvietà ma ciò che invece non è affatto scontato, è saper adattare con successo le proprie forme e funzioni alla propulsione elettrificata.

La nostra prova equamente distribuita tra città, misto ed autostrada in cui abbiamo preso nota dei consumi a batterie cariche ed esaurite, ha messo in luce come l’efficienza sia una delle principali aree di expertise della Golf GTE. Il motivo va ricercato in primis nei progressi di un sistema plug-in hybrid da 245 cavalli (150Cv dal 1.4 turbo benzina, i restanti dall’unità elettrica) giunto alla seconda generazione. I passi avanti rispetto alla prima edizione sono quantici ma per una buona resa, è sempre importante sottolineare come la doppia propulsione richieda uno stile di guida dedicato, al fine di sfruttare i vantaggi di elettricità e rigenerazione.

Ciò detto, la Golf GTE (prezzi da 44.600 euro) è comunque predisposta per semplificare ed ottimizzare il funzionamento dell’ibrido (le modalità di marcia sono e-mode ed hybrid più mappature efficiency, comfort, sport) senza però tralasciare l’importante fattore divertimento tra le curve. La sigla a tre lettere è infatti una chiara referenza alla versione GTI; idem per la potenza massima ed il tempo di 6,7 secondi nello 0-100. Rispetto alla controparte termica, la GTE pesa invece circa 160kg in più, il cambio è un sei marce robotizzato, l’assetto non è ribassato ed il bagagliaio è di cento litri meno capiente. In compenso però, sempre guidando con le dovute accortezze e seguendo il flusso, i conducenti possono percorrere cinquanta chilometri reali a zero emissioni, nei percorsi urbani ed extra urbani. Altra comodità per chi dispone di una presa domestica, sono le sei ore circa necessarie al completo ripristino del range elettrico della batteria da 13kWh, ad un costo indicativo di 1,60 euro.

Le buone notizie proseguono nell’ottima cura degli interni (tartan da toni blu, porta tasche delle portiere foderati e tanto altro) e soprattutto, nella mobilità a batteria esaurita quando la GTE si comporta da vera full hybrid. Dopo i primi cinquanta chilometri in elettrico, in quelli successivi (da inizio Aurelia a Santa Severa) il computer di bordo ha registrato 22km percorsi con ogni litro di benzina. Considerando anche i primi 50 chilometri a zero emissioni in loco, la cifra per i primi 100km diventa 44km/l. I metodi più efficaci per ottenere certi valori sono accelerare con estrema dolcezza così da utilizzare la carica residuale quando si riprende il gas, rilasciare il pedale destro ad ogni dislivello o pendenza, rallentare in modo progressivo esercitando una pressione leggera ma costante sul freno, ed in generale affidarsi all’intelligenza elettronica del veicolo che in funzione di traffico, ostacoli o percorso, decelera, veleggia e recupera energia.

L’intensità del recupero è su tre livelli e può essere impostata da un sottomenù dello schermo touch. Il sistema multimediale è molto avanzato, graficamente accattivante ed ha centinaia di funzioni; alcune permettono di scegliere tra trenta tonalità di luce ambiente, altre sono dedicate a sicurezza ed intrattenimento. Altre ancora consentono d’impostare/monitorare i vari parametri di guida e della propulsione. Di conseguenza, per sfruttare il sistema plug-in hybrid è davvero indispensabile prendere dimestichezza con l’ecosistema digitale, che praticamente tutto governa.

Appresa l’operatività di schermi e comandi, diventa semplice individuare la configurazione consona all’itinerario e godersi le qualità della vettura, nei momenti giusti. Nella parte del test dedicata ad una guida più sportiva sul misto (strade di campagna tra Santa Severa e Bracciano) abbiamo attivato il massimo recupero e dopo cinquanta chilometri di tornanti, curve e allunghi con il motore portato sempre al limite dei giri, il consumo è stato di 10km al litro. Nel medesimo lasso di strada, la massima rigenerazione ha consentito alla Golf di guadagnare 4km di autonomia Ev. Il numero può sembrare esiguo ma in città diventa molto rilevante perché dall’ingresso periferico al centro di Roma, 4 chilometri equivalgono a poco meno di metà del tragitto. E siccome più è congestionato il traffico e più la Golf utilizza l’unità elettrica (anche se l’autonomia 100% Ev è finita), procedendo a basse andature nei centri urbani si possono raggiungere cifre vicine ai 30km/l.

Alla fine del test con partenza a batteria piena e senza operazioni di ricarica nel corso del tragitto, il consumo complessivo è stato di 21km/l. La media appena superiore ai 25km/l è scesa solo dopo l’ultima tratta della prova, composta da 150km di autostrada percorsi a 130 orari. In questo contesto, dove tutte le plug-in sono penalizzate dalla maggiore stazza, la Golf GTE necessita tra i 14 ed 15km/l. Per una vettura a doppia propulsione la cifra è comunque competitiva ed in questo senso, le dimensioni perfettamente equilibrate (pratica in città, confortevole in viaggio) della compatta Volkswagen, aiutano a calmierare il peso delle batterie. Quest’ultimo elemento, assieme al motore elettrico, risulta infine ben integrato nelle sensazioni al volante quando si cerca il dinamismo annunciato da lettering e prezzo. Seppur con sonorità più pacate, la GTE tiene fede allo spirito della sigla attraverso l’eccellente messa a punto dell’assetto, e la fenomenale aderenza e direzionalità dell’avantreno in curva.