ROMA – Quale giorno migliore per assaggiare, annusare, visionare la macchina off road che non esisteva? Piove a Roma, le strade di campagna sono fangose. Perfette per Ineos Grenadier, il 4x4 nato in un pub, quasi per disperazione, tra amici che non si capacitavano del fatto che il mondo dell’automotive, tutto, avesse deciso di dismettere simile prodotto. Così sir Jim Ratcliffe, boss petrolchimico di Ineos, decise di far da sé. E oggi, cinque anni dopo e un mione e passa di chilometri di test, eccolo. In Italia, a curarne la vendita, sarà Stefano Gavioli. Arriverà nei primi mesi del 2023, e non lascerà indifferenti.
Come vi sentite, alla vigilia del grande inizio?
“Felici, entusiasti. Parliamo di un progetto di automotive veramente unico, e nel giro di un lustro si è passati da un magnifico sogno a un vero veicolo: disponibile, guidabile, ordinabile e immatricolabile”.
Grazie a sir Ratcliffe.
“Solo la sua forza di volontà, partita da una passione per il 4x4 e da una visione, che sul mercato ormai non ci fosse più un'adeguata offerta, ha portato alla nascita di una divisione dedicata al Grenadier”.
Una vera avventura.
“Davvero. Ineos automotive ha creato vera fabbrica in grado di assemblare e costruire uno degli ultimi 4x4 duri e puri, e disponibili sul mercato”.
Avete dovuto anche vincere una causa legale perché accusati plagio.
“Quando si progetta da zero, ci si ritrova offrire delle soluzioni stilistiche condivise a livello mondiale: se andiamo a vedere, sul mercato, i 4x4 duri e puri si somigliano. Altro esempio? Sapreste riconoscere le differenze tra Boeing e Airbus? Un design strumentale alla prestazione deve sottostare ad alcune regole, pensate e sviluppate per fornire una prestazione di un certo tipo. Non certo per copiare. Vogliamo parlare del settore delle auto elettriche, dove si cerca una estremizzazione dei coefficienti di attrito per ridurre i consumi? Per cui alcune linee allungate, alcuni spoiler e alcune soluzioni di carrozzeria sono realmente obbligate se si vuole ottenere una prestazione di un certo tipo: bisogna tassativamente rispettare alcune leggi dinamico-fisiche”.
Avete ricevuto tanti ordini sulla fiducia, sulla carta.
“I mercati hanno reagito alla grande rispetto al nostro modo di vendere, una vendita che può essere gestita anche completamente online ma con una consegna fisicamente presso il nostro partner sul territorio. Ma questo abbraccio online ci ha dato grandi soddisfazioni, e riguarda soprattutto paesi magari più avanzati rispetto all'Italia come Inghilterra e Germania, parlando della vendita online. Ma anche in Italia abbiamo ricevuto parecchie manifestazioni di interesse, un numero interessante di preordini. E adesso stiamo andando con la conversione degli ordini veri e propri. Numeri importanti, se consideriamo che a oggi, dicembre 2022, stiamo consegnando le prime vetture agli agenti che le mostreranno ai clienti”.
Nel 2017 non si parlava di elettrico, però…
“Può sembrare strano, ma il discorso dell'elettrico non sta minimamente impattando sui nostri clienti, anzi. Molti apprezzano il fatto che il veicolo sia molto semplice, senza assistenza ibrida, full o mild che sia. Ne amano la semplicità costruttiva e progettuale. Il Grenadier adesso è disponibile in configurazione station wagon, ma andremo ad aggiungere alla gamma un pick-up allungato e, per il 2025/2026, pensiamo di aggiungere un nuovo veicolo più piccolo di quello attuale, completamente elettrico. Ma, ripeto: non abbiamo assolutamente nulla contro l'elettrico ma per chi è alla ricerca di prestazioni estreme di 4x4, avere ancora uno schema di propulsore convenzionale, è ancora la soluzione migliore”.
Questa macchina è la realizzazione del melting pot.
“Esatto. Un classico esempio di come l’intelligenza abbia prevalso sulla fretta: invece di pensare a qualcosa del tipo ‘faccio tutto da solo in casa’, pur avendone la capacità e la forza, si è deciso di ingaggiare i migliori partner: dalla Germania motori Bmw e cambio ZF. Dall'Italia assali Carraro, freni Brembo, tiranteria di sterzo FRAP e ricambi Cofle. Dalla Spagna telaio Gestamp. Insomma, abbiamo messo assieme quanto di meglio fosse disponibile, e scelto una fabbrica Mercedes che è in Francia. Quindi abbiamo, alla fine, portato avanti un progetto realmente paneuropeo”.
Alla faccia di chi dubitava, e magari gufava.
“Abbiamo veramente fatto ricredere molte persone, e l’abbiamo notato sui social dove c'era un po’ di scetticismo, anche se poi, scavando, vedevamo da chi proveniva. Ma molti si sono ricreduti già prima di poter vedere il veicolo e chi, in questi giorni sta seguendo il nostro show in Italia, non può fare altro che confermare la bontà del prodotto, e soprattutto la sua validità: perché oltre a essere bello da vedere, a essere ben costruito, è anche decisamente funzionale. In grado di fornire prestazioni 4x4 senza rivali”.