Conviene di più riparare o cambiare i pezzi e via? Sul tema la DAT-Italia - azienda leader del settore analisi dati auto e moto - ha realizzato uno studio specifico, prendendo in considerazione sette auto tra le più vendute nei primi mesi del 2014, tre tariffe di manodopera (30 – 50 – 70 euro/ora) e quattro casi di riparazione più frequenti.
"Il risultato - spiegano gli ingegneri della DAT - è sorprendente perché contrariamente a quanto si possa pensare all’aumentare della tariffa di manodopera non sempre conviene riparare. Non solo: all’aumentare del costo dei ricambi è più conveniente ricorrere all’arte del carrozziere che è in grado di modellare lamiere spesse qualche decimo di millimetro e con “pennelli” super tecnologici riesce a fa brillare le auto come nuove. L'analisi è stata piuttosto complessa perché in Italia - a differenza della maggior parte dei paesi europei - per i danni assicurativi viene utilizzata una modalità di definizione dei costi di riparazione differente da quella proposta dai costruttori di auto. Così lo studio ha intrecciato i due sistemi di calcolo per arrivare ai risultati finali, proprio grazie alla collaborazione fra una compagnia di assicurazione e la DAT-Italia, azienda leader nello sviluppo di banche dati e sistemi mirati a calcolare i costi di riparazione e le valutazioni dei veicoli usati. Fra l'altro DAT-Italia è l’unica società che mette a disposizione degli operatori del settore entrambi i metodi di calcolo e relative banche dati in un unico sistema".
Per realizzare lo studio sono state prese in considerazione sette auto tra le più vendute nei primi mesi del 2014, tre tariffe di manodopera (30 – 50 – 70 euro/ora) e 4 casi di riparazione tra i più “pagati” dalle assicurazioni ovvero: solo paraurti anteriore; solo paraurti posteriore; paraurti + parafango + gruppo ottico (anteriore sinistro); paraurti + portellone + gruppo ottico (posteriore sinistro). Le metodologie di calcolo e di riparazione sono quelle di sostituzione completa dei ricambi sia secondo la logica e i tempi dei costruttori di auto che quella assicurativa con relativi tempi di intervento.
Per la riparazione, non essendoci tempi di intervento proposti dai costruttori si è considerato solo il caso di metodologia assicurativa per interventi di tipo lieve (senza necessità di sostituzione dei ricambi come gruppo ottico e paraurti) e di tipo grave che prevede la riparazione di parafango e portellone (mentre i gruppi ottici ed i paraurti non si possono che sostituire in caso di danno grave).
Va detto che il prezzo dei ricambi preso in considerazione, per entrambe le metodologie di calcolo - è quello dell’ultimo listino dei costruttori, ma le sorprese sono tante. "Per danni lievi - spiegano alla DAT - quindi quelli per cui non si rende necessaria la sostituzione di ricambi, conviene sempre riparare. E in questo caso è un vantaggio avere delle tabelle di riferimento come quelle della logica assicurativa. Anzi, è davvero sorprendente vedere l’effetto delle tre variabili principali sul costo totale della riparazione: tariffa di manodopera, tempo manodopera (diverso per logica costruttore e assicurativa) e costo dei ricambi".
“Mentre i costruttori di auto conoscono bene come sono fatti i loro veicoli, afferma l’ing. Coppola direttore generale di DAT – Italia, perche’ li hanno progettati ed assemblati in linea di produzione, gli autoriparatori conoscono il ciclo di lavoro inverso, ovvero smontaggio, riparazione e/o sostituzione e rimontaggio compreso il ciclo di verniciatura post-montaggio. Pertanto l’autoriparatore, sia esso generico o dello stesso marchio del veicolo da riparare, riesce a risolvere problemi e trovare cicli di lavoro di cui non si e’ potuto tener conto in fase di progettazione e di produzione. Infatti il costruttore non propone delle tabelle per i tempi di riparazione (ma solo procedure e tempi definiti per la sostituzione) e lascia questo onere alla professionalità e all’esperienza dell’autoriparatore. Questo significa che entrambe le metodologie hanno la loro validità e probabilmente, dopo ulteriori approfondimenti, potrebbe anche risultare che possono portare agli stessi risultati in termini di euro per chi paga e per chi deve guadagnare il giusto per il lavoro fatto. Ma questo lo scopriremo nelle prossime analisi di approfondimento che abbiamo intenzione di fare. E’ comunque indispensabile che gli operatori del settore (riparatori, periti, assicurazioni, società di noleggio, ecc.) abbiano a disposizione entrambi i sistemi in modo da poter valutare con la massima obiettività il vero costo della riparazione. Inoltre con la velocità esponenziale con cui avanzano le tecnologie non ci si deve arroccare dietro concetti e regole ormai obsolete. Questo vale sia per le metodologie di riparazione, ma anche per i materiali e le attrezzature che l’industria mette a disposizione. Senza dimenticare che non sempre ciò che costa poco è conveniente, specialmente quando chi paga alla fine di tutta la catena e’ il consumatore.”
"Il risultato - spiegano gli ingegneri della DAT - è sorprendente perché contrariamente a quanto si possa pensare all’aumentare della tariffa di manodopera non sempre conviene riparare. Non solo: all’aumentare del costo dei ricambi è più conveniente ricorrere all’arte del carrozziere che è in grado di modellare lamiere spesse qualche decimo di millimetro e con “pennelli” super tecnologici riesce a fa brillare le auto come nuove. L'analisi è stata piuttosto complessa perché in Italia - a differenza della maggior parte dei paesi europei - per i danni assicurativi viene utilizzata una modalità di definizione dei costi di riparazione differente da quella proposta dai costruttori di auto. Così lo studio ha intrecciato i due sistemi di calcolo per arrivare ai risultati finali, proprio grazie alla collaborazione fra una compagnia di assicurazione e la DAT-Italia, azienda leader nello sviluppo di banche dati e sistemi mirati a calcolare i costi di riparazione e le valutazioni dei veicoli usati. Fra l'altro DAT-Italia è l’unica società che mette a disposizione degli operatori del settore entrambi i metodi di calcolo e relative banche dati in un unico sistema".
Per realizzare lo studio sono state prese in considerazione sette auto tra le più vendute nei primi mesi del 2014, tre tariffe di manodopera (30 – 50 – 70 euro/ora) e 4 casi di riparazione tra i più “pagati” dalle assicurazioni ovvero: solo paraurti anteriore; solo paraurti posteriore; paraurti + parafango + gruppo ottico (anteriore sinistro); paraurti + portellone + gruppo ottico (posteriore sinistro). Le metodologie di calcolo e di riparazione sono quelle di sostituzione completa dei ricambi sia secondo la logica e i tempi dei costruttori di auto che quella assicurativa con relativi tempi di intervento.
Per la riparazione, non essendoci tempi di intervento proposti dai costruttori si è considerato solo il caso di metodologia assicurativa per interventi di tipo lieve (senza necessità di sostituzione dei ricambi come gruppo ottico e paraurti) e di tipo grave che prevede la riparazione di parafango e portellone (mentre i gruppi ottici ed i paraurti non si possono che sostituire in caso di danno grave).
Va detto che il prezzo dei ricambi preso in considerazione, per entrambe le metodologie di calcolo - è quello dell’ultimo listino dei costruttori, ma le sorprese sono tante. "Per danni lievi - spiegano alla DAT - quindi quelli per cui non si rende necessaria la sostituzione di ricambi, conviene sempre riparare. E in questo caso è un vantaggio avere delle tabelle di riferimento come quelle della logica assicurativa. Anzi, è davvero sorprendente vedere l’effetto delle tre variabili principali sul costo totale della riparazione: tariffa di manodopera, tempo manodopera (diverso per logica costruttore e assicurativa) e costo dei ricambi".
“Mentre i costruttori di auto conoscono bene come sono fatti i loro veicoli, afferma l’ing. Coppola direttore generale di DAT – Italia, perche’ li hanno progettati ed assemblati in linea di produzione, gli autoriparatori conoscono il ciclo di lavoro inverso, ovvero smontaggio, riparazione e/o sostituzione e rimontaggio compreso il ciclo di verniciatura post-montaggio. Pertanto l’autoriparatore, sia esso generico o dello stesso marchio del veicolo da riparare, riesce a risolvere problemi e trovare cicli di lavoro di cui non si e’ potuto tener conto in fase di progettazione e di produzione. Infatti il costruttore non propone delle tabelle per i tempi di riparazione (ma solo procedure e tempi definiti per la sostituzione) e lascia questo onere alla professionalità e all’esperienza dell’autoriparatore. Questo significa che entrambe le metodologie hanno la loro validità e probabilmente, dopo ulteriori approfondimenti, potrebbe anche risultare che possono portare agli stessi risultati in termini di euro per chi paga e per chi deve guadagnare il giusto per il lavoro fatto. Ma questo lo scopriremo nelle prossime analisi di approfondimento che abbiamo intenzione di fare. E’ comunque indispensabile che gli operatori del settore (riparatori, periti, assicurazioni, società di noleggio, ecc.) abbiano a disposizione entrambi i sistemi in modo da poter valutare con la massima obiettività il vero costo della riparazione. Inoltre con la velocità esponenziale con cui avanzano le tecnologie non ci si deve arroccare dietro concetti e regole ormai obsolete. Questo vale sia per le metodologie di riparazione, ma anche per i materiali e le attrezzature che l’industria mette a disposizione. Senza dimenticare che non sempre ciò che costa poco è conveniente, specialmente quando chi paga alla fine di tutta la catena e’ il consumatore.”