“Sicurezza” per Volvo non è soltanto la parola chiave per qualificare i propri prodotti, è l’emblema stesso del marchio, l’affermazione della diversità rispetto agli altri costruttori sulle priorità da seguire al momento di progettare una nuova auto.
Già nel 1959 la PV 544 montava, prima al mondo, le cinture di sicurezza a tre punti di serie e sulla stessa vettura nel1964 veniva sperimentato un seggiolino per offrire protezione ai bambini. All’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, mentre i concorrenti mettevano in evidenza nella comunicazione le prestazioni e ostentavano accessori spesso inutili, la casa svedese pubblicizzava la 140 con una foto che la ritraeva con sei berline dello stesso tipo ammonticchiate sul tetto, a sottolineare l’estrema solidità di una scocca la cui robustezza era proverbiale.
Oggi, la sicurezza nel campo della mobilità è ormai entrata, per fortuna, nel senso comune di tutti e lo sviluppo tecnologico ha permesso di raggiungere risultati di eccezionale importanza. In un panorama, dunque, dove di giorno in giorno le auto, di qualsiasi marca, diventano sempre più affidabili e in grado di affrontare le più imprevedibili situazioni di pericolo, la ricerca Volvo vuole comunque affermare ancora la leadership in materia, proponendosi addirittura, con il programma “Vision 2020”, l’obiettivo di annullare decessi e infortuni gravi alla guida entro un lustro. E un significativo stato di avanzamento su questo percorso fa perno sulla nuova XC90, ultima generazione della sport-utility alto di gamma che mette in campo una cinquantina di sistemi di salvaguardia, sia attivi che passivi, fra i quali alcuni inediti e sperimentati con test che vanno ben oltre quelli normalmente adottati dai costruttori nel rispetto delle varie normative internazionali.
Così, la grossa SUV svedese (quasi cinque metri di lunghezza e stazza sulle due tonnellate) ha passato l’esame della simulazione di un’uscita di strada ad 80 km/h, con atterraggio in un canalone pietroso, successivo decollo e impatto finale su un terrapieno, che ha messo alla prova le cinture con pensionamento elettrico istantaneo, i sedili studiati per attenuare gli effetti della compressione sui corpi, gli airbag pirotecnici e infine la pedaliera retrattile che evita danni a caviglie e piedi. Senza dimenticare, naturalmente, l’accurato studio di una scocca che impiega diversi tipi di acciaio e l’alluminio per attutire nel modo migliore gli impatti.
Nel lungo elenco degli apparati di sicurezza, sulla XC90 sono inoltre presenti un radar particolarmente sofisticato, per l’individuazione, sia di giorno che di notte, di pedoni o ciclisti, e il sistema che permette di evitare gli incidenti nei passaggi delicati degli incroci.
D’altra parte, la vettura rappresenta il futuro del marchio anche dal punto di vista del design (immagine immutata ma tratti più originali e i fari a LED dal caratteristico disegno a “martello di Thor”) e di molte componenti tecniche, oltre a rappresentare il top in fatto di finiture (largo uso di materiali naturali) e dotazioni interattive.
Al vertice della gamma, che arriverà in Italia a maggio e che comprende modelli a benzina e a gasolio, si colloca la versione T8 Hybrid, la Volvo più potente di sempre con i suoi 400 Cv e che ambisce a ritagliarsi un ruolo di primo piano in una categoria dove figurano rivali di rango come la Porsche Cayenne e la BMW X5. La svedese, unica a proporre la formula plug-in a sette posti, è una trazione integrale equipaggiata con un quattro cilindri a benzina a doppia sovralimentazione che agisce in sinergia con un elettrico, collocato posteriormente e alimentato con batterie agli ioni di litio ricaricabili anche in due ore e mezza. Il cambio è un automatico ad otto rapporti.
A fronte di prestazioni sportive (0-100 km/h in meno di sei secondi), la T8, secondo i dati dichiarati, può percorrere circa 40 km ad emissioni zero, consuma appena 2,5 lt/100 km di carburante e contiene le emissioni inquinanti entro i 59 g/km di CO2. Valori che la dicono lunga sull’efficienza delle ibride e sulla sfida che le vede contrapposte alle migliori diesel.
Certo, bisognerà valutare il prezzo, ma il valore dei contenuti della nuova Volvo è davvero indiscutibile.
Già nel 1959 la PV 544 montava, prima al mondo, le cinture di sicurezza a tre punti di serie e sulla stessa vettura nel1964 veniva sperimentato un seggiolino per offrire protezione ai bambini. All’inizio degli anni Settanta del secolo scorso, mentre i concorrenti mettevano in evidenza nella comunicazione le prestazioni e ostentavano accessori spesso inutili, la casa svedese pubblicizzava la 140 con una foto che la ritraeva con sei berline dello stesso tipo ammonticchiate sul tetto, a sottolineare l’estrema solidità di una scocca la cui robustezza era proverbiale.
Oggi, la sicurezza nel campo della mobilità è ormai entrata, per fortuna, nel senso comune di tutti e lo sviluppo tecnologico ha permesso di raggiungere risultati di eccezionale importanza. In un panorama, dunque, dove di giorno in giorno le auto, di qualsiasi marca, diventano sempre più affidabili e in grado di affrontare le più imprevedibili situazioni di pericolo, la ricerca Volvo vuole comunque affermare ancora la leadership in materia, proponendosi addirittura, con il programma “Vision 2020”, l’obiettivo di annullare decessi e infortuni gravi alla guida entro un lustro. E un significativo stato di avanzamento su questo percorso fa perno sulla nuova XC90, ultima generazione della sport-utility alto di gamma che mette in campo una cinquantina di sistemi di salvaguardia, sia attivi che passivi, fra i quali alcuni inediti e sperimentati con test che vanno ben oltre quelli normalmente adottati dai costruttori nel rispetto delle varie normative internazionali.
Così, la grossa SUV svedese (quasi cinque metri di lunghezza e stazza sulle due tonnellate) ha passato l’esame della simulazione di un’uscita di strada ad 80 km/h, con atterraggio in un canalone pietroso, successivo decollo e impatto finale su un terrapieno, che ha messo alla prova le cinture con pensionamento elettrico istantaneo, i sedili studiati per attenuare gli effetti della compressione sui corpi, gli airbag pirotecnici e infine la pedaliera retrattile che evita danni a caviglie e piedi. Senza dimenticare, naturalmente, l’accurato studio di una scocca che impiega diversi tipi di acciaio e l’alluminio per attutire nel modo migliore gli impatti.
Nel lungo elenco degli apparati di sicurezza, sulla XC90 sono inoltre presenti un radar particolarmente sofisticato, per l’individuazione, sia di giorno che di notte, di pedoni o ciclisti, e il sistema che permette di evitare gli incidenti nei passaggi delicati degli incroci.
D’altra parte, la vettura rappresenta il futuro del marchio anche dal punto di vista del design (immagine immutata ma tratti più originali e i fari a LED dal caratteristico disegno a “martello di Thor”) e di molte componenti tecniche, oltre a rappresentare il top in fatto di finiture (largo uso di materiali naturali) e dotazioni interattive.
Al vertice della gamma, che arriverà in Italia a maggio e che comprende modelli a benzina e a gasolio, si colloca la versione T8 Hybrid, la Volvo più potente di sempre con i suoi 400 Cv e che ambisce a ritagliarsi un ruolo di primo piano in una categoria dove figurano rivali di rango come la Porsche Cayenne e la BMW X5. La svedese, unica a proporre la formula plug-in a sette posti, è una trazione integrale equipaggiata con un quattro cilindri a benzina a doppia sovralimentazione che agisce in sinergia con un elettrico, collocato posteriormente e alimentato con batterie agli ioni di litio ricaricabili anche in due ore e mezza. Il cambio è un automatico ad otto rapporti.
A fronte di prestazioni sportive (0-100 km/h in meno di sei secondi), la T8, secondo i dati dichiarati, può percorrere circa 40 km ad emissioni zero, consuma appena 2,5 lt/100 km di carburante e contiene le emissioni inquinanti entro i 59 g/km di CO2. Valori che la dicono lunga sull’efficienza delle ibride e sulla sfida che le vede contrapposte alle migliori diesel.
Certo, bisognerà valutare il prezzo, ma il valore dei contenuti della nuova Volvo è davvero indiscutibile.