I senatori Andrea Augello, Luigi Compagna, Carlo Giovanardi e Gaetano Quagliariello (ancora formalmente appartenenti al gruppo Ap, ndr.) sono stati i primi dei 91 contrari alla fiducia posta dal governo sul testo del disegno di legge sull'omicidio stradale così come uscito dalla Camera. Il voto negativo, ha spiegato nel suo intervento Giovanardi, "è determinato da ragioni di merito e di metodo. Nel merito non possiamo votare un provvedimento demagogico, infarcito di svarioni giuridici".
Svarioni che mettono sullo stesso piano, ha continuato, "chi si pone alla guida ubriaco o drogato, il pirata della strada che procede a velocità folle, con la mamma che porta i bambini a scuola, l'agente di commercio, il neo patentato che non vedono il semaforo rosso o fanno inversione di marcia in corrispondenza di intersezioni curve o dossi o sorpassano un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, oppure a causa della nebbia imboccano una strada contromano, tutti parificati come comportamenti colposi punibili in caso di incidente mortale con pene varianti dagli otto ai diciotto anni di carcere."
"A una norma che spara nel mucchio trasformando milioni di automobilisti in potenziali assassini, con l'eccezione di chi si può permettere l'autista, si aggiunge poi l'inaccettabile forzatura del governo che pone la fiducia su un testo sbagliato, ammettendone pubblicamente limiti ed incongruenze, ma che si preoccupa non tanto dell'efficacia della legge ma di fare uno spot pubblicitario", ha concluso Giovanardi.
Al coro si unisce anche Maria Mussini, vicepresidente del gruppo misto, che critica pesantemente il percorso imposto sul tema dell'omicidio stradale.
"Una fiducia gratuita e inopportuna - spiega - invece di riconoscere la buona volontà del senato di perfezionare la legge esistente in una direzione chiara ed efficace, la maggioranza si piega alla mancanza di cultura democratica e legislativa del premier renzi. Quella promessa del presidente del consiglio, 'il tempo dell'impunità è finitò, strombazzata circa un anno fa, infatti, oggi si risolve in un testo controverso e discutibile che nessuno in aula può difendere".
"C'è un giudice a palazzo chigi: questa è l'unica amara conclusione di fronte a una legge inutile e, potenzialmente, perfino dannosa che non coniuga affatto la legittima sete di giustizia con la certezza della giustizia", incalza la senatrice deplorando la mancanza di chiarezza del maxi emendamento "in cui addirittura potrebbe annidarsi un incoraggiamento all'omissione di soccorso".
"Invece di isolare alcuni comportamenti come la guida eccessivamente veloce in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, punendoli in modo più severo, ci si è persi in una casistica tratta qua e là dal codice della strada- prosegue mussini- così si annacqua l'effetto deterrente rispetto a comportamenti irresponsabili. E in compenso si aggiungono quali aggravanti elementi del tutto estranei al reato di omicidio, come un'assicurazione scaduta".
Ma è soprattutto sulle lacune che insiste: "la norma tralascia del tutto la prevenzione, unico strumento davvero efficace per ridurre le morti sulla strada. Per non parlare del mancato potenziamento dei controlli e dei test scientifici, senza i quali i giudici si troveranno con le armi spuntate nel loro lavoro di verifica di tutte le fattispecie di reato inserite. E che dire del silenzio tombale sul fondo per l'incidentalità notturna? proprio l'assenza di riscontri sulle risorse stanziate in questo istituto e sul loro impiego- conclude- dà la misura, se ancora qualcuno avesse dubbi, del carattere demagogico dell'intero provvedimento".
Svarioni che mettono sullo stesso piano, ha continuato, "chi si pone alla guida ubriaco o drogato, il pirata della strada che procede a velocità folle, con la mamma che porta i bambini a scuola, l'agente di commercio, il neo patentato che non vedono il semaforo rosso o fanno inversione di marcia in corrispondenza di intersezioni curve o dossi o sorpassano un altro mezzo in corrispondenza di un attraversamento pedonale o di linea continua, oppure a causa della nebbia imboccano una strada contromano, tutti parificati come comportamenti colposi punibili in caso di incidente mortale con pene varianti dagli otto ai diciotto anni di carcere."
"A una norma che spara nel mucchio trasformando milioni di automobilisti in potenziali assassini, con l'eccezione di chi si può permettere l'autista, si aggiunge poi l'inaccettabile forzatura del governo che pone la fiducia su un testo sbagliato, ammettendone pubblicamente limiti ed incongruenze, ma che si preoccupa non tanto dell'efficacia della legge ma di fare uno spot pubblicitario", ha concluso Giovanardi.
Al coro si unisce anche Maria Mussini, vicepresidente del gruppo misto, che critica pesantemente il percorso imposto sul tema dell'omicidio stradale.
"Una fiducia gratuita e inopportuna - spiega - invece di riconoscere la buona volontà del senato di perfezionare la legge esistente in una direzione chiara ed efficace, la maggioranza si piega alla mancanza di cultura democratica e legislativa del premier renzi. Quella promessa del presidente del consiglio, 'il tempo dell'impunità è finitò, strombazzata circa un anno fa, infatti, oggi si risolve in un testo controverso e discutibile che nessuno in aula può difendere".
"C'è un giudice a palazzo chigi: questa è l'unica amara conclusione di fronte a una legge inutile e, potenzialmente, perfino dannosa che non coniuga affatto la legittima sete di giustizia con la certezza della giustizia", incalza la senatrice deplorando la mancanza di chiarezza del maxi emendamento "in cui addirittura potrebbe annidarsi un incoraggiamento all'omissione di soccorso".
"Invece di isolare alcuni comportamenti come la guida eccessivamente veloce in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti, punendoli in modo più severo, ci si è persi in una casistica tratta qua e là dal codice della strada- prosegue mussini- così si annacqua l'effetto deterrente rispetto a comportamenti irresponsabili. E in compenso si aggiungono quali aggravanti elementi del tutto estranei al reato di omicidio, come un'assicurazione scaduta".
Ma è soprattutto sulle lacune che insiste: "la norma tralascia del tutto la prevenzione, unico strumento davvero efficace per ridurre le morti sulla strada. Per non parlare del mancato potenziamento dei controlli e dei test scientifici, senza i quali i giudici si troveranno con le armi spuntate nel loro lavoro di verifica di tutte le fattispecie di reato inserite. E che dire del silenzio tombale sul fondo per l'incidentalità notturna? proprio l'assenza di riscontri sulle risorse stanziate in questo istituto e sul loro impiego- conclude- dà la misura, se ancora qualcuno avesse dubbi, del carattere demagogico dell'intero provvedimento".