Motori

Guida autonoma, Toyota in pole position

I centri di ricerca negli Stati Uniti, che hanno come obiettivo quello di rendere le strade più sicure per tutti, diventano tre: dopo quelli che lavorano con il MIT e con Stanford, arriva la nuova struttura di Ann Arbor, che collaborerà con l'Università del Michigan

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Sono più di dieci anni che Toyota, pioniera nelle nuove tecnologie pulite, investe in modo importante sulla guida autonoma, con accordi e partnership di altissimo livello, come quelli con il MIT – Massachusetts Institute of Technology – e l’Università di Stanford. L’obiettivo da raggiungere è quello della mortalità zero, ovvero il sogno di strade sicure per tutti, tanto per automobilisti e motociclisti quanto per ciclisti, pedoni e animali. Proprio per arrivare a questo serve una ricerca costante per arrivare a tecnologie sempre più all’avanguardia e testate, in grado di garantire affidabilità e sicurezza.

Con lo scopo di raggiungere questi obiettivi, Toyota sta mettendo in piedi il suo terzo polo di ricerca TRI – Istituto di Ricerca Toyota – negli Stati Uniti che sorgerà in giugno ad Ann Arbor, vicino all’Università del Michigan (U-M), e coinvolgerà uno staff di circa 50 ricercatori con il compito di lavorare su intelligenza artificiale, robotica e scienza dei materiali. La scelta su Ann Arbor nasce da lontano, “Al di là del lavoro straordinario che U-M sta facendo nel promuovere la sicurezza automobilistica, la ricerca e la guida autonoma, Toyota ha radici profonde nella comunità di Ann Arbor – come ha spiegato Gill Pratt, amministratore delegato dell’Istituto di Ricerca Toyota – TRI era attratto da Ann Arbor per la forza dell’università, l’utilità di Mcity e del Transformation Center che attualmente sponsorizziamo e la promessa del futuro American Center for Mobility a Willow Run, oltre che per la vicinanza e la sinergia con gli altri due nostri Centri Tecnici Toyota”.

Ognuno dei tre centri Toyota, pur lavorando in parallelo e in modo ampio per lo stesso obiettivo, avrà un settore di ricerca base ben definito e centrato. Quello di Ann Arbor avrà come priorità la guida completamente autonoma, quello di Palo Alto, che collabora con l’Università di Stanford, si concentrerà su quella che è stata definita “guida con angelo custode”, ovvero quella situazione in cui al volante c’è un umano ma il computer è in grado di intervenire in caso di necessità. Infine, il centro Toyota che collabora con il MIT si occuperà di simulazione e apprendimento profondo.

“Anche se l’industria, tra cui Toyota, ha fatto passi da gigante negli ultimi cinque anni, molto di ciò che abbiamo ottenuto collettivamente è stato facile, perché la maggior parte della guida è facile – ha aggiunto Pratt – Dove abbiamo bisogno di autonomia per aiutare di più è quando la guida si fa difficile – ovvero nelle situazioni di pericolo reale – E’ questa la parte difficile che TRI intende affrontare. L’obiettivo di Toyota è una mobilità sicura per tutti, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, e gli enormi miglioramenti nella qualità della vita che tale mobilità universale può portare”.