"Guida e basta", la campagna promossa dall'Anas e dalla Polizia di Stato
Gli americani la chiamano 'Fo.Mo' (fear of missing out), cioè la paura di essere 'tagliati fuori'. Una sindrome sempre più diffusa che ci porta a controllare il cellulare in media 150 volte al giorno, una volta ogni sei minuti ma che rischia di diventare letale quando si è alla guida.
Scrivere un sms o Whatsapp equivale a 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada; un selfie distrae dalla guida per 14 secondi e significa guidare per 400 metri alla cieca; per consultare un social network ci vogliono 20 secondi: a 100 km/h significa percorrere cinque campi da calcio al buio. Complessivamente, il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare durante la guida è fino a 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso.
Proprio per sensibilizzare chi guida sui pericoli che corre per sè e per gli altri utilizzando uno smartphone, nasce la nuova campagna di sicurezza stradale 'Se non rispondi non muore…
Scrivere un sms o Whatsapp equivale a 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada; un selfie distrae dalla guida per 14 secondi e significa guidare per 400 metri alla cieca; per consultare un social network ci vogliono 20 secondi: a 100 km/h significa percorrere cinque campi da calcio al buio. Complessivamente, il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare durante la guida è fino a 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso.
Proprio per sensibilizzare chi guida sui pericoli che corre per sè e per gli altri utilizzando uno smartphone, nasce la nuova campagna di sicurezza stradale 'Se non rispondi non muore…
Gli americani la chiamano 'Fo.Mo' (fear of missing out), cioè la paura di essere 'tagliati fuori'. Una sindrome sempre più diffusa che ci porta a controllare il cellulare in media 150 volte al giorno, una volta ogni sei minuti ma che rischia di diventare letale quando si è alla guida.
Scrivere un sms o Whatsapp equivale a 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada; un selfie distrae dalla guida per 14 secondi e significa guidare per 400 metri alla cieca; per consultare un social network ci vogliono 20 secondi: a 100 km/h significa percorrere cinque campi da calcio al buio. Complessivamente, il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare durante la guida è fino a 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso.
Proprio per sensibilizzare chi guida sui pericoli che corre per sè e per gli altri utilizzando uno smartphone, nasce la nuova campagna di sicurezza stradale 'Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA', (sito web www.guidaebasta.it) promossa dall'Anas e dalla Polizia di Stato, presentata oggi a Roma. Testimonial è La Pina , rapper e voce storica di Radio Deejay, che è anche media partner dell'iniziativa. L'obiettivo della campagna, pensata per essere diffusa su web, social network e radio, è, infatti, quello di parlare in modo diretto agli automobilisti. Uno spot mostra le possibili gravi conseguenze derivanti da comportamenti scorretti, usando tuttavia una forma di comunicazione leggera e ironica che non vuole impartire lezioni né fare la morale.
Lo spot vede La Pina, nel parcheggio di un supermercato, colpita da tre personaggi: una giovane mamma che parla al cellulare in procinto di salire in auto; una studentessa universitaria intenta a chattare su uno smartphone; un manager fermo al semaforo impegnato a rispondere a email di lavoro. La Pina chiede loro un passaggio a patto, però, che prima accettino di sottoporsi ad un test per dimostrare di essere affidabili. Si ritrovano all'interno di un hangar-laboratorio, dove si renderanno conto delle conseguenze che può comportare l'utilizzo del cellulare mentre si è al volante.
Scrivere un sms o Whatsapp equivale a 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada; un selfie distrae dalla guida per 14 secondi e significa guidare per 400 metri alla cieca; per consultare un social network ci vogliono 20 secondi: a 100 km/h significa percorrere cinque campi da calcio al buio. Complessivamente, il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare durante la guida è fino a 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso.
Proprio per sensibilizzare chi guida sui pericoli che corre per sè e per gli altri utilizzando uno smartphone, nasce la nuova campagna di sicurezza stradale 'Se non rispondi non muore nessuno. Quando guidi #GUIDAeBASTA', (sito web www.guidaebasta.it) promossa dall'Anas e dalla Polizia di Stato, presentata oggi a Roma. Testimonial è La Pina , rapper e voce storica di Radio Deejay, che è anche media partner dell'iniziativa. L'obiettivo della campagna, pensata per essere diffusa su web, social network e radio, è, infatti, quello di parlare in modo diretto agli automobilisti. Uno spot mostra le possibili gravi conseguenze derivanti da comportamenti scorretti, usando tuttavia una forma di comunicazione leggera e ironica che non vuole impartire lezioni né fare la morale.
Lo spot vede La Pina, nel parcheggio di un supermercato, colpita da tre personaggi: una giovane mamma che parla al cellulare in procinto di salire in auto; una studentessa universitaria intenta a chattare su uno smartphone; un manager fermo al semaforo impegnato a rispondere a email di lavoro. La Pina chiede loro un passaggio a patto, però, che prima accettino di sottoporsi ad un test per dimostrare di essere affidabili. Si ritrovano all'interno di un hangar-laboratorio, dove si renderanno conto delle conseguenze che può comportare l'utilizzo del cellulare mentre si è al volante.