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IL CASO

Strage Bus A4, la lettera ai poliziotti "Siete davvero speciali"

"Grazie con tutto il cuore al nome di tutti gli ungheresi" scrive Krisztina Regos, ungherese residente a Verona - Video
 

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E' Krisztina Regos, ungherese residente a Verona a prendere carta e penna per una lettera aperta ai poliziotti che nella strage dell'incidente del Bus sull'A4 hanno dato l'anima.

«Vi chiedo di darci una mano per far arrivare le mie parole a loro», scrive Krisztina che ha fatto da interprete volontaria affiancando il lavoro del consolato e della polizia in questo caso. «Io li devo ringraziare! Ringraziare questi poliziotti che erano con noi in questi giorni difficili. Questi agenti hanno un cuore enorme. Posso parlare di loro solo positivamente, mai visto un comportamento così esemplare. C'erano poliziotti chi hanno dato giacche e stivali a questi ragazzi rimasti senza vestiti, hanno aiutato i genitori e ci sono stati vicini davvero tanto. Purtroppo non so i nomi, se sapessi vi ringrazierei uno per uno. Sono felice di aver conosciuto persone meravigliose come voi e voglio che sanno tutti come siete. Grazie con tutto il cuore al nome di tutti gli ungheresi. Siete davvero speciali». Krisztina Regos, racconta in poche parole in questa lettera (rilanciata dall'Asaps, associazione amici polizia stradale) perché in molti chiamano gli "angeli della stradale" gli agenti che quotidianamente sorvegliano le nostre strade. Uomini che operano in condizioni difficili e che nella fattispecie hanno descritto ai colleghi il luogo dell'incidente di Verona come l'inferno sceso in terra. Lavorare in quelle condizioni è difficile, anche per agenti addestrati. E non è un caso che ora molti di loro sono dovuti ricorrere ad ausili psicologici per superare il trauma di dover intervenire in condizioni così estreme.
 Non ci sono infatti solo gli incidenti stradali a tormentare il lavoro della polizia - ricordiamo che muoiono ogni anno più agenti per incidenti che per conflitti a fuoco - ma anche traumi da choc difficili da superare. Insomma eroi veri, che come tutti gli eroi lavorano in silenzio. Non a caso d'altra  parte la stessa Krisztina nella sua lettera spiega "Purtroppo non so i nomi, se sapessi vi ringrazierei uno per uno"...