La casa Usa ha corretto l'errore non appena ne è venuta a conoscenza, ha fatto sapere che non sono stati rilevati problemi in termini di tutela dei dati dei clienti o di sicurezza dei veicoli
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Massiccio attacco hacker ai danni della Tesla, o meglio al suo sistema cloud che è stato usato per il "mining" di valute digitali, come bitcoin, ovvero il processo per crearle, cioè per emettere moneta e validare le transazioni.
A scoprire l'attacco è stata la società di cybersicurezza Redlock, secondo cui gli hacker sono riusciti a entrare in kubernetes, un sistema studiato per ottimizzare le applicazioni cloud e che non era protetto da password.
Tesla Roadster
Secondo Redlock, che non ha specificato quali valute digitali siano state create durante l'attacco, anche altre società, tra cui il gruppo assicurativo britannico aviva e il produttore olandese di sim Gemalto, hanno avuto problemi simili, ma l'attacco portao alla Tesla è stato più sofisticato.
Tesla, che ha corretto l'errore non appena ne è venuta a conoscenza, ha fatto sapere che non sono stati rilevati problemi in termini di tutela dei dati dei clienti o di sicurezza dei veicoli. "Incoraggiamo la ricerca di vulnerbilità che gestiamo nell'arco di alcune ore da quando ne veniamo a conoscenza. L'impatto appare limitato a vetture usate solo per test ingegneristici interni", ha detto un portavoce del gruppo.