Motori

Le 10 invenzioni italiane che hanno cambiato la storia dell'auto

2 minuti di lettura

ROMA  - E’ la creatività unita al genio il pezzo forte degli italiani, in qualsiasi campo: dal telefono di Antonio Meucci alla radio di Guglielmo Marconi fino ai microchip inventati dal fisico vicentino Federico Faggin. La stessa regola vale anche per l’automobile: ci sono per lo meno 10 invenzioni fondamentali che portano con orgoglio il tricolore sulle spalle: Eccole.

 

1. Il motore a scoppio

Iniziamo da lui, senza il quale nemmeno staremmo qui a parlare. Il primo motore a scoppio fu inventato nel 1853 da due ingegneri italiani, per la precisione originari di Lucca: Eugenio Barsanti e Felice Matteucci. Il primo utilizzo del rudimentale, ma funzionante, propulsore a scoppio fu presso le Officine della Stazione ferroviaria Maria Antonia, l’attuale Santa Maria Novella.


2. Il primo impianto elettrico

Un’auto senza impianto elettrico che auto è? Il primo della storia ad essere montato su un’auto prodotta in serie fu quello della Lancia Theta, un modello risalente al 1913. I 6 volt di cui disponeva riuscivano a fornire energia utile ad illuminare la strumentazione  - una novità per l’epoca - a far funzionare il clacson, le luci anteriori e quelle posteriori.

 

3. I fari a Led

Visto che siamo in tema, facciamo un salto nel tempo per arrivare al 2002, quando grazie all’azienda italiana Magneti Marelli debuttano a bordo della Lancia Thesis (guarda caso un’altra Lancia) i fari a LED, che dopo questo esordio sono diventati di uso comune.  

 

4. Il freno a pedale

Ora torniamo indietro. La medaglia va appuntata sul petto della Fiat, che introduce questa rivoluzione ingegneristica a bordo della sua prima automobile, la celebre 3 ½ HP del 1899. Fino ad allora il freno era comandato a leva, come l’attuale freno a mano. Una bella svolta.

 

5. Il cambio automatico

Viene inventato nel 1931 da Elio Trenta, un ingegnere originario di Città della Pieve che nello stesso anno lo registra presso il Ministero delle Corporazioni. Trenta presentò la sua invenzione alla Fiat ma senza successo, perché l'azienda torinese pensava che il cambio automatico potesse penalizzare le prestazioni delle sue automobili. Il brevetto fu quindi lasciato nel dimenticatoio, fino a quando l’americana Oldmobile inizierà ad adottarlo sulle auto di serie. E fu un trionfo.

 

6. La monovolume

Anche la prima monovolume della storia dell'auto è targata Fiat. L’idea della 600 Multipla è semplicemente pazzesca: sistemare 6 passeggeri in tre file di sedili, di cui l’ultima si può abbattere per aumentare il volume del portabagagli. La vettura fu prodotta tra il 1956 e il 1967 e venduta in 240.000 esemplari.

 

7. La trazione anteriore

Questo primato spetta alla Lancia Flavia, che oltre ad essere la prima auto a proporsi con la trazione anteriore - dove cioè il motore esercita la propria azione sulle ruote anteriori, che appunto “trainano” quelle posteriori - fu anche  la prima auto di serie ad avere 4 freni a disco. La Flavia fu prodotta dal 1960 al 1971 grazie al progetto di Antonio Fessia, ingegnere che aveva abbandonato la Fiat per idee divergenti da quelle della direzione del Lingotto.

 

8. Il sistema Start & Stop

Quello che oggi si chiama Start & Stop, all’origine portava un nome meno ad effetto e più didascalico: spegnimento automatico del propulsore. La prima auto a montarlo è ancora una volta una Fiat, per la precisione la Regata Energy Saving, che nel 1983 monta il sistema Citymatic capace di spegnere automaticamente il motore tutte le volte che l’auto si ferma. Oggi è ritenuta una delle invenzioni più accreditate per la la tutela dell’ambiente.


9. L’iniezione diretta sul turbo diesel

E’ sempre Fiat ad essere protagonista delle invenzioni italiane. Questa volta la casa del Lingotto realizza il motore turbo diesel con iniezione diretta. La prima auto a disporne e la Croma TDI del 1988, che da subito offre miglioramenti sia sui consumi e che sulle prestazioni.

 

10. Il common rail

Anche il common rail è italiano, e c’entra ancora una volta la Fiat. Il suo Centro Ricerche di Orbassano ideò infatti e sviluppò questa inedita tecnologia di iniezione elettronica per i motori a gasolio, ma cedette alla Bosch i diritti. Il colosso tedesco ne completò la messa a punto, e il common rail fu quindi pronto a debuttare a bordo dell’Alfa Romeo 156 1.9 Jtd. Era il 1997.