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Rivoluzione auto, le 10 con gli interni più green

Rivoluzione auto, le 10 con gli interni più green
Non solo "cuore" elettrico: in nome dell'ambiente anche rivestimenti da plastica riciclata, canna da zucchero, sughero e malva. Ecco chi ha fatto cosa
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Evitare di rivestire con la pelle gli interni delle auto e scegliere materiali green è una degli ultimi trend delle case auto. Per produrre un’automobile a basso impatto ambientale, infatti, non basta ridurre le emissioni di CO2. Ecco allora che i brand automotive sono arrivati ad opzionare materie prime come la canna da zucchero, l'eucalipto, la malva, il sughero e a riciclare la plastica, recuperando anche quella abbandonata nei mari. Metodi, che oggi alleggeriscono anche la richiesta di pellame che impatta sulle emissioni di gas serra fino ad un 14%, con risultati davvero insospettabili… Ecco chi ha fatto cosa finora.


Renault

Con la nuova Zoe, aveva già aperto la tendenza anni fa, con un abitacolo derivato - udite udite - da cinture di sicurezza riciclate, scarti di tessuto e recupero di bottiglie di plastica: materiale con una seconda vita, quindi, la cui lavorazione comporta il 60% delle emissioni di CO2 in meno rispetto alla produzione di materiali standard. Un processo che, rinnovato con il tempo ora esordisce sulla nuova Mégane E-TECH Electric con upgrade a sorpresa: tutte le sue sellerie in tessuto oltre ad essere prodotte al 100% con materiali riciclati - per un totale totale di 27,2 kg -, per il 95% sono ancora riciclabili.  

 

Skoda

Per Enyaq iV - il primo modello completamente elettrico – realizza rivestimenti dal riciclo di bottiglie di plastica. Una ricerca continua che vede il brand ora richiedere anche un brevetto per l’impiego di un materiale ricavato dalla polpa della barbabietola da zucchero (proveniente dalla città di Dobrovice, vicino la sede centrale del brand ceco a Mladà Boreslav) e per lo sviluppo di un altro materiale proveniente dal miscanto, che potrebbe essere utilizzato per i dettagli interni delle portiere. Vi aggiorniamo.


Ford

Usa la plastica riciclata per abitacolo e tappetini. Lo fa per il suo Ecosport, auto tutta praticità e divertimento: oggi è in grado di riutilizzare 470 vecchie bottigliette per ogni vettura con un metodo che ogni anno impedisce lo spreco di oltre 1.2 miliardi di recipienti.


Fca

Sul riciclo della plastica anche FCA ha giocato la sua carta. Lo ha fatto in occasione del lancio di Lancia Ypsilon Maryne Hybrid con sedili in "Sequal Yarn", ossia un filato in poliestere in cui si utilizza la plastica abbandonata nei mari. Per ogni vettura prodotta, il mare nostrum si libera di circa 1kg e mezzo di rifiuti.  


Cupra

Al "Sequal Yarn" non ha resistito neanche Cupra. Sulla Born, prima 100% elettrica del marchio del gruppo Volkswagen, i sedili sono ricoperti di questo tessuto, prodotto grazie alla collaborazione di pescatori di varie organizzazioni non governative e comunità locali. Ovviamente il rivestimento è offerto di serie.


Hyundai

Anche i coreani in un’ottica di economia circolare adottano la plastica riciclata, combinata con polvere di legno e pietre vulcaniche. Nello specifico per gli interni della nuova IONIQ 5 viene utilizzato l’"Econyl", un filato riciclabile all’infinito, derivato anche da reti da pesca in nylon, pulite, selezionate e riciclate dall’organizzazione Aquafil.  


Polestar (Volvo)

Le reti da pesca vengono utilizzate anche da Polestar per il suo Model 2: le troviamo nei tappetini e nei rivestimenti. Per il resto, per ridurre l’utilizzo di plastiche, il marchio è consono utilizzare solo gli scarti di produzione, unendoli alle fibre naturali.  

     

Volvo

Pronta a lanciare una gamma modelli elettrici completamente leather-free, ha appena lanciato il "Nordico": materiale inedito composto da fibre ricavate dal riciclo di PET e materiale bio, proveniente da foreste sostenibili in Svezia e Finlandia, e tappi di sughero ricavati dal settore vinicolo.


Mazda

Ah il sughero. I giapponesi ne sanno qualcosa. Mazda iniziò la sua attività proprio come produttore di sughero. Nella regione giapponese intorno a Hiroshima c'erano abbondanti foreste e molta domanda di prodotti. Poi sono passati alle auto ma a distanza di più di un secolo, la materia prima è tornata protagonista nella loro prima BEV (la Mx-30) laddove prima veniva utilizzata la gomma (nel tunnel centrale ad esempio). Non solo. Mazda continua ad amare la sua tradizione: ha piantato 78 querce da sughero nel parco dell’Appia Antica a Roma e ricorda che questi alberi fungono da enormi dissipatori di CO2 con la sua corteccia che si rigenera.


Bmw

Idea, quella di riprendere dalle piante i materiali per le proprie auto elettriche, che già utilizzava Bmw su I3 nel 2013. Per i tedeschi oggi la parola chiave è il "Kenaf", derivato dalla pianta di malva. I sedili, invece, sono costruiti con legno e persino il pannello di controllo, rifinito in eucalipto, è green. Per veicoli sostenibili e, ovviamente, unici.