Motori

Pneumatici non omologati
una croce per la sicurezza

Secondo una recente indagine di Assogomma, il 2-3% degli automobilisti italiani circola con gomme fuorilegge

1 minuti di lettura
Costano poco, ma possono costarci molto: in termini di denaro e soprattutto di sicurezza. Li troviamo soprattutto su internet oppure presso qualche rivenditore di pochi scrupoli. Ma non solo. Sono i pneumatici non omologati. Spesso ce possiamo portare a casa con poche decine di Euro, ma, utilizzandoli, ci assumiamo parecchi rischi.

Montandoli sulla nostra automobile rischiamo innanzitutto salate contravvenzioni e possibili fermo-macchina. Per non parlare della possibilità che il nostro assicuratore si appelli ad essi per non liquidarci un eventuale sinistro. E soprattutto c'è la sicurezza: i pneumatici non omologati sono, proprio in quanto tali, un potenziale pericolo per noi e per gli altri utenti della strada.

Eppure, secondo una recente indagine di Assogomma, il 2-3% degli automobilisti italiani circola con pneumatici non omologati. Potenza magari un prezzo allettante, certo, ma anche di scarsa informazione dell'utente finale e magari di una politica commerciale quantomeno un po' disinvolta di qualche rivenditore.

Peccato, perché distinguere un pneumatico omologato - ovvero che risponde a determinate caratteristiche dimensionali e prestazionali (carico, velocità massima, ecc) ed in grado di garantire un comportamento costante  -  da uno non omologato è una cosa davvero alla portata di tutti. Basta guardare sul fianco del pneumatico. Fra le tante indicazioni, sigle e marcature, ci dovrebbe essere anche quella dell'omologazione: una "E" maiuscola in un cerchio oppure una "e" minuscola in un rettangolo seguita da un numero identificativo del Paese che ha rilasciato l'omologazione (3 nel caso dell'Italia) e da numero generalmente composto da 6 cifre che corrisponde all'omologazione stessa.