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Pirateria stradale
l'emergenza continua

Dall'inizio del 2010 l'Osservatorio Pirateria dell'Associazione Amici Sostenitori Polizia Stradale ha contato 386 episodi che hanno causato 63 morti e 501 feriti
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Nonostante gli sforzi per contrastare il triste fenomeno e le pene severe previste dalla legge non accennano a diminuire gli episodi di pirateria stradale.  Dall'inizio del 2010 l'Osservatorio Pirateria dell'Associazione Amici Sostenitori Polizia Stradale ha contato 386 episodi che hanno causato 63 morti e 501 feriti.

Vicende incredibili che in molti casi rasentano la bestialità più allucinante come quello accaduto a Roma in cui un uomo investito è stato scaraventato contro il guardrail (le cui conseguenze, oltre alle varie ferite, gli sono costate l'amputazione del piede) e l'investitore, dopo essere sceso dall'auto per verificare quanto accaduto, nonostante le richieste di soccorso dell'uomo investito, si è dato alla fuga.

Ma la galleria dell'orrore prosegue con episodi altrettanto efferati sulle strade di tutta Italia, dal nord al sud, con la stessa dinamica: provocazione di un incidente o investimento di pedoni, ciclisti o motociclisti e successiva…
Nonostante gli sforzi per contrastare il triste fenomeno e le pene severe previste dalla legge non accennano a diminuire gli episodi di pirateria stradale.  Dall'inizio del 2010 l'Osservatorio Pirateria dell'Associazione Amici Sostenitori Polizia Stradale ha contato 386 episodi che hanno causato 63 morti e 501 feriti.

Vicende incredibili che in molti casi rasentano la bestialità più allucinante come quello accaduto a Roma in cui un uomo investito è stato scaraventato contro il guardrail (le cui conseguenze, oltre alle varie ferite, gli sono costate l'amputazione del piede) e l'investitore, dopo essere sceso dall'auto per verificare quanto accaduto, nonostante le richieste di soccorso dell'uomo investito, si è dato alla fuga.

Ma la galleria dell'orrore prosegue con episodi altrettanto efferati sulle strade di tutta Italia, dal nord al sud, con la stessa dinamica: provocazione di un incidente o investimento di pedoni, ciclisti o motociclisti e successiva fuga con l'intento di far perdere le proprie tracce sottraendosi così a ogni responsabilità.

In alcuni casi, grazie al minuzioso lavoro delle forze dell'ordine e ai racconti di eventuali testimoni, si riesce a risalire agli autori dell'ignobile misfatto (che in vari casi hanno un tasso alcolemico ben al di sopra di quanto stabilito dalla legge), mentre a volte restano impuniti aggiungendo così al danno anche la beffa.
Una catena che non si riesce a spezzare così al 20 settembre si è arrivati al numero di 386 atti di pirateria stradale con 63 morti e 501 feriti.

"Nel corso del 2010 - precisano all'Asaps - gli eventi di pirateria stradale direttamente provocati da condotte criminali per la commissione di precedenti reati (Pirateria Alto Impatto), sono stati in tutto 52,17 dei quali hanno visto l'uso di veicoli rubati. In 5 casi si è trattato di eventi mortali, con 6 vittime e 72 feriti. L'autore è stato identificato in 44 occasioni".
Tra i vari casi di pirateria stradale citati dall'Asaps ha destato scalpore, sotto il profilo "umano" quello accaduto a Trieste, dove un nomade di 24 anni (in permesso per uscire dal carcere un giorno intero), ha rubato un'auto insieme al fratello minore causando numerosi incidenti e finendo poi contro un muro a velocità folle, ferendo gravemente il fratellino di 15 anni, morto poco dopo essere stato trasportato all'ospedale.

Non basta: un automobilista di passaggio che si era fermato per soccorrerli, è stato derubato della sua auto dal 24enne che poco dopo  si è schiantato nuovamente distruggendo la vettura del suo soccorritore. Alla fine è stato arrestato in un parcheggio, mentre era alla ricerca di una terza auto da rubare. Piantonato all'ospedale triestino è accusato di omicidio colposo, omissione di soccorso e furto aggravato.
Sul portale dell'Asaps sono riportati alcuni dei casi di pirateria che hanno insanguinato le nostre strade negli ultimi giorni e che, purtroppo, non saranno certo gli ultimi.