Motori

Allarme incidenti stradali
nel Canton Ticino

L'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale rileva come il rischio di restare coinvolti in un sinistro stradale dalle conseguenze gravi è praticamente doppio rispetto a quello della Svizzera tedesca

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Nelle sua quotidiana attività di monitoraggio sul tema della sicurezza stradale nei vari Paesi, l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale si è appena soffermata su quanto accade nel Canton Ticino, nella vicina Svizzera.
In base ai dati diffusi dall'Ufficio Svizzero per la Prevenzione degli Infortuni, tra il 1999 e il 2009 gli incidenti stradali sono diminuiti ovunque con una media del 10% in tutte le regioni e su tutte le strade, ma non nel Ticino dove la percentuale di  sinistri mostra una crescita dell'8%.

In poche parole, sottolineano all'Asaps, il rischio di restare coinvolti in un sinistro stradale dalle conseguenze gravi è praticamente doppio rispetto a quello della Svizzera tedesca.
E sempre il Ticino, dove la percentuale dei motociclisti è pari al 51% di tutti gli utenti della strada, i centauri hanno il triste primato della crescita della mortalità con un incremento pari all'80% mentre il numero di motociclisti deceduti è aumentato del 21% nella Svizzera romanda ed è rimasto praticamente invariato in quella tedesca.

Secondo l'Asaps: "È chiaro che in un paese dove muoiono 349 persone all'anno e 4.708 restano ferite (dati 2009), è sufficiente un incidente plurimortale a mandare in malora tutti gli sforzi di un anno. Se poi si considera che in Svizzera si contano poco più di 7 milioni e 800 mila abitanti, e che in Emilia Romagna (4 milioni e 405 mila residenti) i morti sono 529, con 29.746 feriti (dati 2008), si capisce che stiamo parlando di strade sicuramente più sicure delle nostre, di gran lunga. Secondo il Rapporto Sinus 2010, che in Svizzera elabora il livello di sicurezza e incidentalità nella circolazione stradale, è stato comunque raggiunto il dato migliore dal 1945".

Dati statistici e considerazioni a parte resta la preoccupazione per l'aumento della mortalità tra i centauri che se da un lato è dovuto alla crescita esponenziale degli utenti delle due ruote dall'altro è dovuto a una sicurezza stradale sempre più scarsa. (m. r.)