L'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale critica duramente la decisione dell'Istat di cancellare la rilevazione dei dati relativi alle ebbrezze.
Al tempo stesso l'associazione rilancia le misure adottate in Francia dove è appena entrata in vigore la misura che prevede da parte delle forze dell'ordine l'effettuazione di almeno 100.000 test antidroga per il 2011.
Un provvedimento che sarà attuato soprattutto nei dintorni delle grandi metropoli transalpine e voluto dalla Missione interministeriale per la lotta alla droga e alla tossicodipendenza secondo cui il rischio di provocare un incidente stradale quando si guida dopo l'uso di alcol e cannabis è moltiplicato per 15.
All'Asaps fanno notare poi come in Francia le pene per chi viene "pizzicato" alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti siano piuttosto severe con la reclusione fino a due anni che può arrivare fino a venti nel caso in cui sia provocato un incidente stradale con lesioni o morte.
Da segnalare poi l'entrata in vigore di nuove norme del codice della strada che puniscono pesantemente anche chi "tarocca" ciclomotori e microbar con pene severe sia per i meccanici che eseguono le modifiche illegali che per i proprietari.
Sempre sul fronte della lotta all'uso di sostanze stupefacenti invece l'Asaps evidenzia il sistema di autofinanziamento dei test effettuati dalle forze dell'ordine fissando in 100 euro il forfait a carico di ogni conducente risultato positivo all'accertamento.
"In Francia, dichiarano all'Asaps, come il nostro Ufficio studi ha più volte sottolineato nel corso degli anni, prevenzione e repressione delle ebbrezze rappresentano una priorità fin dal 1958, anno in cui vennero varate le prime normative in materia. Secondo gli analisti del Dipartimento interministeriale della Sicurezza Stradale, se si potesse azzerare il numero di conducenti ebbri, si salverebbero ogni anno 1.200 vite. Questo, i nostri cugini francesi lo ripetono più o meno da 50 anni, da quando, cioè, ogni corpo di polizia ad ordinamento nazionale o locale ha l'obbligo di contribuire in tempo reale alla statistica. Da noi, invece, non essendo ancora riusciti a creare un form telematico comune che consenta a tutti coloro che partecipano ad alimentare la banca dati della sinistrosità di fare la propria parte, abbiamo deciso di depennare voci come l'alcol o la droga dall'annuario statistico nazionale. È, se ci permettete, un gravissimo errore, che potrebbe fornire informazioni ancora più devianti rispetto a quelle pervenute finora". (m. r.)
Al tempo stesso l'associazione rilancia le misure adottate in Francia dove è appena entrata in vigore la misura che prevede da parte delle forze dell'ordine l'effettuazione di almeno 100.000 test antidroga per il 2011.
Un provvedimento che sarà attuato soprattutto nei dintorni delle grandi metropoli transalpine e voluto dalla Missione interministeriale per la lotta alla droga e alla tossicodipendenza secondo cui il rischio di provocare un incidente stradale quando si guida dopo l'uso di alcol e cannabis è moltiplicato per 15.
All'Asaps fanno notare poi come in Francia le pene per chi viene "pizzicato" alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti siano piuttosto severe con la reclusione fino a due anni che può arrivare fino a venti nel caso in cui sia provocato un incidente stradale con lesioni o morte.
Da segnalare poi l'entrata in vigore di nuove norme del codice della strada che puniscono pesantemente anche chi "tarocca" ciclomotori e microbar con pene severe sia per i meccanici che eseguono le modifiche illegali che per i proprietari.
Sempre sul fronte della lotta all'uso di sostanze stupefacenti invece l'Asaps evidenzia il sistema di autofinanziamento dei test effettuati dalle forze dell'ordine fissando in 100 euro il forfait a carico di ogni conducente risultato positivo all'accertamento.
"In Francia, dichiarano all'Asaps, come il nostro Ufficio studi ha più volte sottolineato nel corso degli anni, prevenzione e repressione delle ebbrezze rappresentano una priorità fin dal 1958, anno in cui vennero varate le prime normative in materia. Secondo gli analisti del Dipartimento interministeriale della Sicurezza Stradale, se si potesse azzerare il numero di conducenti ebbri, si salverebbero ogni anno 1.200 vite. Questo, i nostri cugini francesi lo ripetono più o meno da 50 anni, da quando, cioè, ogni corpo di polizia ad ordinamento nazionale o locale ha l'obbligo di contribuire in tempo reale alla statistica. Da noi, invece, non essendo ancora riusciti a creare un form telematico comune che consenta a tutti coloro che partecipano ad alimentare la banca dati della sinistrosità di fare la propria parte, abbiamo deciso di depennare voci come l'alcol o la droga dall'annuario statistico nazionale. È, se ci permettete, un gravissimo errore, che potrebbe fornire informazioni ancora più devianti rispetto a quelle pervenute finora". (m. r.)