Motori

Un po' di aneddoti semi-seri
sulla storia dell'etilometro

Per richiamare l'attenzione sulla guida in stato di ebbrezza l'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale cita alcuni episodi bizzarri realmente accaduti

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Una carrellata esilarante sulle vicende legate alla guida in stato di ebbrezza è il "regalo" dell'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale per le festività natalizie. Se non fosse per il fatto che le vicende sono realmente accadute e che il fenomeno è causa di continue stragi di persone incolpevoli si potrebbe fare una bella risata e finirla lì. Purtroppo la guida in stato di ebbrezza è un bubbone che non si riesce ad estirpare e l'obiettivo dell'Asaps, anche se in questo caso il carattere è spiritoso, è proprio quello di richiamare l'attenzione sul problema, soprattutto in questi giorni di fasta in cui si tende a "brindare" con maggiore frequenza.

Ecco quindi alcuni esempi "bizzarri" riportati dall'Asaps sugli effetti dell'etilometro il cui verdetto vale anche da fermi, e infatti multa e patente sospesa sebbene l'uomo non stesse guidando.

"Signor giudice, guardi che io ero fermo in sosta". Così si è difeso un cittadino di Pontassieve, che aveva subìto una maximulta e la sospensione per un anno della patente, dopo che gli agenti del Nucleo Volanti della polizia lo avevano sottoposto alla prova dell'etilometro. Ma il magistrato ha respinto il suo ricorso. La legittimità dell'adozione dell'atto impugnato, spiega la sentenza, si fonda sul rapporto stilato dalla polizia. Che rilevò il "comportamento penalmente rilevante di guida in stato di ebbrezza alcolica del ricorrente, accertato tramite le misurazioni del tasso alcolemico, risultate per ben due volte superiori al limite di legge (1,95 g/l-1,77 g/l nell'intervallo di 15'), e l'osservanza di dati sintomatici, desumibili dalle condizioni del soggetto (alito fortemente vinoso, occhi lucidi, frasi sconnesse, precaria deambulazione con difficoltà di equilibrio), a nulla rilevando che l'auto fosse ferma in sosta". Sul punto, dice il giudice, la Cassazione (37631/2007) afferma che in materia di circolazione stradale, deve ritenersi che la "fermata" costituisca una fase della circolazione, "talché è del tutto irrilevante, ai fini della contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza, se il veicolo condotto dall'imputato risultato positivo all'alcoltest fosse, al momento dell'effettuazione del controllo, fermo ovvero in moto".

Sullo stesso tenore arriva quest'altra sentenza che riguarda una multa e la patente sospesa a un uomo fermo in un parcheggio.
"Hai bevuto un bicchierino di troppo? Non guidare. Anzi non metterti al volante, nemmeno per rimanere fermo. Non lascia dubbi una sentenza del giudice di pace.
Il magistrato ha respinto il ricorso di un automobilista multato dalla Stradale in pieno centro, nella zona della movida". All'uomo era stata anche sospesa la patente. "A seguito di una prima constatazione de visu - rileva il giudice - e poi del test alcolimetrico effettuato dai verbalizzanti, gli stessi hanno accertato lo stato di alterazione psicofisica derivante dall'influenza dell'alcool".

La pattuglia della polizia stradale riferiva nel suo verbale di aver notato l'uomo alla guida della propria autovettura, una Jeep Grand Cherokee, e constatato "lo stato di disarmonia psicofisica" dell'uomo. Che vanamente ha sottolineato al giudice "non stavo guidando: ero fermo in parcheggio". Perché secondo il giudice, "nel formulare l'articolo 186 del codice della strada, il legislatore ha inteso principalmente tutelare l'incolumità pubblica in ogni momento, prevedendo episodi dannosi dovuti a una guida condizionata allo stato di ebbrezza alcolica".

Questo episodio invece è dedicato ai ciclisti. "Non c'è bisogno di guidare l'auto per fare danni: la guida in stato di ebbrezza è vietata e pesantemente sanzionata anche per i ciclisti. Lo sa bene un giovane marocchino (29 anni), al quale la malefatta è costata un processo e 516 euro. Fu sorpreso ubriaco a bordo di un mezzo a due ruote (per la legge si chiama ancora velocipede) sulla statale Aurelia: è stato condannato dal giudice di pace, in base all'articolo 186/2 del nuovo codice della strada. Il giovane era stato intercettato dalla polizia municipale mentre zigzagava con la bici: dovettero ricoverarlo all'ospedale per intossicazione alcolica acuta".
Concludiamo la carrellata con l'ultimo aneddoto citato dall'Asaps che interessa il "ravvedimento" che ha portato a  uno "sconto" di quattro mesi all'automobilista pentito da parte del giudice di pace.
"E' vero, quella volta avevo bevuto prima di guidare. Ma non l'ho fatto mai più, e l'automobile mi è necessaria per le esigenze lavorative e familiari".

Con questa motivazione un quarantenne si è presentato davanti al giudice di pace per opporsi, o almeno ottenere uno "sconto" alla sospensione della patente decisa dal prefetto, in seguito a un controllo della Polizia municipale che lo aveva sorpreso alla guida in stato di ebbrezza.
Il magistrato ha ritenuto legittima la misura cautelare disposta della prefettura (un anno di sospensione), ma ha voluto accertare che l'automobilista fosse in buona fede e gli ha chiesto di sottoporsi alle analisi del sangue "per accertare la situazione attuale dell'opponente nel suo rapporto con l'alcol ed anche per trarre elementi di giudizio in ordine alla di lui conclamata occasionalità dell'episodio". Le analisi hanno dato i risultati sperati (il sangue era "pulito") e otto mesi di sospensione erano stati già scontati: gli ultimi quattro glieli ha cancellati il giudice.

Insomma un bicchiere di vino durante i pasti, in assenza di particolari patologie, non ha mai ucciso nessuno, anzi è consigliato anche da i medici perché può giovare alla salute di un individuo sano. L'abuso di bevande alcoliche invece è fonte di problemi per il fisico, per la mente e per la guida, è bene non dimenticarlo mai. (m. r.)