Sondaggio: "Gli italiani
e la cultura delle regole"
di MAURILIO RIGO
Un'indagine Ispo rivela che il 91% degli italiani condanna la violazione delle principali regole di convivenza civile, comprese quelle stradali. Salvati, Fondazione Ania: "modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale"
Alzi la mano chi non è mai stato vittima di una "violenza stradale". Ogni giorno migliaia di automobilisti devono fare i conti con la prepotenza e l'arroganza di chi, infischiandosene delle più elementari regole, guida un veicolo in preda a una specie di delirio di onnipotenza. E fino a quando sono calpestate "soltanto" le norme basilari del vivere civile la rassegnazione prende il sopravvento ma quando le violazioni mettono a repentaglio l'incolumità di altri utenti della strada allora questi comportamenti non sono più tollerabili.
Il quadro, tagico, della situazione è riassunto nelle parole introduttive del convegno "Gli italiani e la cultura delle regole" che si è appena svolto al parlamentino del Cnel a Roma, pronunciate dal Presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati: "Ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti…
Il quadro, tagico, della situazione è riassunto nelle parole introduttive del convegno "Gli italiani e la cultura delle regole" che si è appena svolto al parlamentino del Cnel a Roma, pronunciate dal Presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati: "Ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti…
Alzi la mano chi non è mai stato vittima di una "violenza stradale". Ogni giorno migliaia di automobilisti devono fare i conti con la prepotenza e l'arroganza di chi, infischiandosene delle più elementari regole, guida un veicolo in preda a una specie di delirio di onnipotenza. E fino a quando sono calpestate "soltanto" le norme basilari del vivere civile la rassegnazione prende il sopravvento ma quando le violazioni mettono a repentaglio l'incolumità di altri utenti della strada allora questi comportamenti non sono più tollerabili.
Il quadro, tagico, della situazione è riassunto nelle parole introduttive del convegno "Gli italiani e la cultura delle regole" che si è appena svolto al parlamentino del Cnel a Roma, pronunciate dal Presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati: "Ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti, 1.200 dei quali sotto i 30 anni, un milione di feriti e 20.000 paraplegici. Statisticamente l'80% dei sinistri è dovuto a errati comportamenti umani e soprattutto a un mancato rispetto delle regole al volante. Grazie alle recenti modifiche al codice della strada, l'apparato normativo prevede sanzioni pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi. I controlli, però, non sono ancora sufficienti e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. E' tempo che si arrivi alla modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi".
Tema caldo del convegno è stato la presentazione dell'indagine Ispo che ha rilevato come il 91% degli italiani condanna la violazione delle principali regole di convivenza civile, comprese quelle stradali, però mette in cima alla lista le truffe verso il prossimo e lo Stato, mentre le violazioni al codice della strada sono solo al quinto posto (91,3% degli intervistati), nonostante che questi comportamenti possano causare la morte di vittime innocenti come ribadito da Salvati: "E' deprimente constatare che nella considerazione degli italiani il rispetto delle regole della strada arrivi solo al quinto posto, dopo comportamenti sicuramente deplorevoli, ma che non mettono a repentaglio la vita delle persone. Eppure sulle strade del nostro Paese nel 2009 si sono registrati un morto e 70 feriti ogni due ore. Tutto questo deve farci riflettere, dobbiamo ricordarci che quando siamo al volante ci sono delle regole che vanno rispettate. Condotte di guida scorrette e sconsiderate causano alcuni tra i più gravi delitti stradali. E' giusto che, in taluni casi, si configuri l'ipotesi di dolo eventuale, per la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti stradali. Il legislatore dovrebbe prendere atto che l'84% degli italiani, e in misura forte i giovani, si è dichiarato favorevole all'introduzione del "reato stradale" e, quindi, agire di conseguenza".
I dati del sondaggio mettono poi in risalto che nonostante gli italiani condannino la violazione delle regole, il 58% ritiene che quando si è al volante non venga rispettato il codice della strada. Impressionante poi la candida ammissione di oltre il 70% degli automobilisti che ammette di infrangere le regole, pur essendo consapevole (lo ha affermato oltre l'80% degli intervistati) dei rischi e delle conseguenze sociali ed economiche degli incidenti stradali.
Infine le infrazioni considerate più gravi sono quelle che possono recare danno agli altri, in particolare guidare in stato psico-fisico alterato (76%), passare con il semaforo rosso (60%) e superare i limiti di velocità (52%).
Il "giro di vite" con le nuove norme del codice della strada è avvenuto a livello legislativo e, in parte, le ripercussioni si sono viste anche sulle nostre strade ma la carenza di controlli porta ancora a infrangere le regole troppo spesso e il prezzo da pagare è molto alto.
Il quadro, tagico, della situazione è riassunto nelle parole introduttive del convegno "Gli italiani e la cultura delle regole" che si è appena svolto al parlamentino del Cnel a Roma, pronunciate dal Presidente della Fondazione Ania, Sandro Salvati: "Ogni due ore sulle strade italiane muore una persona. Nel solo 2009 a causa degli incidenti stradali ci sono stati 4.237 morti, 1.200 dei quali sotto i 30 anni, un milione di feriti e 20.000 paraplegici. Statisticamente l'80% dei sinistri è dovuto a errati comportamenti umani e soprattutto a un mancato rispetto delle regole al volante. Grazie alle recenti modifiche al codice della strada, l'apparato normativo prevede sanzioni pesanti per chi causa incidenti commettendo infrazioni gravi. I controlli, però, non sono ancora sufficienti e, soprattutto, manca la certezza della pena. Si tratta di una situazione insostenibile che non possiamo più tollerare. E' tempo che si arrivi alla modifica del Codice Penale introducendo una fattispecie normativa che regoli il reato stradale, soprattutto quando si causano morti o feriti gravi".
Tema caldo del convegno è stato la presentazione dell'indagine Ispo che ha rilevato come il 91% degli italiani condanna la violazione delle principali regole di convivenza civile, comprese quelle stradali, però mette in cima alla lista le truffe verso il prossimo e lo Stato, mentre le violazioni al codice della strada sono solo al quinto posto (91,3% degli intervistati), nonostante che questi comportamenti possano causare la morte di vittime innocenti come ribadito da Salvati: "E' deprimente constatare che nella considerazione degli italiani il rispetto delle regole della strada arrivi solo al quinto posto, dopo comportamenti sicuramente deplorevoli, ma che non mettono a repentaglio la vita delle persone. Eppure sulle strade del nostro Paese nel 2009 si sono registrati un morto e 70 feriti ogni due ore. Tutto questo deve farci riflettere, dobbiamo ricordarci che quando siamo al volante ci sono delle regole che vanno rispettate. Condotte di guida scorrette e sconsiderate causano alcuni tra i più gravi delitti stradali. E' giusto che, in taluni casi, si configuri l'ipotesi di dolo eventuale, per la gravità sociale, umana ed etica degli incidenti stradali. Il legislatore dovrebbe prendere atto che l'84% degli italiani, e in misura forte i giovani, si è dichiarato favorevole all'introduzione del "reato stradale" e, quindi, agire di conseguenza".
I dati del sondaggio mettono poi in risalto che nonostante gli italiani condannino la violazione delle regole, il 58% ritiene che quando si è al volante non venga rispettato il codice della strada. Impressionante poi la candida ammissione di oltre il 70% degli automobilisti che ammette di infrangere le regole, pur essendo consapevole (lo ha affermato oltre l'80% degli intervistati) dei rischi e delle conseguenze sociali ed economiche degli incidenti stradali.
Infine le infrazioni considerate più gravi sono quelle che possono recare danno agli altri, in particolare guidare in stato psico-fisico alterato (76%), passare con il semaforo rosso (60%) e superare i limiti di velocità (52%).
Il "giro di vite" con le nuove norme del codice della strada è avvenuto a livello legislativo e, in parte, le ripercussioni si sono viste anche sulle nostre strade ma la carenza di controlli porta ancora a infrangere le regole troppo spesso e il prezzo da pagare è molto alto.