Aumentano i pirati della strada. Lo dicono i rilevamenti che l'Asaps ha compiuto nel primo trimestre del 2011, monitorando il fenomeno dell'omissione di soccorso a seguito di incidente stradale che, nel periodo gennaio/marzo ha fatto segnare 130 episodi, 15 in più rispetto allo stesso periodo del 2010 (+13%).
I dati importanti su cui riflettere ci sono e, al momento, indicano che a fronte di un aumento del numero complessivo di eventi, diminuisce il numero dei morti, aumenta quello dei feriti e il totale delle individuazioni: la conferma di questo trend la si trova nel numero minore di arresti effettuati, segno che le dinamiche sembrano meno violente rispetto al precedente anno.
Scende l'incidenza delle ebbrezze, e anche questo è un dato che deve essere ben considerato, ma aumentano gli stranieri attivi, e cresce anche il numero di utenti deboli rimasti vittima di chi, a bordo di un veicolo, uccide o ferisce e poi scappa.
In totale i pirati della strada nel primo trimestre del 2011 sono stati 130, 77 in ore diurne (59,2%) e 53 di notte (40,8%), con 19 persone uccise e 159 ferite. Per 99 di essi, il 76,2%, la fuga è stata un pessimo affare, perché sono stati identificati e assicurati alla giustizia: le manette sono scattate in 27 casi (27,3%), mentre le denunce a piede libero sono state in tutto 72, pari al 72,7% delle identificazioni. Gli investigatori delle forze di polizia devono ancora dare un nome e un volto a 31 pirati (23,8%).
Nel primo trimestre del 2010 le identificazioni erano state 87 sul totale di 115 eventi, pari al 75,7% (un dato dunque solo di poco inferiore), ma le manette erano scattate in ben 41 casi, pari al 47,1%. Se si analizzano nel dettaglio la mortalità dei due periodi, si capisce che qualcosa è cambiato: infatti nel 2010 i morti erano stati 21 (20 eventi fatali, pari al 17,4%), mentre nel primo trimestre di quest'anno il bollettino si è fermato a quota 19 decessi, registrati in 17 eventi fatali, che hanno rappresentato stavolta solo il 13,1% del totale e facendo segnare una diminuzione del 15% rispetto al 2010. La mortalità è dunque calata del 15%, mentre il numero delle vittime scende del 9,5%.
Gli atti di pirateria caratterizzati da lesioni sono invece aumentati: nel primo trimestre di quest'anno i sanitari sono intervenuti in 113 casi, l'86,9%, a fronte dei 95 registrati nel periodo di riferimento 2010, con un'incidenza all'epoca dell'82,6%. L'aumento è netto: +18,9%. L'aumento delle persone ferite viaggia di pari passo: 159, 10 in più del 2010, quando i ricoveri furono 149 (+6,7%).
Sul ruolo delle ebbrezze, è ormai certo che l'incidenza di sostanze psicoattive come alcol o droghe sia in decisa diminuzione, pur restando un fattore scatenante della sinistrosità davvero temibile. I pirati in questo rilevamento 2011 sono risultati ebbri in 20 casi, il 20,2% del totale, mentre nel 2010 i test risultarono positivi nel 24,3%.
La diminuzione è consistente: -28,6%. Sugli stupefacenti: 5 nel 2011, 7 nel 2010 (-28,6%). È invece dolente il tasto della partecipazione di stranieri a questo settore della criminalità stradale, che vede crescere il numero di episodi con il coinvolgimento, a titolo attivo, di soggetti "forestieri": tra gennaio e marzo 2011 ben 24 pirati su 99 avevano una nazionalità diversa (il 24,2%), mentre nell'identico range temporale di un anno fa il numero era fermo a 17. Le donne accusate di aver investito qualcuno e di essere poi fuggite sono state in tutto 9 (il 9,1%), mentre nel 2010 erano state 6.
Uno sguardo alla vittimologia: in totale le vittime dei pirati, tra morti e feriti, sono state 178 (170 nel 2010). Il 9,6% è rappresentato da stranieri, mentre il 13,4% è composto da minori e il 9,6% da anziani. Proprio analizzando questi dati, si trova conferma che le categorie deboli sono le più falcidiate dagli atti di pirateria. Il caso dei pedoni: 52 casualties, con 7 vittime e 57 feriti; i ciclisti sono rimasti coinvolti in 9 occasioni, con un bollettino di 1 morto e 8 feriti, mentre gli under 14 hanno contato 13 casi con 1 morto e 13 feriti.
I dati importanti su cui riflettere ci sono e, al momento, indicano che a fronte di un aumento del numero complessivo di eventi, diminuisce il numero dei morti, aumenta quello dei feriti e il totale delle individuazioni: la conferma di questo trend la si trova nel numero minore di arresti effettuati, segno che le dinamiche sembrano meno violente rispetto al precedente anno.
Scende l'incidenza delle ebbrezze, e anche questo è un dato che deve essere ben considerato, ma aumentano gli stranieri attivi, e cresce anche il numero di utenti deboli rimasti vittima di chi, a bordo di un veicolo, uccide o ferisce e poi scappa.
In totale i pirati della strada nel primo trimestre del 2011 sono stati 130, 77 in ore diurne (59,2%) e 53 di notte (40,8%), con 19 persone uccise e 159 ferite. Per 99 di essi, il 76,2%, la fuga è stata un pessimo affare, perché sono stati identificati e assicurati alla giustizia: le manette sono scattate in 27 casi (27,3%), mentre le denunce a piede libero sono state in tutto 72, pari al 72,7% delle identificazioni. Gli investigatori delle forze di polizia devono ancora dare un nome e un volto a 31 pirati (23,8%).
Nel primo trimestre del 2010 le identificazioni erano state 87 sul totale di 115 eventi, pari al 75,7% (un dato dunque solo di poco inferiore), ma le manette erano scattate in ben 41 casi, pari al 47,1%. Se si analizzano nel dettaglio la mortalità dei due periodi, si capisce che qualcosa è cambiato: infatti nel 2010 i morti erano stati 21 (20 eventi fatali, pari al 17,4%), mentre nel primo trimestre di quest'anno il bollettino si è fermato a quota 19 decessi, registrati in 17 eventi fatali, che hanno rappresentato stavolta solo il 13,1% del totale e facendo segnare una diminuzione del 15% rispetto al 2010. La mortalità è dunque calata del 15%, mentre il numero delle vittime scende del 9,5%.
Gli atti di pirateria caratterizzati da lesioni sono invece aumentati: nel primo trimestre di quest'anno i sanitari sono intervenuti in 113 casi, l'86,9%, a fronte dei 95 registrati nel periodo di riferimento 2010, con un'incidenza all'epoca dell'82,6%. L'aumento è netto: +18,9%. L'aumento delle persone ferite viaggia di pari passo: 159, 10 in più del 2010, quando i ricoveri furono 149 (+6,7%).
Sul ruolo delle ebbrezze, è ormai certo che l'incidenza di sostanze psicoattive come alcol o droghe sia in decisa diminuzione, pur restando un fattore scatenante della sinistrosità davvero temibile. I pirati in questo rilevamento 2011 sono risultati ebbri in 20 casi, il 20,2% del totale, mentre nel 2010 i test risultarono positivi nel 24,3%.
La diminuzione è consistente: -28,6%. Sugli stupefacenti: 5 nel 2011, 7 nel 2010 (-28,6%). È invece dolente il tasto della partecipazione di stranieri a questo settore della criminalità stradale, che vede crescere il numero di episodi con il coinvolgimento, a titolo attivo, di soggetti "forestieri": tra gennaio e marzo 2011 ben 24 pirati su 99 avevano una nazionalità diversa (il 24,2%), mentre nell'identico range temporale di un anno fa il numero era fermo a 17. Le donne accusate di aver investito qualcuno e di essere poi fuggite sono state in tutto 9 (il 9,1%), mentre nel 2010 erano state 6.
Uno sguardo alla vittimologia: in totale le vittime dei pirati, tra morti e feriti, sono state 178 (170 nel 2010). Il 9,6% è rappresentato da stranieri, mentre il 13,4% è composto da minori e il 9,6% da anziani. Proprio analizzando questi dati, si trova conferma che le categorie deboli sono le più falcidiate dagli atti di pirateria. Il caso dei pedoni: 52 casualties, con 7 vittime e 57 feriti; i ciclisti sono rimasti coinvolti in 9 occasioni, con un bollettino di 1 morto e 8 feriti, mentre gli under 14 hanno contato 13 casi con 1 morto e 13 feriti.