Motori

Anche l'Ancma prende posizione
contro i guard rail "assassini"

Per fermare la strage dei motociclisti interviene l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori per richiedere un intervento rapido e risolutivo che preveda la messa in sicurezza delle pericolose barriere

2 minuti di lettura
"La vittima, una donna di 40 anni, stava percorrendo via Appia Nuova a bordo di una Vespa in direzione Albano quando è finita contro il guard rail. La donna è morta sul colpo".
"Il motociclista con un gruppo di amici stava viaggiando da Bobbio a Chiavari quando ha perso il controllo della sua Aprilia Rsv 1000 finendo violentemente contro il guard rail. Ha perduto conoscenza e nonostante l'intervento del personale di un'ambulanza è morto dopo pochi minuti".

"Un motociclista di La Spezia è morto in un incidente stradale avvenuto sulla A15 La Spezia-Parma. L'uomo si è schiantato contro il guard-rail dopo aver perso il controllo della sua moto".
"Il giovane era alla guida di una Lancia Dedra quando, per cause in fase d'accertamento, si è schiantato contro uno spigolo del guard-rail ed è morto all'istante".
"L'auto avrebbe colpito il guard-rail che si è conficcato all'interno dell'abitacolo, ferendo a morte la ragazza".
Questi sono solo alcuni (ma l'elenco è lunghissimo) dei "take" battuti negli ultimi giorni dalle agenzie di stampa che forniscono un quadro, seppure limitato, di quale pericolo rappresentino gli attuali guard rail presenti sulle nostre strade.

Così con l'acuirsi del problema (in estate poi si assiste impotenti a una vera strage di motociclisti), anche l'Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori prende posizione contro i guard rail "assassini".
Il problema è da tempo al centro di accesi dibattiti per la sicurezza dei motociclisti ma fino a oggi ancora non si è riusciti a risolvere un preoccupante fenomeno che ha causato centinaia di vittime e non solo tra i centauri.
Per questo motivo anche Ancma Confindustria ha voluto unirsi al coro delle proteste nella speranza di riuscire a smuovere acque da troppo tempo "stagnanti":
"L'Ancma scende in campo e si unisce al coro di protesta del popolo delle due ruote, perché sicurezza vuol dire anche infrastrutture in grado di tutelare chi sta in sella. L'associazione appoggia l'iniziativa spontanea di una motociclista, il cui nick name su Facebook è "Bimba Monella", e che consiste nel mettere un fiocco rosso sulla propria moto, domenica 10 luglio. Questo dimostra anche che i social network possono essere uno strumento valido per diffondere iniziative intelligenti.

Gli ostacoli fissi rappresentano un pericolo anche quando non sono causa di incidente. In particolare, i guardrail non sono pensati per assorbire l'urto del corpo di un motociclista, ma solo per impedire che le auto escano di strada. La verità è che queste sbarre in lamiera si trasformano in veri e propri killer e non è un caso che siano state ribattezzate anche ghigliottine, in grado di produrre situazioni drammatiche. Televisione, internet e giornali ci propongono quotidianamente immagini cruente che testimoniano come un elemento che può definirsi di sicurezza passiva, non tenga conto di centauri e ciclisti, per natura più esposti al pericolo. La strada, invece, deve essere in grado di tutelare qualunque tipo di utente".

In alcuni tratti della rete stradale iniziano ad apparire le prime protezioni applicate ai guard rail che consentono un impatto meno traumatico per i motociclisti in caso di incidente ma sono casi ancora troppo isolati intrapresi in maniera autonoma da alcune amministrazioni mentre è necessario un intervento nazionale per la messa in sicurezza di tutte le barriere.