La pirateria stradale
sotto la lente dell'Asaps
Dopo i recenti episodi di Torino e Bolzano, costati la vita a un bambino e un anziano, entrambi per mano di un pirata della strada, l'associazione richiama la necessità di approvare rapidamente la nuova figura dell'"Omicidio stradale"
Torino, auto pirata piomba su una famiglia che sta attraversando sulle strisce pedonali, uccide un bimbo di 7 anni e ferisce gravemente il suo papà. Bolzano, ubriaco alla guida non si ferma all'alt dei vigili e travolge, uccidendolo, un anziano che attraversava vicino alla sua abitazione. Atti di "ordinaria" pirateria che continuano a insanguinare le nostre strade con una frequenza troppo elevata.
Il problema della fughe dopo un incidente, riproposto in tutta la sua drammaticità da questi ultimi due recenti episodi, è stato evidenziato dall'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale che tramite il suo Osservatorio il Centauro sulla pirateria stradale ha già registrato 774 episodi di fuga in cui sono morte 122 persone (nel 2010 erano state 98) e 895 sono rimaste ferite seriamente.
Secondo l'associazione ci troviamo di fronte a "Un comportamento disgraziato e incontenibile sul quale incidono ancora fortemente l'alcol e la droga, accertati n…
Il problema della fughe dopo un incidente, riproposto in tutta la sua drammaticità da questi ultimi due recenti episodi, è stato evidenziato dall'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale che tramite il suo Osservatorio il Centauro sulla pirateria stradale ha già registrato 774 episodi di fuga in cui sono morte 122 persone (nel 2010 erano state 98) e 895 sono rimaste ferite seriamente.
Secondo l'associazione ci troviamo di fronte a "Un comportamento disgraziato e incontenibile sul quale incidono ancora fortemente l'alcol e la droga, accertati n…
Torino, auto pirata piomba su una famiglia che sta attraversando sulle strisce pedonali, uccide un bimbo di 7 anni e ferisce gravemente il suo papà. Bolzano, ubriaco alla guida non si ferma all'alt dei vigili e travolge, uccidendolo, un anziano che attraversava vicino alla sua abitazione. Atti di "ordinaria" pirateria che continuano a insanguinare le nostre strade con una frequenza troppo elevata.
Il problema della fughe dopo un incidente, riproposto in tutta la sua drammaticità da questi ultimi due recenti episodi, è stato evidenziato dall'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale che tramite il suo Osservatorio il Centauro sulla pirateria stradale ha già registrato 774 episodi di fuga in cui sono morte 122 persone (nel 2010 erano state 98) e 895 sono rimaste ferite seriamente.
Secondo l'associazione ci troviamo di fronte a "Un comportamento disgraziato e incontenibile sul quale incidono ancora fortemente l'alcol e la droga, accertati nel 22% dei soli casi in cui il pirata è stato identificato nell'immediatezza del fatto o poco dopo. Scorporando i singoli episodi mortali l'ombra lunga dell'alcol e della droga sale a un drammatico 34%. E' facile proiettare questa percentuale reale su tutti gli episodi ad oltre il 40/50%".
La gravità del problema è ormai sotto gli occhi di tutti e la frequenza con cui avvengono gli episodi di pirateria stradale richiede interventi urgenti che l'Asaps sollecita da tempo: "Una percentuale assurda che richiama la forte necessità di approvare una ormai non più rinviabile nuova figura dell'Omicidio stradale per il quale l'associazione Lorenzo Guarnieri con Asaps e con l'associazione Gabriele Borgogni - lo ricordiamo - ha già superato quota 54.000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare.
Un altro aspetto che fa riflettere è la frequenza dei pirati forestieri, in pratica uno su quattro. Infatti gli stranieri che si sono dati alla fuga dopo un incidente raggiungono la percentuale del 24%.
In espansione la frequenza delle fughe determinate dalla cosiddetta scopertura assicurativa o per la falsità del tagliando. Siamo già oltre l'8 % dei casi in cui è stato possibile investigare questo aspetto.
Sale il numero anche delle bandane rosa, infatti le piratesse sono salite all'11% del totale (una donna ha investito un agente della Stradale libero dal servizio a Montecatini e si è data alla fuga). Nel 2009 erano al 6%".
Amare le conclusioni finali dell'Asaps e destinate a ripetersi se non si interviene concretamente e in tempi rapidi:
"Consola, ma solo in parte, il fatto che nel 71% delle piraterie mortali o gravi il conducente che si è dato alla fuga viene poi identificato e arrestato dalle forze di polizia, con indagini sempre più affinate. In diversi casi l'autore si costituisce quando sa di non poterla far franca e magari ha smaltito i fumi dell'alcol.
La pirateria stradale con questi dati rimane il fianco debole di una sicurezza stradale che ha pur fatto segnare dati positivi negli ultimi anni. Però ora serve una difficile ricostruzione della coscienza dei conducenti di fronte ad un comportamento assolutamente barbaro!".
Davanti a notizie come quelle di Torino e Bolzano è difficile formulare dei commenti, incredulità, sgomento e disperazione dei familiari valgono più di qualsiasi parola per condannare episodi che forse si sarebbero potuti evitare con adeguate misure preventive. (m. r.)
Il problema della fughe dopo un incidente, riproposto in tutta la sua drammaticità da questi ultimi due recenti episodi, è stato evidenziato dall'Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale che tramite il suo Osservatorio il Centauro sulla pirateria stradale ha già registrato 774 episodi di fuga in cui sono morte 122 persone (nel 2010 erano state 98) e 895 sono rimaste ferite seriamente.
Secondo l'associazione ci troviamo di fronte a "Un comportamento disgraziato e incontenibile sul quale incidono ancora fortemente l'alcol e la droga, accertati nel 22% dei soli casi in cui il pirata è stato identificato nell'immediatezza del fatto o poco dopo. Scorporando i singoli episodi mortali l'ombra lunga dell'alcol e della droga sale a un drammatico 34%. E' facile proiettare questa percentuale reale su tutti gli episodi ad oltre il 40/50%".
La gravità del problema è ormai sotto gli occhi di tutti e la frequenza con cui avvengono gli episodi di pirateria stradale richiede interventi urgenti che l'Asaps sollecita da tempo: "Una percentuale assurda che richiama la forte necessità di approvare una ormai non più rinviabile nuova figura dell'Omicidio stradale per il quale l'associazione Lorenzo Guarnieri con Asaps e con l'associazione Gabriele Borgogni - lo ricordiamo - ha già superato quota 54.000 firme per una proposta di legge di iniziativa popolare.
Un altro aspetto che fa riflettere è la frequenza dei pirati forestieri, in pratica uno su quattro. Infatti gli stranieri che si sono dati alla fuga dopo un incidente raggiungono la percentuale del 24%.
In espansione la frequenza delle fughe determinate dalla cosiddetta scopertura assicurativa o per la falsità del tagliando. Siamo già oltre l'8 % dei casi in cui è stato possibile investigare questo aspetto.
Sale il numero anche delle bandane rosa, infatti le piratesse sono salite all'11% del totale (una donna ha investito un agente della Stradale libero dal servizio a Montecatini e si è data alla fuga). Nel 2009 erano al 6%".
Amare le conclusioni finali dell'Asaps e destinate a ripetersi se non si interviene concretamente e in tempi rapidi:
"Consola, ma solo in parte, il fatto che nel 71% delle piraterie mortali o gravi il conducente che si è dato alla fuga viene poi identificato e arrestato dalle forze di polizia, con indagini sempre più affinate. In diversi casi l'autore si costituisce quando sa di non poterla far franca e magari ha smaltito i fumi dell'alcol.
La pirateria stradale con questi dati rimane il fianco debole di una sicurezza stradale che ha pur fatto segnare dati positivi negli ultimi anni. Però ora serve una difficile ricostruzione della coscienza dei conducenti di fronte ad un comportamento assolutamente barbaro!".
Davanti a notizie come quelle di Torino e Bolzano è difficile formulare dei commenti, incredulità, sgomento e disperazione dei familiari valgono più di qualsiasi parola per condannare episodi che forse si sarebbero potuti evitare con adeguate misure preventive. (m. r.)