Ambiente

Stampare è ecosostenibile, se scegli la tecnologia giusta

La coalizione Gfanz presentata a Cop26 ha confermato che anche i manager delle aziende private devono assumersi le proprie responsabilità nei confronti del clima. La tecnologia permette di farlo, anche nella scelta del parco stampanti
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Durante Cop26, la conferenza sul clima tenutasi recentemente a Glasgow, un concetto trasversale ha attraversato programmi, intenti e iniziative. Si legge nei documenti conclusivi che Cop26 riconosce l’importanza di giovani, donne e comunità indigene nella lotta alla crisi climatica e promuove la coalizione Gfanz (Glasgow Financial Alliance for Net Zero), un protocollo di intervento per cui le oltre 450 aziende aderenti si impegnano a dimezzare le emissioni al 2030 e ad arrivare a zero nel 2050.

Questi due messaggi provenienti da Cop26, che apparentemente coinvolgono entità lontane, sono accomunati da un’unica considerazione: la responsabilità sulle sorti della Terra deve essere condivisa, da tutti indistintamente. Non bastano le iniziative istituzionali se non c’è un coinvolgimento diretto degli individui, nella loro duplice veste di cittadini di questo mondo e di dipendenti e manager di aziende pubbliche e private.

La dottoressa Katey Walter Anthony studia l'Artico e ha scelto le stampanti inkjet Epson per rispettare l'ambiente 
Un impegno verso la Terra che ha radici lontane
Quando, nel 1942, Seiko Epson inaugurò la sua prima fabbrica nei pressi del lago Suwa, in Giappone, si impegnò fin da subito a preservare totalmente l’intero ecosistema in cui avrebbe generato il valore e che l’ha fatta diventare una delle aziende di tecnologia più importanti del mondo. Quel momento è ricordato da Epson in tutti i suoi bilanci di sostenibilità, insieme al fatto che Epson è stata la prima azienda al mondo a impegnarsi a eliminare i CFC (clorofluorocarburi) dalle proprie attività.

“La nostra azienda è stata proattiva sulle questioni ambientali fin dal primo giorno, quando i nostri fondatori hanno espresso il desiderio di proteggere il lago vicino alla nostra sede. Inoltre, siamo stati la prima azienda al mondo a dichiarare l’impegno a eliminare i CFC dalle nostre attività in tutto il mondo”. Yasunori Ogawa, presidente di Epson, bilancio di sostenibilità Epson.
Yasunori Ogawa, presidente di Epson 
In seguito, le promesse di Epson verso l’ambiente si sono moltiplicate e l’azienda non solo si è impegnata direttamente lavorando sulla propria produzione, ma ha imposto delle scelte sostenibili su tutta la propria filiera distributiva. Dimostrando che si può essere paladini del cambiamento anche nei confronti di partner e clienti. E che tante piccole scelte possono tramutarsi in un grande cambiamento.

Le scelte di Epson abilitate dalla tecnologia
Sono scelte supportate e promosse da veri testimonial della sostenibilità aziendale come la professoressa Katey Walter Anthony, ricercatrice ed esploratrice del National Geographic che studia le emissioni di metano nei laghi dell’Artide. Katey lancia il grido d’allarme sostenendo, ancora una volta, che le scelte delle singole aziende sono alla base della riduzione del loro impatto sull’ambiente.

La prof.ssa Katey Walter Anthony studia le emissioni di metano nei laghi dell’Artide 
Con il  modello “heat free”, Epson dimostra che la tecnologia può essere il vero abilitatore del cambiamento per i propri clienti. Dopo anni di predominio delle stampanti laser, e anni di sperimentazione, Epson oggi è in grado di garantire la vera rivoluzione eco a tutte le aziende grazie a una alternativa concreta: le stampanti a getto di inchiostro con tecnologia “heat free”. E la professoressa Katey appoggia la scelta senza remore: “Il riscaldamento distrugge il permafrost ma, se scegliamo di utilizzare tecnologie a freddo, possiamo ridurre il nostro consumo energetico. Questo contribuisce a diminuire le emissioni di gas serra e rallentare lo scioglimento del permafrost”.
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Le valutazioni di enti indipendenti sostengono che, grazie a un consumo di energia inferiore dell’80% rispetto a quello delle laser di pari prestazioni, le stampanti a getto di inchiostro “heat free” di Epson contribuiscono ad abbattere drasticamente le emissioni di CO2. E ancora, l’elevata autonomia dei materiali di consumo, l’assenza delle polveri prodotte dal toner delle stampanti laser e la semplicità di sostituzione dei ricambi proteggono la salute dei dipendenti, riducono i fermi macchina e le chiamate per assistenza e manutenzione.
Epson EcoTank-ET-4850, pensato per i professionisti e le realtà aziendali 

L’applicazione di una tecnologia innovativa come la “heat free” di Epson, in definitiva, determina un impatto positivo molteplice che si dimostra con concretezza nel contenimento dei costi e nella protezione dell’intero ecosistema aziendale, il tutto a parità di prestazioni e di efficienza operativa. Un impatto che, grazie alla scelta di convertire il proprio parco stampanti, l’azienda che sceglie la tecnologia Epson trasforma in un’azione concreta per la salvaguardia del Pianeta.