Uno schienale, due braccioli e un paio di cuscini più o meno confortevoli. Finalmente ci siamo: siamo a casa, rilassati, accoccolati sul divano. Ma negli anni siamo cambiati assai: cambiato il modo di vivere il nostro relax e di “gestire” l’ozio, cambiate le nostre case e cambiati, soprattutto, i divani
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Accogliamo il nostro ospite e, dopo i doverosi convenevoli, lo facciamo accomodare in salotto dove tutto, bene o male, deve parlare di noi: arredamento “minimal” o al contrario “importante”, magari con pezzi di antiquariato. Poi gli oggetti, argenteria compresa, sapientemente distribuiti sui ripiani e la luce, che dà il suo contributo al fascino di ogni ambiente.
Un rapido sguardo, qualche passo e ci si mette comodi; ci siamo. Siamo alla poltrona, al divano. Fa parte anche “lui” dell’arredamento anche se, fino a qualche tempo fa, passava quasi inosservato.
Con gli anni il “gioco” è cambiato, perché son cambiati i giocatori, cioè noi. Noi che sappiamo bene come ci si deve sedere, quando e come si possono accavallare o “allungare” le gambe, quando – e con chi – potremo rilassarci con pose meno “composte”. Il divano ci è venuto dietro, adeguandosi docilmente alle nostre nuove esigenze; non solo compostezza e rigidità: sul divano si legge, si mangia e si beve, si gioca. Il divano si “abita”. Una casa dentro la casa che, come tale, può cambiare posizione, colore, “carattere”. Sono nati così i divani angolari e quelli che hanno inglobato il tavolino “di servizio” o che hanno trasformato il bracciolo in una piccola libreria. Biblioteca, sala riunioni, angolo bar, spazio intimo o luogo d’incontro e condivisione: a tutte queste funzioni può assolvere oggi il divano.
La storia non finisce qui. Una storia che ha come protagonista indiscusso FLEXFORM, azienda nata nel 1959 in Brianza per volere dei fratelli Galimberti. Loro iniziarono con un laboratorio artigianale e un primo show-room di divani e poltrone, i quali ben presto andarono a riempire le case “bene” di Milano e le ville affacciate sul Lago di Como. Nel 1967 FLEXFORM diventerà Società per Azioni e a partire dal decennio successivo il brand conquisterà i favori e i gusti di chi, arredando il relax, non ama restare… seduto; seduto sul già visto, sul già fatto; seduto su convenzioni e “regole” che possono e devono cambiare.
Divano componibile GROUNDPIECE Project: Alhadeff Architects - photo: Mark Roskams
Dormire, mangiare, riunirsi, leggere o dedicarsi al dolce far niente. E poi la vera rivoluzione “made in FLEXFORM” con i divani componibili; per esempio il “Groundpiece” del 2001, progettato da Antonio Citterio. Indiscutibilmente il best- e long-seller dell’azienda, l’idea che ha cambiato per sempre il concetto di divano introducendo proporzioni e misure nuove. Comodamente profondo, originalmente destrutturato con ampie cuscinature in piuma d’oca per un confort senza eguali.
Sì al galateo ma, se serve, al diavolo il galateo: quando vogliamo possiamo stare comodi davvero; comodi per leggere, per riposare, per guardare la tv o – perché no – lavorare. Divano e tavolo, divano e biblioteca, divano e casa.
divano Adda
Succede così anche con il modello “Adda” del 2017, sempre scaturito dalla matita di Citterio: divano lineare o componibile e poltrona dall’estetica asciutta e contemporanea.
Succede con FLEXFORM, i suoi divani, le poltrone, i tavoli, i pouf, le chaise-longue, i divani letto…
Sessant’anni in “seduta”; ci fermiamo? No: la seduta si aggiorna. flexform.it