Vi ricordate le docce anni 70? Con la cipolla che s’intasava per il calcare e schizzava ovunque tranne che sulle spalle? Oggi imperversano i soffioni a più getti, con la seduta e l'idromassaggio a colonna. E le vecchie vasche loculo, distanti anni luce da quelle attualmente sul mercato, ormai piccole spa calasilghe? Oppure i lavandini prima dei miscelatori, con le due manopole rosse e blu attaccate al muro, che ustionavano la mano destra e mandavano in ipotermia la sinistra? Ma ve lo ricordate il vaso di una volta? Be'… a dirla tutta, quello è l'unico componente del bagno rimasto pressappoco uguale a sessant’anni fa. Cambiata la forma, a volte sospeso da terra, ma in larga parte avulso da qualsiasi apporto tecnologico.
Inevitabile che le cose cambino anche in questo accessorio. Se ne sono accorti gli arredatori d’interni, sempre più alle prese con clienti favorevoli all’opzione del vaso bidet. Qui però occorre fare una premessa, che può suonare comica ma forse, proprio per questo, dice tanto di noi italiani. Per molti connazionali la presenza del bidet nel bagno è diventata un tratto identitario, il segno di una civiltà superiore rispetto a chi il bidet non l’ha mai avuto, con esplicita allusione ai Paesi del Nord Europa.
Noi abbiamo un’indole diversa e infatti si va affermando una soluzione “all’italiana”. Inserire il vaso bidet, con la sua tecnologia, il suo confort, la sua piacevolezza (oggi apprezzatissima da quando il bagno è diventato una delle stanze più “social” della casa), mantenendo al tempo stesso il bidet e le sue funzioni.
Mera è l’esemplare più venduto in Europa. La sua doccia interna WhirlSpray, che fuoriesce a comando, è un sistema ormai sperimentato per dare un immediato sollievo, piacere, e nessun problema di gestione perché fa tutto da solo. Come tutti i vasi del sistema AquaClean non ha la brida, che sarebbe la cornice incavata intorno al vaso dal quale esce l’acqua, quella che rende così difficile la pulizia e che ha generato la proliferazione di anatre e altri animali a becco, purtroppo insufficienti a debellare la proliferazione di batteri. E questa è anche una delle argomentazioni più efficaci per i sostenitori del vaso bidet nei confronti di chi ne mette in discussione il grado di igiene.
Sela, come si suol dire, è molto di tendenza, a cominciare dal design particolarmente elegante. Alla doccia WhirlSpray, aggiunge anche la tecnologia di scarico TurboFlush, che a qualcuno potrebbe apparire pretenziosa ma che per la sua silenziosità diventa importantissima quando si ha il bagno attiguo alla camera e non si vuole svegliare il proprio compagno. La stessa luce di cortesia che illumina il pavimento sottostante garantisce quegli squarci di luce assassini che filtrano dalla porta e di notte illuminano il letto.
Infine Tuma, nelle due versioni Classic e Comfort. Quest’ultima è una sorta di Formula Uno del settore. Oltre agli accessori degli altri modelli ha in dotazione il riscaldamento del sedile, il sistema di aspirazione dei cattivi odori e l'asciugatore ad aria calda. Si ritorna neonati, dicono i suoi fan. Il modello Classic è quello senza optional, ma in questo caso a sedurre acquirente è il pezzo, davvero competitivo, soprattutto per un prodotto di marca che in molti casi diventa un’opzione obbligata dettata da motivi di spazio (a ben contare, sommando i 35 cm del bidet e i 20 cm di spazio necessario su ambo i lati, si ottiene lo spazio per una comoda doccia). Interessante la soluzione per chi ha montato sanitari tradizionali da poco, quindi comunque nuovi e moderni, è l’installazione del solo sedile di AquaClean Tuma, con tutti i suoi accessori, innesto possibile in molti modelli e senza grandi interventi di ristrutturazione.