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In Basilicata 'si canta' il Medioevo, l'evento che celebra la musica e unisce le comunità

Acerenza, Cattedrale di Santa Maria Assunta Vergine e S. Canio Vescovo - Corale Polifonica
Acerenza, Cattedrale di Santa Maria Assunta Vergine e S. Canio Vescovo - Corale Polifonica 

La regione del Mezzogiorno valorizza la ricchezza della cultura medievale attraverso il canto corale

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“Canta che ti passa” non è solo un modo di dire ma una realtà provata da studi scientifici. Cantare in coro, secondo una recente ricerca svolta delle Università di Yale e Harvard, migliora la memoria e la concentrazione, regolarizza il respiro, dona la giusta postura, aiuta la salute cardiaca e stimola il rilascio di endorfine e serotonina, i cosiddetti “ormoni della felicità”. Se a questo si aggiunge un altro studio statunitense, secondo il quale soltanto il 5% dell'umanità è realmente stonata, mentre il restante 95% non è semplicemente “educato” a utilizzare la voce per cantare, l'antico detto popolare suona come un invito a unirsi al coro.

Lo sapevano e lo facevano già nel Medioevo, quando il canto sacro rivestiva un'importanza cruciale nella vita religiosa delle comunità. È proprio per questa ragione che, il 13 dicembre, nelle chiese e cattedrali medievali di diversi centri della Basilicata, come Acerenza, Genzano di Lucania, Melfi, Oppido Lucano, Rapone, Ruvo del Monte, Venosa, le voci di circa trecento coristi del Vulture e dell'Alto Bradano si sono unite, in simultanea, in un unico grande concerto.

Melfi, Cattedrale di Santa Maria Assunta - Corale Diocesana Melfi Rapolla Venosa
Melfi, Cattedrale di Santa Maria Assunta - Corale Diocesana Melfi Rapolla Venosa 

‘Basilicanta’, questo è il poetico nome donato all'evento, inserito nel progetto culturale Fantastico Medioevo, che si è tenuto durante la tradizionale festività di Santa Lucia, ideato e diretto dal maestro Ambrogio Sparagna in collaborazione con la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa e l’Arcidiocesi di Acerenza, il sostegno dell'Associazione regionale dei Cori della Basilicata (A.Ba.Co) e Chorus Inside Basilicata e con il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l'Educazione del Vaticano.

Acerenza città Cattedrale, foto a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019
Acerenza città Cattedrale, foto a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019 

Un canto per la pace

Collegato alle celebrazioni dell'ottavo centenario francescano, il concerto diffuso ha dato voce all'ampio repertorio di inni liturgici in gregoriano, antiche laudi, brani tipici della tradizione popolare sacra lucana, in italiano antico, in dialetto e in latino, canti processionali dedicati ai Santi Patroni, e al repertorio mariano e delle confraternite del periodo quaresimale. I partecipanti, cantori e pubblico senza distinzione di età, esso e condizione sociale, sono stati i protagonisti di un concerto che, all'unisono, ha lanciato un messaggio di pace, dall'Italia al Mediterraneo, con brani evocativi come la famosa Vanità di Vanità e un'antica lauda dedicata a San Francesco, tratta dal Laudario di Cortona.

Melfi, foto a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019
Melfi, foto a cura di Fondazione Matera Basilicata 2019 

Il bello del Medioevo

Valorizzare il ruolo che la Basilicata ha avuto nel Medioevo, come crocevia politico e culturale nel cuore del Mediterraneo, anche attraverso i tesori dell’antica tradizione musicale popolare, infatti, è il fulcro di Fantastico Medioevo, il progetto promosso dalla Presidenza della Giunta Regionale di Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, in collaborazione con Apt Basilicata, Lucana Film Commission, Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, Regione Normandia, con la direzione scientifica del prof. Fulvio Delle Donne e la direzione artistica del poeta Davide Rondoni. Chi l'ha detto che il Medioevo è stato un periodo buio? Dai Normanni, che da Melfi unirono l'Italia meridionale continentale e la Sicilia fino a Federico II, che sempre a Melfi emanò lo storico corpus di leggi Liber Augustalis, fino all'età di Manfredi e dei sovrani Angioini e poi agli Aragonesi, il Medioevo in Basilicata e nel Mezzogiorno, al contrario, è stata luce. E nel giorno di Santa Lucia ha voluto far risplendere i tesori musicali di questa terra.