C'è chi la vuole bionda, chi la vuole rossa o scura, ma a tutti piace berla green
Un nuovo colore si aggiunge nella scala cromatica delle birre, questa volta però non è determinato dalla porzione e grado di tostatura dei malti
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Con i 65mila pannelli fotovoltaici (per una produzione di 8MW) installati sui diversi stabilimenti presenti nel mondo, di cui 8.136 (una superficie pari alla grandezza di 4 campi da calcio per 2,5 GWh di energia pulita prodotta all’anno) in funzione nei birrifici italiani di Comun Nuovo, a Bergamo, e Massafra in provincia di Taranto, è il caso di dirlo, le birre del Gruppo Heineken sono le “più verdi”, brewed by the sun, fatte con l’utilizzo di energia solare.
Birre fatte con il sole (Video)
È in questi due birrifici che è nata una delle prime birre del gruppo fatta soltanto con l’utilizzo di energia fotovoltaica e la prima in Italia; Birra Moretti Baffo d’Oro, presentata in anteprima ad Expo Milano 2015. Tra gli altri brand dell’azienda prodotti con energia pulita ci sono l’olandese Wieckse Witte, Tiger di Singapore e l’austriaca Gösser.Il gruppo birrario, infatti, ha messo in atto un piano decennale di sostenibilità, Brewing a Better World. Lanciato nel 2010, gli obiettivi fondamentali che si pone sono: migliorare l’impatto ambientale e sociale delle proprie attività, puntare sull’utilizzo delle energie rinnovabili, un’attenzione costante per le persone e le comunità in cui opera e la promozione del bere responsabile.
“La sostenibilità è per noi una priorità e tutti i nostri investimenti sono rivolti nella direzione di implementare un modello di business virtuoso” afferma Soren Hagh, amministratore delegato di Heineken Italia. “L’attenzione alle energie rinnovabili, in particolare, riveste un ruolo strategico e ha portato l’Italia a essere un caso di eccellenza all’interno del Gruppo e alla produzione di una birra fatta interamente con energia solare”. Da oltre 40 anni Heineken è presente sul territorio nazionale con 4 birrifici, a Pollein (Ao) e Assemini (Ca) oltre ai due già citati, per un totale di duemila dipendenti e una produzione annua di 5,3 milioni di ettolitri di birra.
La sala cottura del birrificio HEINEKEN di Massafra (TA)
Fare business “pulito” è possibile? Secondo quanto riportato dal Rapporto di Sostenibilità 2015 firmato dall’azienda, il piano al termine del primo quinquennio dal suo lancio ha permesso di ridurre del 55% le emissioni di CO2? in produzione e di oltre un terzo i consumi idrici (-36% rispetto al 2010, 13,5 milioni di ettolitri risparmiati, pari a 450 piscine olimpioniche) nei birrifici, l’utilizzo al 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate e la diminuzione del 30% del numero di infortuni in un anno. Impegno che è stato premiato lo scorso anno con il RebecoSAM Bronze Class, dopo essersi affermata fra le prime tre aziende del beverage in Europa del RobecoSAM Sustainability Index. Sostenibilità per Heineken significa rispetto dell’ambiente, ma anche un impegno costante sulle persone, la risorsa più importante per l’azienda. La sicurezza e la salute dei propri collaboratori sono al centro degli investimenti, con oltre 23.000 ore di formazione erogate nel 2015, di cui l’84% dedicate alla sicurezza. Attività di prevenzione che hanno permesso di ridurre in un anno la frequenza degli infortuni del 26% e del 22% la loro gravità.
Il video del Rapporto di Sostenibilità 2015 di HEINEKEN
Nella specificità del suo business, Heineken è impegnata anche nel determinare cambiamenti positivi nella società attraverso la promozione del bere responsabile. In questa direzione l’azienda è stata pioniera lanciando oltre 10 anni fa la prima campagna di sensibilizzazione dedicata e ogni anno investe su questo tema il 10% del budget pubblicitario del proprio principale brand. Heineken investe anche in iniziative di sensibilizzazione sul territorio che realizza in partnership con ONG e istituzioni e dal 2011 ad oggi sono stati distribuiti gratuitamente migliaia di etilometri monouso e contattate direttamente circa 200.000 persone.