Economia

Le sfide del cambiamento climatico

Sulla riduzione delle emissioni inquinanti si gioca una partita storica per il nostro futuro. Una partita che coinvolge direttamente i produttori di energia
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“Non ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo prendiamo in prestito dai nostri figli”. Il credo dei vecchi indiani d’America si presta alla perfezione per descrivere la partita che si gioca sul fronte del cambiamento climatico. Una sfida per tutti (dalle aziende alle istituzioni, ai cittadini-consumatori), dalla quale dipende la qualità del nostro futuro e di chi verrà dopo di noi.
 

Le incognite geopolitiche
Il mondo dell’energia sta attraversando un periodo di grande incertezza a causa del crollo dei prezzi del petrolio e delle aumentate tensioni economiche e geopolitiche. Allo stesso tempo l’accesso all’energia avrà un ruolo decisivo per lo sviluppo sostenibile di molti Paesi, “mentre continuano i negoziati sul clima a livello globale per dare seguito all’Accordo di Parigi”.

La partita in corso
Il quinto Assessment Report dell’Ipccc (Intergovernmental Panel on Climate Change) segnala la necessità di limitare l’innalzamento della temperatura a meno di 2°C. “Si tratta di un’evidenza scientifica incontestabile”, commentano da Eni, “che impone azioni conseguenti al settore industriale. Per questo abbiamo definito una strategia per la riduzione delle emissioni climalteranti, che integra interventi operativi e gestionali allo sviluppo di linee di ricerca nell'innovazione tecnologica”.

Post-Conferenza di Parigi
L’Accordo di Parigi del 2015 è stato un evento storico in quanto non solo ha superato gli obiettivi attesi alla vigilia, ma è stato anche supportato da un consenso politico globale (195 Paesi, responsabili del 95% dei gas climalteranti globali, i GHG). La principale novità dell’Accordo ha riguardato il superamento della suddivisione tra Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo, che era stata alla base del Protocollo di Kyoto e dei negoziati storici sui cambiamenti climatici: ora tutti i Paesi aderenti si impegnano a contenere le emissioni di gas climalteranti per limitare l’aumento della temperatura globale. Eni ha accolto con favore il successo di Parigi e, all’indomani della COP21, ha aderito all’iniziativa Paris Pledge for Action, voluta dal presidente Laurent Fabius per dimostrare l’impegno degli stakeholder non governativi in favore dell’adozione di regole chiare in linea con gli obiettivi dell’Accordo.
 

Cinque filoni d’intervento
Le azioni avviate da Eni negli ultimi anni hanno consentito di abbattere del 28% le emissioni dirette di GHG rispetto al 2010 e di migliorare nello stesso periodo del 24% l’indice di performance (GHG su produzione operata) della produzione di idrocarburi. 
La climate strategy dell’energy company italiana si articola in: 
Riduzione delle emissioni dirette attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, l’azzeramento del flaring di routine e delle emissioni fuggitive; Valorizzazione del gas naturale per la sua minore intensità di carbonio fra i combustibili fossili e come fonte di transizione verso le rinnovabili;
Investimenti crescenti nella conversione green del downstream e in fonti rinnovabili;
Ricerca e Sviluppo (R&S) sulle fonti rinnovabili innovative;
Partnership con i paesi produttori di idrocarburi, per lo sviluppo di sistemi energetici low carbon e promozione di iniziative off-grid per massimizzare l’accesso all’energia.
Infine partnership internazionali e dialogo trasparente sul tema con gli stakeholder.