Si chiama fintech, la nuova finanza 2.0, quella che secondo Vegas (Consob) sovvertirà nei prossimi anni il mondo delle banche. L’Italia è in ritardo ma ora nasce la prima piattaforma social per gli investimenti in campo immobiliare, il real estate. Il tutto in modalità “equity” per evitare brutte sorprese e liberare miliardi di risorse
È una piccola rivoluzione che, come dice Vegas, prefigura un futuro decisamente nuovo per il mercato immobiliare, così come avviene in altri settori con procedure analoghe, sempre mutuate dal nuovo approccio social dei mercati.
Vogliamo tradurre il tutto in esempio concreto? Mettiamo il caso di una società che ha un progetto immobiliare per un valore complessivo di 10 milioni e ne ha uno solo di capitale. Quattro li mette la banca (che ovviamente esiste ancora ma che più di tanto non può fare), da dove possono arrivare gli altri 5 milioni, in forma concreta e soprattutto garantita? Ecco entrare in gioco Walliance. Nella piattaforma viene caricato il progetto in forma leggibile e trasparente, così che l’investitore possa documentarsi in modo veloce e facile sulle potenzialità dell’operazione, decidendo la quota da investire (si può partire addirittura da un minimo di 500 euro). Una base davvero social che schiude finalmente un rubinetto scioccamente chiuso al mondo finanziario, con un’enormità di capitali immobilizzati dal timore della crisi, dalla sfiducia nei mercati e nelle banche. Qui si parla di cantieri esistenti, lavori verificabili di persona, cose più concrete di un titolo in borsa, esposto a qualche speculatore occulto. Soprattutto il piccolo investitore non è più carne da polpetta, in balia di logiche del tutto ingovernabili, ma decide lui dove andare e come andarci.
Walliance facebook.com/walliancetherealcrowd
Ogni raccolta fondi si perfeziona, a patto che venga sottoscritto da investitori qualificati un minimo del 5% del totale raccolto, come garanzia della bontà dell’operazione immobiliare. I vantaggi per i promotori del progetto sono notevoli: accesso veloce al credito, tassi di interessi equi, veloce attività di fundraising, ottima visibilità per far conoscere il progetto dove serve e a chi può interessare. E con l’inedita sensazione di avere finalmente un finanziatore che sia anche un po’ socio e dunque non si concentri solo sul ritorno immediato del capitale in termini speculatori ma sulla riuscita dell’operazione.
Da parte sua l’investitore, sempre grazie a Walliance, potrà decidere in anticipo di quale ritorno economico preferisce godere e su quel parametro orientare la sua scelta, diversificando i propri investimenti per abbassare ulteriormente i margini di rischio, sapendo che i progetti non sono visibili soltanto ai finanziatori ma di fatto sono pubblici, dunque soggetti a un giudizio più severo, che può essere esercitato dal geologo che conosce l’area, dall’assessore locale che gestisce le licenze, gente con nome e cognome e non società con sede nei paradisi fiscali, tanto per tornare al discorso di prima. A sua volta l’investitore potrà operare con carta di credito e con i più evoluti sistemi di pagamento, non solo attraverso il consueto bonifico.
Due dati statistici per concludere. In Italia il totale del capitale raccolto nelle varie forme di crowdfunding (reward, donation, lending, equity) nel corso del 2016 vale 91.790.909,63 euro. I dati più recenti segnano invece un raccolto globale in ambito Real Estate Crowdfunding nel 2015 pari a 2,6 miliardi di dollari, di cui 1,6 miliardi al Nord America (+855 milioni rispetto l’anno precedente), e circa 1 miliardo in Europa (+572 milioni rispetto l’anno precedente).
Gli opinionisti di Forbes anticipano la probabile visione che vede entro il 2025 un’industria del crowdfunding valutata oltre 300 miliardi di dollari con il mercato del real estate quindi pronto a capitalizzarsi su questa crescita esplosiva, rendendo questo tipo di crowdfunding uno di quelli a più rapida crescita tra tutti i vari segmenti del cosiddetto crowd-capitalism.
Insomma, finalmente il real estate crowdfunding è pronto a partire anche in Italia, sulla piattaforma Walliance. Chi volesse saperne di più e prendere il primo convoglio può farsi un giro nel sito www.walliance.eu. Conviene sempre muoversi in anticipo.