Economia

La chiave d'accesso ai servizi bancari

Per le aziende italiane è la norma mantenere rapporti con una pluralità di istituti di credito
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La scelta è dettata principalmente dalla necessità di ridurre i rischi, ma talvolta pesa anche la necessità di accedere a determinati servizi utili per il business. Una situazione che rischia di assorbire tempo e risorse e alla quale risponde il Cbi, consorzio creato sotto l’egida dell’Abi (Associazione Bancaria Italiana), che gestisce l’infrastruttura tecnica in grado di connettere tutti gli istituti finanziari interessati (circa 500 quelli che hanno già aderito), permettendo lo scambio di flussi finanziari, informativi e documentali. In sostanza si presenta come un’unica porta d’ingresso a tutti i servizi che possono servire a un’azienda.
 
Pagamenti elettronici in crescita
Un’offerta che punta a intercettare i trend emergenti nel mercato. Come i pagamenti elettronici, destinati a crescere man mano che gli italiani prendono confidenza con gli strumenti digitali e alla luce della prossima introduzione dell’obbligo per le fatture elettroniche tra i privati. CBILL è il servizio sviluppato dal consorzio e offerto in modalità competitiva dagli istituti finanziari consorziati per la consultazione e il pagamento di bollettini ed avvisi di pagamento (utenze, ticket sanitari, multe, tasse e altro ancora) in modalità multicanale e multibanca. Dal lancio ufficiale, avvenuto il 1° luglio 2014, il servizio ha attivato quasi 7 milioni di operazioni di pagamento, per un controvalore complessivo di circa 2 miliardi di Euro, attivando oltre 9mila fatturatori, tra privati e Pubblica Amministrazione.
Il cittadino può effettuare il pagamento delle utenze e degli avvisi di pagamento con una user experience intuitiva e sicura utilizzando il servizio di internet banking delle 470 banche che aderiscono al progetto e per alcuni anche tramite Atm, mobile banking e presso lo sportello.
 
Migliorano i rapporti con la PA
Il Consorzio Cbi da tempo collabora con AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) relativamente a diversi fronti. In particolare, in tema di CBILL, il servizio è già applicabile al pagamento dei servizi offerti dalla PA tramite il Nodo pagoPA dell’AgID, secondo quanto previsto dal modello 3 (pagamento attivato da PSP) delle Linee Guida. In sostanza questo significa che un cittadino può già utilizzare CBILL per pagare gli avvisi di pagamento della PA che lo hanno scelto come uno degli strumenti di pagamento digitali.
Tra gli enti pubblici che aderiscono a CBILL c’è Equitalia, che consente la rottamazione delle cartelle tramite bancomat. Per altro, ciascun cittadino può consultare e pagare i bollettini con cui regolarizzare i propri debiti con l’ente direttamente sull’internet banking del proprio istituto di credito.
Pagamenti più facili
Gli ultimi mesi hanno visto la firma di una serie di accordi anche con realtà private. È il caso di ipagoo (controllata del gruppo Orwell), che permette di pagare online bollette e fatture grazie all’integrazione con CBILL. E un accordo analogo è stato siglato con Tim e Unicredit, con i clienti della compagnia telefonica che possono effettuare il pagamento delle fatture con una user experience intuitiva e sicura utilizzando il servizio di internet banking dei circa 500 istituti finanziari che aderiscono al progetto.