Economia

La sicurezza sul lavoro? Un titolo incrollabile

La prevenzione conviene non solo sotto il profilo umano e sociale, ma anche dal punto di vista economico. Le imprese, e gli imprenditori, lo sanno bene. Tuttavia si tratta di investimenti rilevanti, serve liquidità. Vediamo come, dove, quando e soprattutto chi può agevolare questo percorso
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Nonostante i grandi cambiamenti che il mondo del lavoro sta attraversando negli ultimi tempi, l’imperativo assoluto rimane sempre e soltanto uno: lavorare in sicurezza. Non soltanto per il rispetto della vita e della salute dei lavoratori, ma anche perché la sicurezza conviene alle imprese pure sotto il profilo specificatamente economico. Ricerche internazionali hanno infatti dimostrato che gli investimenti in prevenzione garantiscono un ritorno su tutti i fronti, da quello produttivo a quello dell’immagine, dalla soddisfazione del personale alla sua efficienza sul lavoro. Si calcola che per ogni euro investito in prevenzione ogni anno per ciascun dipendente, le imprese possano puntare a un ritorno economico potenziale pari a oltre il doppio.
Tutto questo lo sa bene l’Inail che infatti, anche quest’anno (siamo all’ottava edizione), ha indetto il bando ISI, mettendo direttamente a disposizione delle imprese oltre 249 milioni di euro di contributi a fondo perduto per sostenere progetti di miglioramento di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro.
Dal 2010 l’Ente ha già erogato, in tal senso, 1,8 miliardi di euro.
 
Vediamo quali sono i requisiti per poter accedere ai contributi.
I fondi sono suddivisi in cinque assi di finanziamento, differenziati in base ai destinatari e alla tipologia degli interventi da realizzare: progetti di investimento e per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale (a cui sono destinati 100 milioni di euro), riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi (44.406.358 euro), bonifica da materiali contenenti amianto (60 milioni), progetti per micro e piccole imprese operanti nei settori del legno e della ceramica (10 milioni), e progetti per le micro e piccole imprese del settore agricolo, alle quali nel 2016 era stato dedicato un bando specifico (35 milioni, suddivisi in 30 milioni destinati alla generalità delle imprese agricole e in cinque milioni per i giovani agricoltori).

Per i primi quattro assi il contributo sarà pari al 65% della spesa da affrontare, fino a un massimo di 130mila euro (50mila per le “micro e piccole imprese”). Alle imprese agricole, invece, si arriva al 40% (50% per i giovani imprenditori). Ogni azienda può presentare una sola domanda.

Una delle novità principali dell’ultimo bando è rappresentata dall’ampliamento dei “beneficiari”: non più solo le imprese iscritte alla CCIAA ma anche gli enti del terzo settore benché non iscritti al Registro delle Impese: basta essere censiti negli albi e registri nazionali, regionali e delle province autonome per poter presentare un progetto per l’asse dedicato alla riduzione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi.
 
Le aziende interessate possono, fino alle ore 18 del 31 maggio prossimo, inserire e salvare la propria domanda nel portale Inail. Qui sarà anche possibile effettuare simulazioni del progetto da presentare per rendersi subito conto dell’eventuale ammissibilità. Per compilare la domanda è necessario essere in possesso delle credenziali di accesso ai servizi online, che possono essere ottenute effettuando la registrazione sul sito Inail almeno due giorni lavorativi prima della scadenza per la compilazione della domanda.
Le imprese i cui progetti avranno raggiunto o superato la soglia di ammissibilità potranno “scaricare”, dal 7 giugno, il proprio codice identificativo per il giorno del “click day” (quando si dovrà inoltrare la domanda di finanziamento). Gli incentivi, ripartiti su base regionale, saranno assegnati fino a esaurimento secondo l’ordine cronologico di ricezione delle domande.

Ecco dove scaricare i documenti per il bando