Economia

Spinta per l’export

“Niente è peggio al mondo di un'opera mediocre, che fa finta di essere eccellente”. Così enunciava nel 1700 il filosofo francese Joseph Joubert
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A distanza di tre secoli, il pensiero non è variato e a farne le spese sono soprattutto le eccellenze italiane: articoli firmati e di lusso, artigianato di qualità e alimenti nostrani le cui caratteristiche sono così uniche da meritarsi il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata. I prodotti tipici dello “stivale” sono un vero toccasana per l’economia nazionale, grazie soprattutto alla loro esportazione. Non solo le grandi marche, ma soprattutto le piccole e medie imprese diffondono negli altri Stati il gusto del Bel Paese.
Pur rimanendo ancorate alla tradizione e all’arte territoriale, le PMI si sono internazionalizzate e indirizzate verso comparti a più alto valore aggiunto e meno soggetti alla concorrenza di prezzo. Così, alla ripartenza dell’economia mondiale, si sono trovate in una posizione ideale per far valere il prestigio del made in Italy, nonostante si trovino spesso a fare i conti con la concorrenza internazionale che non sempre adopera strumenti corretti, ma capita che ricorra alla contraffazione. Il Codice della Proprietà Industriale del 2005 dello Stato italiano e i Regolamenti in merito dell’Unione Europea lottano contro tale fenomeno e fortunatamente l’export dei prodotti italiani è sempre in maggiore aumento.
Il consolidamento della crescita internazionale
Negli ultimi sette anni l’esportazione dei prodotti nazionali è stata l’unico apporto positivo alla crescita economica nazionale. Combinando i dati Istat, Ocse e Sace, emerge che nel 2017 le vendite oltreconfine da parte delle aziende italiane sono cresciute di 31 miliardi rispetto al 2016, un trend destinato a proseguire negli anni a venire anche grazie agli accordi recenti stipulati dall’Ue per il libero commercio. Le geografie trainanti per il nostro export nel 2017 sono state l’Asia, l’Europa emergente e le Americhe, alle quali si stanno aggiungendo cinque Paesi emergenti: Colombia, Filippine, Marocco, Senegal e Turchia. Mentre tra i settori primeggiano quello della produzione di macchinari e apparecchiature (80,061 mln), il ramo automobilistico (37,559 mln) e l’alimentare (33.942 mln di euro).
Nonostante qualche preoccupazione legata al ritorno del protezionismo, il quadro di fondo resta favorevole, con la crescita che si va consolidando a livello internazionale e gli investimenti che sono ripartiti, accompagnati dal recupero del prezzo di diverse materie prime.
L’offerta allo sportello
Iccrea BancaImpresa e le Banche di Credito Cooperativo offrono una serie di prodotti e servizi per favorire l’export e accompagnano le aziende italiane nel processo di internazionalizzazione tramite consulenze, leasing e finanziamenti. Il Gruppo bancario Iccrea presidia direttamente, mediante uffici di rappresentanza di Mosca e Tunisi, due importanti mercati di sbocco, quello russo e quello del Maghreb. Inoltre, ha accordi di collaborazione con vari soggetti bancari e non bancari per integrare la propria offerta diretta e assistere al meglio le imprese clienti sugli altri principali mercati esteri.

Per agevolare le imprese clienti che desiderino crescere nel sistema economico mondiale, il Gruppo bancario Iccrea ha stipulato accordi con soggetti sia pubblici che privati, tra cui Simest  e Sace.
L’intero bouquet di offerta è disponibile all’url: forestero.it