La sicurezza fa bene al lavoro e fa bene alle imprese. La sicurezza, nel bilancio, è più importante del fatturato: cifre che non dovrebbero mai colorarsi di rosso. La sicurezza, da sempre, si fa investendo sulla prevenzione. Investimenti onerosi? No, perché si accresce la produttività e – soprattutto – c’è chi aiuta le aziende ad abbattere i costi; fino al 65%.
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Lavorare in un ambiente sicuro vuol dire lavorare in serenità, riducendo gli infortuni e accrescendo la produttività. La prevenzione, in definitiva, si traduce in una vera e propria risorsa economica, come ampiamente dimostrato da un’indagine condotta in 300 aziende di 15 diversi Paesi dall’Issa (Associazione internazionale di sicurezza sociale); l’indagine mette nero su bianco che per ogni euro investito in prevenzione ogni anno, si può puntare a un ritorno economico pari a oltre il doppio.
Intervenire in maniera preventiva per impedire il verificarsi del danno è preferibile a operare in via successiva in maniera riparativa. Lo sanno bene anche all’Inail che dal 2010, con il Bando Isi (siamo alla nona edizione), ha messo a disposizione delle aziende oltre due miliardi di euro. Quest’anno l’Istituto offre a chi investe in sicurezza circa 370 milioni di euro a fondo perduto, l’importo più alto di tutte le edizioni grazie ai risparmi dei bandi precedenti.
E non è l’unica novità di Isi 2018: c’è l’introduzione del sub-asse per i progetti di modelli organizzativi e di responsabilità sociale e l’inserimento dei settori della pesca e del tessile per le micro e piccole imprese che operino in ambiti specifici. I contributi, erogati in conto capitale, possono coprire fino al 65% delle spese sostenute per ogni progetto ammesso sulla base dei parametri e degli importi minimi e massimi indicati dal Bando per ciascuna tipologia d’intervento.
Vediamo nello specifico le singole misure di finanziamento
Asse 1, (Isi generalista), circa 182 milioni di euro (180 per i progetti di investimento e 2 per gli interventi riguardanti i modelli organizzativi e di responsabilità sociale). Asse 2, (Isi tematica), 45 milioni per i progetti di riduzione del rischio da movimentazione manuale dei carichi; vi possono accedere anche gli enti non iscritti al registro delle imprese ma censiti in albi nazionali e regionali. Asse 3 (Isi Amianto), oltre 97 milioni per interventi di bonifica. Asse 4 (Isi micro e piccole imprese), 10 milioni per le imprese della pesca e del tessile, abbigliamento, articoli in pelle e calzature. Asse 5 (Agricoltura), 35 milioni, di cui 5 per gli imprenditori under 40.
La presentazione delle domande avviene in via telematica: dallo scorso 11 aprile e fino alle ore 18 di giovedì 30 maggio, le aziende possono compilare e salvare la propria domanda nella sezione “Servizi online” del sito Inail. La richiesta potrà essere inoltrata online nei giorni e negli orari di apertura dello sportello informatico (“click day”), che saranno pubblicati sul sito stesso a partire da giovedì 6 giugno. Le imprese collocate in posizione utile dovranno, per accedere al contributo, poi confermare la domanda online tramite l’invio della documentazione prevista per ciascuna tipologia di progetto.
Sulla base del percorso avviato lo scorso anno con #storiediprevenzione, sul portale dell’Ente verranno pubblicate periodicamente le narrazioni video di aziende che grazie ai finanziamenti ricevuti con il Bando Isi abbiano migliorato i propri livelli di sicurezza.
Per informazioni: Contact Center 06.6001 www.inail.it