Economia

Teniamoci in contatto ma senza troppi… contatti

Qualcosa è cambiato nelle nostre abitudini, nel nostro lavoro. È cambiato anche il tempo libero che, se “obbligatorio”, non è più tanto… divertente. Soprattutto siamo cambiati noi. Nel lavoro, a scuola, in vacanza. L’abbiamo pagata cara, questa pandemia. Ma abbiamo imparato qualcosa in più. Abbiamo imparato, anche, a pagare... contactless
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Distanziamento, lontananza. Siamo animali sociali, abituati alle strette di mano, gli abbracci, i baci più o meno intimi, più o meno sinceri. Poi abbiamo dovuto cambiare registro: le mani oggi s’intrecciano raramente e, incontrandoci, dobbiamo salutarci da lontano; un metro, due; qualcuno, esagerando, non scende sotto i tre. Il mix di prudenza, ansia, scienza e disposizioni governative ha cambiato la nostra quotidianità. Sarà così anche per l’immediato futuro, facciamocene una ragione.
Ragione e responsabilità: adottare comportamenti responsabili per non vanificare gli sforzi fatti finora. Possiamo farlo; anzi, l’abbiamo già fatto negli ultimi 70 giorni.
Ragione, responsabilità e coscienza: abbiamo preso coscienza che per un po’ di tempo andremo avanti con il distanziamento sociale, con lo “smart working” per chi può e con tutti quegli accorgimenti che – una volta – ci sembravano esagerati.
Ma la vita, nonostante il covid-19, continua. Si continua a lavorare, a studiare, ad andare in vacanza. Ricominceremo presto a frequentare ristoranti, pub, cinema.
Stasera in pizzeria; domani al centro commerciale perché cominciano i saldi. Poi la palestra, poi quel libro di cui mi hanno tanto parlato che devo assolutamente comprare…
Tutto questo – e molto altro – presto, ricomincerà. Tutto questo, in parte, è già ricominciato.
Tutto questo prevede anche una transazione economica: prima o poi dobbiamo fermarci alla “cassa”, mettere mano al portafoglio, consegnare il denaro, attendere il resto.
Si paga solo così? La risposta è no, lo sappiamo da tempo: si paga con le “carte” (di credito o di debito), con gli assegni e – oggi – anche con lo smartphone. Nel 2018, secondo uno studio effettuato dal politecnico di Milano, gli italiani hanno fatto acquisti “digital” per 240 miliardi di euro (+ 9% rispetto al 2017).
Ma siamo sempre troppo attaccati al “cassiere”. Pur usando il bancomat dobbiamo necessariamente avvicinarci, digitare il PIN sulla tastiera. Quella tastiera verrà poi sfiorata da altre dita e la nostra carta, in poche ore, sarà stata afferrata da troppe mani. Di questi tempi è meglio non strafare; di questi tempi, sempre a proposito di ragione, responsabilità e coscienza, è meglio ricorrere ai “new digital payment”.
Per esempio il “contactless”: avvicinare la “card” o lo smartphone al terminale senza toccarlo e la transazione va a buon fine. D’altronde contactless, letteralmente, si traduce “senza contatto”.
Noi, però, restiamo in contatto pur se qualcosa è cambiato, come abbiamo già detto. In più abbiamo imparato qualcosa. Abbiamo imparato che si può pagare anche così: in sicurezza e comodità.
Sicurezza e comodità per chi compra e per chi vende.
 
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