Individuare le perle nascoste è l’ambizione più grande di ogni investitore. Perché, anche nelle fasi di turbolenza per i mercati finanziari come quella che stiamo vivendo, non mancano mai i titoli sottovalutati, anzi proprio in queste situazioni spesso si tende a disinvestire senza distinguere tra aziende destinate a soffrire a causa della crisi e quelle che invece si candidano a tornare presto più solide del pre-crisi
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Il pensiero ciclico
“Il cambiamento ciclico separa i mercati in società in crescita e società di valore. Il cambiamento strutturale separa il mercato in vincitori e perdenti. I perdenti non avranno una seconda chance...falliranno. È importante riconoscere la differenza”, avverte Randall Dishmon, senior portfolio manager di Invesco. Che, a dispetto della diffidenza imperante sui mercati, avverte di avere le medesime prospettive degli ultimi 20 anni, cioè nessuna.
Un apparente paradosso per un esperto come lui, che motiva così: “Non ho ancora incontrato la persona che possa prevedere costantemente cosa farà il mercato, ma ancora più importante: non compro il mercato”. Per Dishmon l’errore più grande che può fare un investitore è credere nel pensiero ciclico, soprattutto se si punta su un orizzonte a lungo termine. I cambiamenti strutturali
All’opposto, il manager di Invesco si focalizza sulla ricerca di tendenze strutturali, cioè su quelle che cambiano il mondo in cui viviamo. È questo che fa davvero la differenza e distingue i vincitori e i perdenti, con questi ultimi che difficilmente avranno una seconda chance.
Quattro trend
Quali sono allora i cambiamenti strutturali più importanti, i business che faranno ricche le aziende che vi investono? Si comincia con il passaggio al cloud, che prima della pandemia era spesso considerato come un accessorio, mentre ora si scopre essenziale per fare andare il business. Lo stesso vale per l’e-commerce, che sta decollando. “È diventata l'unica opzione durante l’emergenza Covid 19 e prevedo che nel post-Covid la tendenza non sarà di andare spesso nei negozi”, sottolinea Dishmon. “Ogni crisi negli ultimi 20 anni ha consentito all’e-commerce di guardagnare quote di mercato. Non mi aspetto che tale tendenza sia sovvertita”.
Un altro trend emergente è relativo all’elettronificazione del denaro, considerato il rischio di trasmissione di malattie delle banconote. L’emergenza sanitaria infine ha messo in luce l’importanza di diagnosi e ricerca. È in aumento da due decenni e, secondo Dishmon, accelererà nuovamente a causa dell’attuale contesto. Quindi la conclusione: “Mi aspetto che tutte queste tendenze continuino per almeno il prossimo decennio: questo tipo di capitalizzazione rende insignificanti le preoccupazioni a breve termine per il mio processo di investimento”.