Attivi dal punto di vista sociale ed economico, spesso con buoni redditi e patrimoni, attenti alla qualità della vita e alle esigenze delle famiglie
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I longevi sono il motore della vita collettiva, soggetti attivi ed economicamente forti della silver economy, un patrimonio del nostro Paese ancora poco valorizzato. Un universo che è stato esplorato dall’Osservatorio Censis-Tendercapital intitolato “La silver economy e le sue conseguenze nella società post Covid-19”. Osservatorio Censis-Tendercapital “La silver economy e sue conseguenze nella società post Covid-19”. Alberto Bagnai, Presidente Commissione Finanze del Senato; Giuseppe De Rita, Presidente Censis; Moreno Zani, Presidente Tendercapital; Pier Paolo Baretta, Sottosegretario Ministero Economia; Francesco Maietta, Responsabile area ricerche Censis Conseguenze della pandemia
Dalla ricerca emerge che gli over 65 guardano al proprio futuro e a quello delle rispettive famiglie con una maggiore fiducia rispetto agli altri: il 32,8% gli intervistati si dice ottimista, contro il 10,4% dei millennial e il 18,1% degli adulti. Al tempo stesso, i longevi sono anche i più positivi sulle chance di ripresa dell’Italia (20,9%), mentre crolla la fiducia dei millennial (4,9%).
Risultati non scontati a considerare che il Covid 19 ha colpito duramente soprattutto la popolazione anziana. Almeno dal punto di vista delle vittime perché invece sul fronte economico la prospettiva si ribalta. Il 90,7% degli over 65 durante il lockdown ha continuato a percepire gli stessi redditi, contro appena il 44,5% dei millennial e il 45% delle persone di mezza età.
L’impatto non è comunque stato trascurabile per i più senior, che hanno dovuto fare i conti con costi sociali crescenti e molti sono stati costretti a rinunciare alle abitudini quotidiane, agli incontri con amici e familiari (74,6%) e ad abitudini come andare dal parrucchiere, barbiere, estetista (50,7%) e fare passeggiate in centro o nei parchi urbani (46,8%).
La frattura intergenerazionale
La pandemia di Coronavirus ha creato anche una spaccatura intergenerazionale: da una parte gli over 65, mediamente in buona salute, solidi economicamente, con vite appaganti e una riconosciuta utilità sociale, dall’altra i giovani che avvertono il peso crescente della precarietà. Questo crea un nuovo rancore sociale, alimentato e legittimato da una inedita voglia di preferenza generazionale nell’accesso alle risorse e ai servizi pubblici, legata alla visione del longevo come privilegiato dissipatore di risorse pubbliche.
In situazioni di emergenza, un giovane su due ritiene sia giusto penalizzare gli anziani nell’accesso alle cure e nella competizione sulle risorse pubbliche. Moreno Zani, Presidente Tendercapital Cambio di paradigma in seguito alla pandemia
“Il rapporto ci offre un quadro completamente modificato rispetto alla situazione precedente al Covid-19, in cui emerge che i giovani hanno un certo rancore nei confronti degli anziani”, tira le somme Moreno Zani, presidente di Tendercapital. “Particolarmente significativi sono due dati: uno riguardante i consumi dei soggetti più anziani e l’altro relativo alla ridefinizione delle politiche pubbliche in campo sanitario”. Giuseppe De Rita, Presidente del Censis
Per Giuseppe De Rita, presidente del Censis, “il rapporto evidenzia una ferita tra generazioni; la sfida è tuttavia quella di leggerla alla luce di un ciclo di lungo periodo, tenendo conto che prima del contagio gli anziani erano più predisposti a cedere parte del loro reddito ai figli o ai nipoti, mentre il quadro che sembra ora emergere è un atteggiamento di maggiore controllo da parte dei primi volto a riprendere padronanza della propria capacità finanziaria”.