Economia

La nuova era dell’economia circolare

Accumulatori di calore 
Già prima che scoppiasse la recessione, il tema della lotta agli sprechi era al centro del dibattito pubblico, nella consapevolezza che l’attuale modello di sviluppo poco rispettoso dell’ambiente sia tra le cause dei fenomeni atmosferici estremi legati ai cambiamenti climatici
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Ora la questione diventa ancora più pressante, considerato che al fianco delle ragioni etiche si rafforzano quelle economiche, legate ai possibili risparmi ottenibili attraverso una crescita sostenibile.
 
RISORSE IN CIRCOLO
Così prende corpo il modello dell’economia circolare, basato sul principio che i rifiuti di qualcuno diventano risorse per altri, per cui gli oggetti non arrivano mai a fine vita, ma “rinascono” per altri utilizzi. Questo significa risparmiare denaro (si pensi ai costi di estrazione, produzione e smaltimento), consumare una quantità inferiore di materie prime e ridurre l’impatto inquinante sull’ambiente. Un processo più facile a dirsi che a farsi, considerato che comporta un ripensamento del ciclo produttivo sin dalla progettazione. E contributi decisivi possono arrivare anche dall’utilizzo di tecnologie intelligenti, dal ricorso massivo alla produzione di energia da fonti rinnovabili e dall’adozione su larga scala della raccolta differenziata.
Centrale termica Politecnico 
NON SOLO RIFIUTI
Il nuovo step di questo processo viene identificato come multicircle economy, espressione che ricorre a più riprese nel nuovo piano industriale di Iren 2020- 2025, tra le principali multiutility italiane con circa 8.500 dipendenti e quasi 4,3 miliardi di euro di ricavi nel 2019. Si parla di multicircle e non di circular economy per indicare una visione industriale a lungo termine focalizzata sull’uso consapevole ed efficiente delle risorse che non si limita più al solo comparto dei rifiuti, ma enfatizza la natura multi-business di Iren coinvolgendo anche le principali altre filiere di attività, tra cui il ciclo idrico, il teleriscaldamento e l’efficienza energetica. Una strategia che si accompagna sia al radicamento nei territori storici di riferimento, sia al costante miglioramento della qualità dei servizi offerti agli 8 milioni di cittadini serviti dal Gruppo. Servizi che, a partire dal prossimo gennaio 2021, saranno erogati utilizzando solo energia certificata proveniente al 100% da fonti rinnovabili a testimonianza di una spinta sempre più forte verso la sostenibilità. Il tutto attraverso una politica d’investimenti al 2025 in costante crescita, di cui oltre 2 miliardi di euro proprio a supporto della strategia di multicircle economy.
 
LE INIZIATIVE MESSE IN CAMPO
La multiutility ha ritenuto di dover anticipare le risposte ai bisogni emergenti delle comunità, dei territori e dell’ambiente mettendo sempre più la sostenibilità al centro delle scelte strategiche aziendali come dimostrano gli oltre 2,2 miliardi di investimenti previsti al 2025 – su 3,7 complessivi – in progetti sostenibili concentrati sull’uso delle risorse idriche, l’economia circolare, la decarbonizzazione e le città resilienti.
Più nel dettaglio, si è dotata di sistemi di raccolta più efficienti, che consentono una maggiore percentuale di raccolta differenziata attraverso il ritiro porta a porta e facendo un ampio ricorso alle soluzioni tecnologiche per migliorare la selezione e la separazione dei rifiuti raccolti. In campo idrico, il gruppo è impegnato a realizzare nuovi impianti per aumentare la capacità depurativa e ridurre i fanghi biologici, con l'applicazione delle tecnologie più innovative: tra le altre cose è in corso un progetto di investimento per trasformare i fanghi di tutti gli impianti depurativi del Gruppo in correttivi per terreni agricoli.
Torre idrica Iren 
Mentre sul fronte del teleriscaldamento Iren punta su tecnologie che riducono gli impatti delle emissioni, in particolare nei settori del riscaldamento e della produzione industriale, migliorando pertanto la qualità dell’aria delle città nelle quali opera. Infatti, il teleriscaldamento consente lo spegnimento di decine di migliaia di centrali termiche più inquinanti, sostituendole con sistemi efficienti e costantemente monitorati, composti da sistemi di filtrazione moderni ed efficaci.
 
DAGLI IMPIANTI DI RICICLO AI DEPURATORI
Un esempio concreto di approccio sostenibile al business è dato dall’impianto di riciclo del legno e produzione del pallet in fase di progettazione a Vercelli, che trasformerà le frazioni di rifiuto legnoso in una nuova risorsa, capace di produrre con un processo termico di polimerizzazione del legno trattato pallet e blocchetti.
mobilità elettrica 
Dal legno alla plastica, con l’acquisizione di I.Blu che consente a Iren di accelerare lo sviluppo impiantistico e ne rafforza il percorso di crescita nel settore ambientale, dove il Gruppo punta a incrementare del 60% i rifiuti trattati in impianti di proprietà e a chiudere, con la produzione di materie prime e seconde, l’intero ciclo dei rifiuti perseguendo i principi dell’economia circolare. Inoltre, questa operazione permette a Iren Ambiente (la società del gruppo attiva nella gestione integrata dei rifiuti) di divenire leader tra gli operatori nazionali nella selezione delle plastiche Corepla (il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) e nel trattamento del plasmix, un processo di recupero delle plastiche di scarto che aumenta sensibilmente la quota di rifiuti recuperati come materia.
Un acquedotto di Iren 
Intanto, presso il depuratore di Roncocesi (Reggio Emilia) condotto da Ireti, società del gruppo Iren, è stato installato un impianto in grado di effettuare la trasformazione del biogas prodotto nella linea di trattamento del fango di depurazione per convertirlo in un biocarburante rinnovabile, il biometano.

Un altro impianto particolarmente virtuoso gestito dal Gruppo è il depuratore di Mancasale (sempre a Reggio Emilia), che riutilizza le acque reflue per l’irrigazione dei campi agricoli.

Per maggiori informazioni visita il sito del Gruppo Iren